5 mesi in Tailandia, Malesia,Filippine- TERZA PARTE

stato: malesia (my)

Data inizio viaggio: venerdì 11 novembre 2011
Data fine viaggio: domenica 1 aprile 2012

Dopo la visita alle piscine termali Poring, il giorno dopo ho raggiunto SUKAU una cittadina lungo il fiume KINABATANGAN che è uno dei parchi più interessanti della Malesia per la sua vegetazione e la sua fauna.
Ho dormito in un semplice resort appena aperto e nei giorni successivi, ho fatto due belle escursioni in compagnia di una coppia francese e della simpatica guida che ci portati con la sua barca lungo il fiume sia la mattina presto, sia al tramonto, alla ricerca di coccodrilli, uccelli vari, serpenti, scimmie e perfino elefanti pigmei che abbiamo incontrato mentre si cibavano di fusti di canne lungo il fiume.
Abbiamo fatto anche un breve trekking nella foresta primaria vicina e questa parte della vacanza è stata ldecisamente la più selvaggia ed ecologico-ambientale.
Ho poi raggiunto in volo KUCHING, la bella capitale del SARAWAK, che significa gatto e che a questo animale ha dedicato vari monumenti e perfino un museo.
Il Sarwaw, dopo il Sabah, è l'altra provincia del Borneo Malese (il resto della grandissima isola appartiene all'Indonesia) ed è il paese dei tagliatori di teste, di Sandokan, Janez e della perla di Labuan che però è un'isola del Sabah.
Nessun malese conosce le storie di Emilio Salgari, né ha visto la serie televisiva con l'attore indiano che da noi ha spopolato circa 20 anni fa.
Kuching è una bella città lungo il fiume con una bellissima passeggiata pedonale circondata da bei parchi, edifici coloniali bianchi, moderni grattacieli sede di grandi alberghi, una chinatown con bei templi buddisti e perfino un quartiere indiano specializzatio nella vendita di articoli di abbigliamento piuttosto dozzinali.
Vi è oltre il fiume il modernissimo ed impressionante palazzo giallo e circolare del parlamento provinciale e poi il palazzo coloniale dell'Astana che ospita il governatore e Margherita, una bella fortezza bianca e piccolina a pochi metri dal fiume.
Fuori Kuching sono andato ben due volte alla riserva Semenggoh per vedere gli orang utan che vivono nella foresta e che ogni tanto arrivano alla terrazza dove le guardie del parco li attirano con l'offerta di frutta di cui si nutrono. Purtroppo non sono stato fortunato, ho visto solo un paio di piccoli orangutan che si dondolavano sugli alberi altissimi.
In compenso, in compagnia di Giancarlo, un simpatico veneziano che fa le maratone in giro per il mondo, sono andato a visitare il bel parco nazionale Bako raggiunto in pullman e poi barca. Abbiamo fatto un bel trekking lungo il sentiero della foresta fino ad arrivare ad una bella spiaggia. Abbiamo visto scimmie nausichee, cinghiali e parecchi uccelli, oltre a tante mangrovie del parco.
Il giorno dopo sono tornato in zona per visitare il Centro Culturale del Sarawak, un parco verde che ospita varie costruzioni in legno, le famose case lunghe, ma sono anche circolari, alcune altissime su palafitte ed ospitano malesi in costume tradizionale che illustrano le tradizioni della loro gente e vendono souvenir ai turisti. Bello lo spettacolo finale con ballo in costume di una compagnia molto brava e professionale.
Sono tornato a piedi per raggiungere SANTUMBONG, un villaggio di pescatori, attraversando la lunghissima e larghissima spiaggia di DAMAI rischiando di incontrare i coccodrilli che a volte si nascondono dietro le rocce ai bordi della spiaggia medesima o dietro alle mangrovie.
A Kuching ho visitato anche i bei musei locali ed il mercato del week-end molto spettacolare per i generi in vendita, fra cui frutta e verdura mai vista prima.
Quindi in volo sono arrivato a Georgetown, la bella capitale dell'isola di PENANG, a nord ovest, non lontana dalla Tailandia.
