La Valle di Kathmandu

località: kathmandu, bodhnat, pashupatinat, swayambu, patan, bakhtapur
stato: nepal (np)

Data inizio viaggio: martedì 3 marzo 1992
Data fine viaggio: giovedì 5 marzo 1992

Arrivato all'aeroporto di Kathmandu con volo Air India da Varanasi. Ero con un amico e siamo giunti qui dopo la visita di una parte dell'India settentrionale (Rajasthan, Agra, Fatekpur Sikri. Sarnath e Varanasi).
Abbiamo organizzato il tour nella Valle di Kathmandu tramite il corrispondente nepalese di un Agenzia indiana di Jaipur.

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...

Kathmandu

martedì 3 marzo 1992

Atterrato nel primo pomeriggio all'Aeroporto di Kathmandu, disbrigate le pratiche per il visto (costo 21 Euro) e recuperate le valige ci aspetta all'uscita del Terminal un giovane con un cartello dove è indicato il mio nome. Raggiungiamo il mezzo messoci a disposizione da Four Season, un moderno ed elegante microbus con relativo autista. Rispetto ai mezzi utilizzati in India questo è funzionale e pulito, abbiamo a disposizione anche delle bottiglie d'acqua. La guida ci illustra il programma che però non coincide con quello concordato con l'agente indiano e che gli mostro. La guida chiarisce che si atterrà al mio programma e in effetti sarà così anche se con variazioni cronologiche. Ad esempio oggi sarebbe previsto il riposo in hotel e invece ci ritroviamo subito in Durbar Square per vedere i numerosi templi intorno al vecchio Palazzo Reale. Gli edifici sono quasi tutti a pagoda, a volte preceduti da grosse campane. La nostra attenzione si catalizza sulla versione terrificante di Shiva dove i fedeli cospargono una sostanza rossastra burrosa e accendono ceri. Ci attrae anche la casa della Kumari, la piccola dea vivente, segregata da 4 anni fino al raggiungimento del mestruo in questa dimora. La bambina ogni tanto si affaccia per qualche secondo alla finestra che da sul cortile ma è assolutamente vietato fotografarla. Saliamo poi sulla scalinata monumentale di un tempio per assistere brevemente a uno spettacolo musicale che stona un pò con l'architettura circostante. Ma oggi i nepalesi si divertono perchè è sabato il giorno di festa (come per noi la domenica) e i parchi sono pieni di famiglia, gira la ruota panoramica, il traffico è limitato. Un vero toccasana dopo una decina di giorni di caos in India. Sembra di non essere nella città con meno di un milione di abitanti più inquinata del mondo, inquinamento favorito anche dai quasi 1500 metri di Kathmandu. Venendo da quel pattume inenarrabile che è Varanasi, il Nepal ci appare quasi pulito, certamente più ordinato, con un traffico accettabile. Andiamo in hotel, lo Yak and Yety, probabilmente il più bello della città, un 5 stelle a due passi dal nuovo Palazzo Reale che in realtà non lo è più perchè il Re pur conservando i suoi inestimabili averi è stato da qualche anno detronizzato. La camera dell'hotel seppur più piccola di quelle utilizzate in India, è bella e funzionale. Ci riposiamo un pò, stamani ci siamo svegliati alle 5, poi andiamo in un vicino ristorantino a cenare con una specie di pizza, in pratica pasta poco cotta condita con formaggio e ketchap. Rientriamo in hotel per il pernotto.

