MALAYSIA: COUNTRY IN PROGRESS

località: kuala lumpur, penang, langkawi
regione: kl-pulau penang-pulau langkawi
stato: malesia (my)

Data inizio viaggio: martedì 1 dicembre 2009
Data fine viaggio: lunedì 7 dicembre 2009

Dalla capitale KL alle isole del versante occidentale della Malesia, PENANG, crocevia de culture e LANGKAWI, beach resort dalla lussureggiante vegetazione...un bellissimo viaggio nelle pieghe di questa penisola piena di sorprese...

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...

MALAYSIA: COUNTRY IN PROGRESS

martedì 1 dicembre 2009

Irte come spighe di ferro grigio, si allungano sul cielo malese come parti erranti di un`astronave spaziale abbandonata, emanano il loro messaggio di prepotenza passata dalle 88 strutture arabeggianti, eccole qui le Petronas, il simbolo di quella tigre feroce che era stata la Malesia fino agli anni 90, fino al quel fatidico 1997 quando i sogni di gloria finirono per lasciare spazio solo ai quei due giganti di vetro e cemento.
Fin da piccolo le Petronas avevano rappresentato per me il simbolo di una città dal nombre strambo ma esotico, e allo stesso modo la sua forma e la loro altezza attirava la mia curiosità, senza mai davvero avere la consapevolezza che un giorno le avrei potute visitare.
Un dicembre qualunque raggiungiamo KUALA LUMPUR, la capitale della Malesia, la città sorta a metà del XIX secolo dal nome confuso, "confluenza fangosa di fiumi", centro minerario di stagno, fondata da un manipolo di cinesi, diventata una delle più fresche capitali asiatiche.
KUALA LUMPUR nasce su due fiumiciattoli, avvolta da una foresta verdissima che la circonda e si insinua tra le sue strade, i suoi parchi, i suoi laghi e le sue piazze. Colorati e strambi grattacieli sbucano tra le fronde verdi, un traffico rumoroso e caldo ne attraversa le principali arterie, lasciando ai pedoni i lembi di cemento del centro storico, di Chinatown e della bella city.
Nonostante la loro fama le Petronas sono molto meno appariscenti dal vivo di quanto la loro nomea faceva intuire, la loro altezza non impressiona, la loro architettura interessa, la notte le rende bellissime e affascinanti.
Il mondo di KL gira intorno a Merdaka Square, l`antico Padang inglese dove come era consuetudine di giocava a cricket e intorno alla quale sorgono i principali edifici della capitale: da una gigantesca bambiera della Malesia, alla prima chiesetta anglicana, agli edifici del Parlamento, la casa del Sultano, i giardini, le palme, tutto molto bello, fresco, nuovo, interessante.
KL è oggi centro di convegni di mezzo mondo, sede di organizazzioni, in qualche modo ha ripreso un po`quel pezzo di protagonismo degli anni 90 che la crisi le aveva tolto.
Le palme e il loro pregiato olio, circondano come una ragnatela i dintorni di KL e tutto lo stato di Selangor, estendendosi verso le alture delle Cameroon Highlands e fin lassù verso gli stati più prettamente islamici verso dove ci dirigeremo.
I voli Malaysian Airlines ci porteranno verso quella che è considerata il crocevia di mille culture, il porto sognato di mille viaggiatori, il viavai di pensatori, commercianti, trafficanti, pirati e vagabondi di mezzo mondo.
Certo mi immaginavo un piccolo paesino in un`isola verde, invece ci siamo inbattuti in una città gigantesca, Georgetown, grattacieli, traffico, caos... La poesia e la magia di un tempo persa in mezzo ai ruggiti dei motori e agli urli del cemento grigio, i lussuosi hotel, le luci al neon, il ponte PENANG, le auto, i motorini, le merci..
Insomma l`immagine di una PENANG rurale e lontana, dalle leggende attuali e dai misteri a portata di mano era un sogno dimenticato, oggi solo incollato con l`inchiostro alle pagine dei libri di storia e delle guide turistiche.
PENANG è oggi Georgetown, mitico mix di un`anima cina, un`anima indiana e di un`anima malese, tutti insieme appassionatamente, alternandosi tra templi e credenze, luci e canti, cibo e ancora cibo. Ecco che solo qui, camminando tra l`afa e gli inconfondibili odori, tra le caotiche e rumorose stradine di Georgetown che si può ancora respirare un po`di quella PENANG antica, quella fondata nel XVII secolo dagli inglesi.
I resti coloniali sono lì, ben tenuti e ammirevoli, contornati dal quartiere cinese con i suoi antichi caffè, le vecchie locande dai svariati articoli, i ristoranti all`aperto, e poi Little India, con i suoi templi, la sua musica, i parrucchieri e la sua fraganza a curry passato.
All`infuori di Georgetown, un bellissimo parco naturale a nord, un meraviglioso Botanical Garden dove assaporare la natura selvaggia di questa isola verdissima e lussureggiante, una spiaggia interessante a Batu Ferringi, uno straordinario tempio buddista, Kek Lok Si Temple, a pochi km dalle alture di PENANG Hills, a 800 metri di altezza, raggiungibili con un "ride" emozionante su una funicolare molto "tradizionale", raggiungendo così un panorama estasiante della costa e del mare dello Stretto di Malacca.
A completare il quadro della costa occidentale, ecco la splendida e tropicale isola di LANGKAWI, l`isola delle aquile, o meglio 99 isolette ed isoloni di un verde accecante, un mare turchese, montagne verdi che si gettano a picco su un blu intenso, palme ed un ambiente rilassato e molto turistico.
Kuah, la capitale dell`isola è un centro turistico, zona totalmente duty-free, è preso d`assalto dai turisti alla ricerca di souvenirs a buon mercato ed è punto di trasferimento obbligato per raggiungere le splendie e bianchissime spiagge dissemintate tanto a nord, come a ovest del porto principale. Da PENANG il viaggetto in ferry dura le sue tre orette, in comodi mezzi navali, accompagnati anche da una serie di film in malese, servizio bar e comodi poltroncine Business class. Insomma un lusso totale.
Tanjung Rhu è forse la spiaggia più bella, forse ancora più bella per essere totalmente desolata, deserta, solo noi a correre per le sue dune bianche, a gettarci nelle sue acque blu, ad ammirare gli isolotti verdi che emergono come primule in un bosco d`acqua, lasciando lo spazio alle emozioni e togliendo le parole.
LANGKAWI sorprende per la sua bellezza ma tutta la Malesia soprende per la sua tranquillità e freschezza.
Una federazione nata nel 1957 da alcuni statarelli della penisola malese e dagli stati di Sabah e Sarawak nel Borneo, diede forma e consistenza alla Malaysia, perdendo ben presto per strada al Brunei del suo sultano e alla bizzarra e vanitosa Singapore.
La Malaysia dovette da sempre cercare di creare un`identità malese su un sustrato cinese e indiano, inglese e portoghese, indonesiano e olandese, imponendo la sua lingua, il Bahasa Malay su una cittadinanza cinese legata al suo "mandarino", creando da sempre difficoltà di comprensione e convivenza tra la ricca maggioranza cinese e la povera comunità malese, lasciando campo libero alle influenze dei movimenti islamici, in un lento processo di genesi di un`identià unica e indissolubile, autenticamente malese, autenticamente non-cinese.
Un paese meravigliosamente ospitale, meravigliosamente verde, meravigliosamente bello.