COPENHAGUEN: UNA FIADA DALLE MILLE IDENTITÀ

località: copenhaguen
regione: zealand
stato: danimarca (dk)

Data inizio viaggio: lunedì 7 settembre 2009
Data fine viaggio: mercoledì 9 settembre 2009

E la fiaba continua. Un giorno da tragenda accoglie il sottoscritto, la sua amata Benny e l' inseparabile Montse, al porto di Copenhaguen, tra la pioggerellina insistente e il cielo plumbelo, il mare sullo stretto di Oresund solcato dalle falci meccaniche della nuova energia eolica, mostri bianchi rotanti su un mantello blu scuro.
Kobenhavn in danese è senza dubbio la città più verde d' Europa, la più cosmopolita tra le sorelle scandinave, la meno scandinava di tutte e la più baltica di tutte. Un mix meraviglioso che contrasta con il carattere orgoglioso e austero della sua gente.
Alla Danimarca da sempre terra contesa e invasa, mancano le grandi bellezze naturali della Norvegia o della Svezia, manca un riparo roccioso dagli umidi e freddi venti del Mare del Nord, ma allo stesso tempo fin qui arrivano le braccia di fuoco della Corrente del Golfo del Messico che rendono più piacevole il clima ma anche più instabile.
Ed è così che Copenhaguen ci accoglie....Giunti al porto ci dirigiamo immediatamente verso una dei "must see" della città: il fantasmagorico parco Tivoli, a pochi metri dalla stazione centrale.
La pioggia ha smesso di cadere, la temperatura si è alzata, sta scendendo lenta la sera del nord, i folletti si svegliano, gli elfi fanno capolino, le fate danzano allegre, il parco si sveglia e rivela la sua anima fiabesca: concerti, teatri all`aperto, parco giochi, negozi di artigianato, mostruose e terrificanti attrazioni da brivido, laghetti incensurati, tanto verde..davvero piacevole ed incantevole.
L' entrata costa 10 euro, ma ne vale assolutamente la pena!
Copenhaguen in danese significa "porto di mercanti o degli acquisti", insomma da sempre l' anima di questa città si affaccia sul Baltico, e sul mare in senso lato, un'anima volta al commercio. Fondata da un vescovo, Absalon en 1100, rimase in secondo piano rispetto alla capitale del regno danese, Roskilde, fino al 1400 quando il grande re Cristiano IV decise che la città era pronta per sobbarcarsi l`onore e il diritto ad essere capitale del regno di Danimarca. La città si abbellì tanto e si arricchì però le casse del regno rimasero presto vuote, la guerra dei Trent' Anni fu un disastro e le ambizioni espansionistiche del re dovettero tornare nel cassetto, ed il ruolo della Danimarca rimase marginale rispetto alla prepotenza svedese.
Andersen arrivò con le sue bellissime e paurose fiabe, iniziò nell' 800 l' età d' Oro dal punto di vista culturale e nel tardo 900, tutta la Danimarca divenne simbolo ed esempio di benessere, coscienza ecologista e rispetto per i diritti dell`uomo.
La città cresce sulla parte orientale dell`isola o penisola Zealand, e guarda negli occhi la svedese Malmoe. Vive su vari canali veri o artificiali, e rispecchia caratteristiche architettoniche di tutta Europa.

Il suo simbolo è la Sirenetta, o Den Lille Havfrue ( la donna del porto)...nata dalle pagine di una fiaba, salutava e saluta tutt' ora le barche e i turisti che si affollano per fotografarsi e fotografarla, non è un granchè, l' intorno è insulso ma arrivarci impone una bella passeggiata dal centro.

Il centro della città è suontuoso e monumentale come Vienna, con il palazzo Reale dove alberga la più antica monarchia esistente tutt'oggi in Europa, più dei Borboni, più dei Savoia..macchè qui sono gli Hardegon, discendenti dei feroci vichinghi che nel 9 secolo avevano invaso lo Jutland e dichiarato re tal Gorm il Vecchio, primo re di Danimarca. La dinastia continua oggi....
Lasciati le sontuosità dei palazzi, si arriva a Nyhavn, il canale più turistico ma anche più caratteristico di Copenhaguen, sembra Amsterdam o Bruges, bellissimo e coloratissimo, ricco di ristoranti e caffè, musei e barche attraccate, ponti per le foto di rito, tipica "post card" della città.
Storget è invece la via pedonale più lunga d' Europa, peccato fosse domenica e in giro non ci fosse nessuno, ma la lunga camminata è servita per arrivare alla Rundetarm, la torre astronomica più antica d' Europa, fino al Palazzo del parlamento, Christianborg, sede di innumerevoli musei, fantastici parchi verdi, fontane e splendide piazze. Tra i più belli, da non perdere il parco della Biblioteca Nazionale, splendido vortice di verde e fiori davanti ad una facciata architettonicamente spettacolare.

Altre piazze e canali si alternano incessantemente, tra moderno ed antico, vari stili si mischiano in questa città che ricorda ad ognuno un' altra città, berlino, amsterdam, vienna o praga, stoccolma, danzica o amburgo, Copenhaguen richiama tutti gli stili del nord europa, anima mercantile, ospitale e tollerante.

Per finire un cenno al sublime salmone, alle insalate di patate e aringa, ai sontuosi caffè e alle trasbordanti paste di crema e cioccolato, al pane soffice e buono della nonna, e un cenno finale alla corona danese: pensavamo facesse un strage sui nostri conti, invece oggi questo Euro di ferro non ha davvero più nemici.

Arrivederci bella Copenhaguen, mi andrò a leggere una fiabetta del tuo amato re.

Andrea


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