La magia delle scogliere

stato: irlanda (ie)

Data inizio viaggio: giovedì 12 settembre 1996
Data fine viaggio: giovedì 26 settembre 1996

Due settimane nel verde e nella pace di un paese unico

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giovedì 12 settembre 1996

In Italia fa ancora caldo, ma a Dublino il 12 settembre decisamente no. C'è un vento che ammazza, e il cielo è carico di nuvole. Macchina a nolo direttamente in aeroporto, poi al b&b prenotato dall'Italia, carino anche se un po' fuori città. Prima sera nella capitale molto positiva: una buona cena, l'obbligatoria Guinnes (che non mi piace neanche tanto), un po' di shopping.
Il mattino dopo si parte presto, tanto a Dublino dovremo tornare per prendere l'aero per l'Italia.

venerdì 13 settembre 1996

Viaggiamo in direzione nord, verso il Donegal. Attraversiamo il confine con l'Irlanda del Nord, e finalmente arriviamo a Donegal. La città è solo carina, con un piccolo castello, ma la natura è affascinante. Pochissimi alberi, cespugli bassi ovunque, lande desolate, spiagge deserte ricolme di alghe giganti. Non sembra Europa, ma un paesaggio remoto e inesplorato.
Dal Donegal scendiamo verso sud, transitando per Sligo, poi per Westport fino ad arrivare a Galway. Da lì ci imbarchiamo per le isole Aran, dove staremo un paio di giorni. Non ci sono tante cose da dire se non che sono strepitose: una pace assoluta, pochissimi turisti, molte pecore, e tantissima roccia. Anche nei tipici muretti che servono per salvare le colture agricole dal vento incessante. E poi bellissime scogliere, e scenari indimenticabili, compreso un tramonto sul mare che mozza il fiato. Cena a base di pesce, ovviamente, prima di tornare al b&b, con finestroni sul mare, per una notte che non dimenticherò.

martedì 17 settembre 1996

Il traghetto ci riporta a Galway, da dove partiamo sempre in direzione sud. Arriviamo alle scogliere di Moher, uno spettacolo fantastico anche se zeppe di turisti, poi a Limerick, città piuttosto squallida resa famosa dai romanzi di Frank McCourt. Da lì sempre a sud, per ammirare la pensisola del Dingle. La temperatura si è fatta decente, e viste le spiagge di sabbia bianca ci viene una mezza voglia di fare il bagno. Ma l'acqua non invoglia, e una volta bagnati fino al ginocchio ci ritiriamo mentre il resto dei bagnanti sghignazza un po' deluso dal nostro ritiro.

venerdì 20 settembre 1996

Dopo il Dingle lasciamo l'Irlanda più naturalistica per cercare quella dei monasteri e delle chiese. Passiamo da Killarney, poi Cork, poi Caher e Kilkenny. Sulla strada per Wicklow ci fermiamo a Glendalough, uno splendido monastero sito nella valle dei due laghi, dotato di una famosa torre circolare che serviva ad avvistare le navi vichinghe che andavo a predare le coste irlandesi. Un posto meraviglioso, incastonato nella natura più selvaggia, tra alberi e montagne.

lunedì 23 settembre 1996

Dopo Glendalough torniamo a Dublino, dove non possiamo evitare una gita al Trinity College, al Museo nazionale, alla cattedrale di San Patrizio. Dedichiamo un altro po' di tempo allo shopping O'Connell Street. Possiamo stare quasi tre giorni, e ci dedichiamo anche al "pitch and putt", una specie di minigolf giocato su campi da golf in erba. La sera ceniamo a base di Irish Stew, lo squisito stufato irlandese.
La nostra vacanza sta per terminare, l'aereo è già lì che rulla sulla pista, e mentre decolliamo in mezzo alle nuvole e alla pioggia che immancabile è tornata a salutarci, mi trovo a pensare che questo paese è assolutamente unico. Non il più bello che ho visto, ma certamente unico.