Mi sono fermato una settimana visitando la città coloniale dalla quale mi aspettavo di più., ma comunque interessante soprattutto per il rione indiano dove ho alloggiato e poi i bellissimi templi cinesi buddisti, non solo quelli del centro storico, ma anche altri fuori verso la zona moderna cheha avveneristici grattacieli lungo una passeggiata a mare che non c'è più ovvero c'è ma a molta distanza perchè lo tsunami di anni fa ha portato tanti detriti e fango da far allontanare il mare.
C'è anche un bel parco fuori città, l'orto botanico con belle piante, alberi, serre e...scimmie e poi il tempio KEK LOK SI, un enorme complesso che copre un'intera collina, con vari edifici coloratissimi ed un po' kitsch perchè la plastica cinese vi fa da padrona, dato che perfino alcuni fiori e piante sono artificiali, senza contare le migliaia di lampade gialle e rosse.
Un'altra interessante parte di Georgetown è la zona dei ferry jetty, ossia gruppi di case su palafitte costruite lungo il porto da vari gruppi ed etnie cinesi che gareggiavano fra loro in epoche passate.
Naturalmente il maggior pregio di Georgetown sono gli edifici coloniali bianchi per i quali l'UNESCO la annovera nella sua lista delle città protette e questi si trovano al centro ed ospitano soprattutto banche, bar e ristoranti in una zona elegante.
Un giorno sono andato in escursione alla spiaggia di BATU FERRINGHI, a circa due ore di pullman da Georgetown. La spiaggia è lunga e bella, circondata da begli alberghi, ma purtroppo vi sono canali di scolo delle fogne che arrivano in spiaggia in vari posti e pertanto mi sono guardato bene dal fare il bagno, preferendo una spiaggetta rocciosa ai limiti estremi dove l'acqua era pulita e dove ho potuto fare il bagno di sole e di mare nudo, dato che non c'era nessuno, dopo tanti anni che non mi è stato possibile praticare la pratica naturista di cui sono stato cultore in passato.
Da Georgetown avrei dovuto raggiungere la costa orientale della Malesia, in particolare il bell'arcipelago delle isole Perhentian per poi proseguire verso il parco nazionale Taman Negara e l'isola di Tionman, ma purtroppo ho rinunciato perchè molti asserivano che fossero ancora sotto l'influsso del monsone anche se poi ho scoperto da altri che vi sono stati che hanno riferito di non aver incontrato tempo troppo brutto, peccato, sarà per la prossima volta
Così ho deciso di fermarmi nella bella e grande città di IPOH e poi di soggiornare all'isola di Pangkor prima di raggiungere ancora la capitale di Kuala Lumpur.
E' stata un'ottima scelta perchè Ipoh è altrettanto coloniale come Georgetown, con una piazza centrale col grande prato e bei edifici coloniali tutto attorno e non lontani la bellissima stazione ferroviaria e poi l'edificio imponente del municipio, tutti naturalmente bianchi.
Anche Ipoh ha vari templi, soprattutto eccezionali sono quelli fuori città dentro enormi grotte.
Ne ho visitati 4 o 5, uno più bello dell'altro, soprattutto quello di Kek Long Tong e poi ho fatto altre due escursioni.
Una alla vicina città di KANGSAR che fu per secoli la capitale del sultanato del PERAK e che conserva ancor oggi l'imponente palazzo reale, Astana Iskandariah, residenza moderna e bianca del sultano, costruita nel 1933 e circondata da un parco enorme sopra una collina che domina la città
Ancora più interessante forse perchè accessibili: la bella moschea Ubudiah, e due precedenti residenze del sultano, Astana Kanangan, tutta in legno decorato dai colori verde e giallo che oggi ospita un museo in restauro e l'altra Astana Hulu del 1903 un palazzetto molto elegante con bel parco che contiene vari oggetti, foto e ricordi del sultano attuale.
Kangsar ha un'altra zona con la piazza verde, i college del periodo coloniale, il sito che ospita il primo albero di caucciù piantato dagli inglesi che fece la fortuna della Malesia il secolo scorso, ma la parte istituzionale di cui ho scritto prima, è più bella ed elegante perchè si trova in una zona molto verde con piante bellissime ed enormi alberi che crescono lungo il fiume e nelle grandi aree verdi tutto intorno.

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