Bodnath, Pasupatinath e Bahtapur

mercoledì 4 marzo 1992

Stamani colazione a buffet in uno dei ristoranti dell'Hotel, niente di eccezionale ma meno speziata che in India e quindi accettabile. Puntualmente come pattuito ci vengono a prendere con il microbus quelli dell'Agenzia. Prima tappa Bodnath dove si trova un enorme stupa buddista circondata da templi e negozi. E' il centro della cultura tibetana a Kathmandu, qui i profughi fuggiti dopo l'occupazione cinese del Tibet si sono rifatti una vita mantenendo religione e tradizioni. Giriamo intorno alla Stupa in rigoroso senso orario, facciamo ruotare i mulini di preghiera, entriamo nei Templi circostanti, osserviamo monaci e fedeli prostrarsi di fronte alle immagini di Budda avvolte dal fumo dei ceri e degli incensi. Saliamo sulle terrazze dello Stupa, la cupola viene irrorata da curve di colore ocra da alcuni giovani che la tracciano con regolari disegni geometrici in prossimità della torre dove sono impressi gli occhi del Budda sovrastati da una corona da cui si dipartono decine di fila di bandierine colorate che sono preghiere lette dal vento.
Andando verso Pasupatinath il traffico nelle strade è molto più intenso di quello visto ieri nella Capitale, oggi è Domenica, un normale giorno lavorativo per i nepalesi. E' abbastanza difficile anche il solo attraversare a piedi una strada evitando autovetture e motociclette, Per di più c'è anche un corteo politico con numerose camionette cariche di manifestanti comunisti che agitano bandiere rosse. Sulla strada molti pedoni sono dotati di mascherina antismog, indossate anche dai poliziotti che tentano di dirigere il traffico. Pasupatinath è famosa per il Tempio dorato dedicato a Shiva dove possono entrare solo gli Indu e per essere considerata la Varanasi del Nepal. Qui scorre il Bagmati, poco più di un fosso melmoso le cui acque affluiscono nel Gange e che per questo motivo i locali ritengono sacro. Vi accorrono genti da tutto il Nepal a bruciare i loro morti lungo il Bagmati. Le pire emanano un odore forte che pervade l'aria, più percepibile che a Varanasi visto l'ambiente ristretto. Attraversato il ponticello sul torrente saliamo su un colle da cui si gode di una bella vista sul Tempio di Shiva nel quale non ci è stato possibile entrare. Scendiamo dal colle, riattraversiamo il ponte e tornati al nostro microbus proseguiamo per Bahtapur.
Tra le città della Valle di Kathmandu che in passato hanno ricoperto il ruolo di Capitale del Regno Bahtapur è la meglio conservata. Superata la Porta sembra di fare un balzo nel medio evo, un gran salto nel tempo in netto contrasto con lo smog, l'aria pesante e il traffico delle strade percorse per raggiungerla. Su Durbar Square si affacciano numerosi Templi a pagoda, statue, bassorilievi e palazzi dalle decine di finestre le cui grate in legno sono finemente decorate. Ma anche oltre la Piazza tutta la città è uno splendido museo all'aria aperta ancora pienamente vissuto dai suoi abitanti. Tra uno stretto vicolo e l'altro si aprono scenografiche piazze ricche di monumenti. Impressionante un Tempio con una Pagoda a cinque tetti spioventi, uno sopra l'altro. Si può salirvi attraverso una monumentale scalinata contornata da colossali statue e una volta in cima gustarsi una bella panoramica della Piazza. Passando di fianco a caratteristici negozi di cianfrusaglie e botteghe di artigiani si raggiunge il Quartiere dei Vasai dove la terracotta viene lavorata da secoli allo stesso modo. Tornati a Durbar Square riprendiamo il microbus dell'Agenzia e andiamo in Hotel. Abbiamo tutto il pomeriggio per rilassarci tra camera e giardino. La sera ceniamo al Pizza Hat sulla via più alla moda della Capitale dove si affacciano numerosi negozi di marca, sedi di compagnie aeree e l'ex Palazzo Reale. Arrivarci è facile visto che il nostro Hotel è vicinissimo. Dopo questa breve passeggiata rientriamo in camera per il pernotto.

Swayambunath e Patan

giovedì 5 marzo 1992

Dopo una buona colazione nel Ristorante dell'Hotel chiediamo in portineria di poter lasciare i bagagli in custodia fino al tardo pomeriggio. Puntuali come sempre guida, autista e microbus vengono a prenderci per il tour odierno. Andiamo a Swayambunath, un Tempio buddista posto su un colle che domina la città e celebre per le numerose scimmie che vi si aggirano liberamente. Più che da questi simpatici primati siamo attratti dalla stupa con torretta e occhi molto simile a quella vista ieri a Bodnath ma molto più contenuta. Anche qui ci sono numerose edicole votive, negozietti di cianfrusaglie, ruote della preghiera e statue di Budda incensate continuamente. Molti i fedeli e i monaci facilmente riconoscibili dalle loro tuniche colorate. Purtroppo la vista dall'alto di Kathmandu è limitata da una densa coltre di smog. Riprendiamo il microbus scendendo dal colle, attraversiamo la Capitale e ci dirigiamo alla celebre Patan, un'altra ex Capitale. Si paga per entrare sulla grande Durbar Square dove si affacciano il Palazzo Reale e una decina di Templi a pagoda e non solo. Spesso il rivestimento in legno mostra bassorilievi di scene del Kamasutra. Nel Palazzo Reale di notevoli dimensioni trova posto un interessante Museo sulla storia cittadina. Anche le zone limitrofe alla Piazza sono ricche di monumenti, la città è ovunque ben conservata e non ha subito intrusioni architettoniche moderne. Il delizioso Golden Temple è ricco di incisioni e cesellature che rendono giustizia al prestigioso nome. Non lontano il Tempio di Shiva presenta una pagoda con cinque tetti, uno sopra l'altro, imponente come quello visto ieri a Bahtapur anche se privo di una scalinata così monumentale. Nei pressi del Museo assistiamo a preghiere e riti di fedeli e religiosi accompagnati da offerte, cibo e lumi accesi. Il Tour Operatore ci riporta a Kathmandu, scendiamo dal loro mezzo quasi di fronte all'ex Palazzo Reale e a piedi raggiungiamo il quartiere Thamel, celebre tra i turisti per la sua animazione cosmopolita. Rientriamo in Hotel attendendo la sera nel giardino. Quando vengono a prenderci per condurci in Aeroporto riprendiamo i nostri bagagli. Lasciamo con un volo per Doha in Qatar la bella Valle di Kathmandu e il Nepal.