Viaggio in Irlanda: l'isola verde

stato: irlanda (ie)

Data inizio viaggio: sabato 6 agosto 1994
Data fine viaggio: domenica 28 agosto 1994

Old Travel _ By Luca e Sabrina

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sabato 6 agosto 1994

Nelle prime ore della giornata ci ritroviamo per la partenza ufficiale del viaggio, che ci porterà alla scoperta dell'Irlanda ... La seconda più grande isola dell'arcipelago britannico (84.420 chilometri quadrati) si estende ad est della sorella maggiore e politicamente è suddivisa in due stati: a nord-est la piccola Irlanda del Nord o Ulster, di religione a maggioranza protestante che occupa meno del 20% del territorio, tristemente famosa per le vicende dell'Ira, gruppo terroristico che mira alla secessione dalla Gran Bretagna e all'unificazione con la restante parte dell'isola, nota come Eire o Repubblica d'Irlanda, a maggioranza cattolica e libera fin dal 1919 ... Per fortuna però negli ultimi anni le violenze sono quasi cessate e per questo non siamo assolutamente preoccupati del nostro passaggio in quei luoghi a lungo martoriati.
In una calda mattinata estiva procediamo spediti verso nord: percorriamo l'intera Emilia-Romagna fino a Piacenza e proseguiamo per Milano ... Oltrepassato il capoluogo lombardo andiamo in direzione di Como e poco più tardi entriamo in Svizzera al confine di Chiasso.
Il tragitto in territorio elvetico è relativamente breve e toccate le località di Lucerna prima e di Basilea poi cambiamo nuovamente nazione per fare il nostro ingresso in Francia.
Passano i chilometri e passano le ore: transitiamo per le città di Mulhouse, Colmar e Nancy e in tarda serata ci fermiamo per la notte nei pressi dell'abitato di St. Dizier.

domenica 7 agosto 1994

Al risveglio riprendiamo strada verso nord. Ci sono da percorrere ancora quasi quattrocento chilometri per giungere a Calais, sulle rive del celeberrimo Stretto della Manica, passando per i centri di Reim, St. Quentin e Arras ... ma ci arriviamo in tutta comodità, perché il traghetto della Stena Sealink è prenotato per le 16:45.
L'attraversata, di circa un'ora e mezza ci porta in vista delle bianche scogliere di Dover e da lì, passando in pratica per la periferia meridionale di Londra, ci dedichiamo tranquillamente a macinare i chilometri mancanti al prossimo imbarco ... se non ché, per un errore di valutazione abbastanza grossolano, ci accorgiamo che non sono chilometri, ma miglia, e quindi da moltiplicare per 1,6!
Non c'è tempo da perdere e, soppressa la sosta per la cena, ci alterniamo continuamente alla guida scorrendo la parte meridionale dell'Inghilterra e una volta transitati nei pressi di Cardiff, nel buio ormai completo, anche la costa sud del Galles, che conduce fino a Fishguard, sull'estrema punta occidentale, nostra meta e porto d'imbarco per l'Irlanda.
Arriviamo quasi stremati in quella località, al termine di un faticoso viaggio e di un'altra lunga giornata di solo trasferimento ... ma non per coricarci e goderci il meritato riposo, ma per imbarcarci.

lunedì 8 agosto 1994

Alle 3:15 di notte, prendiamo il largo sul traghetto che in circa tre ore e mezza ci fa approdare a Rosslare, nel sud-est irlandese.
Sbarchiamo con le primissime luci dell'alba in Irlanda e appena possibile ci fermiamo ai bordi della strada per un indispensabile sonnellino ... In tarda mattinata, riprese le usuali "funzioni vitali", partiamo poi, ufficialmente, alla scoperta dell'Isola Verde ...
La prima tappa è dopo pochissimi chilometri, fra Rosslare e Wexford (il capoluogo della contea), al Johnstone Castle, mentre, in barba alle dicerie sul tempo in Irlanda, splende un magnifico sole.
Il Johnstone Castle, bell'esempio di costruzione in stile vittoriano, con diversi elementi gotici, fu eretto, su progetto dell'architetto Daniel Kilkenny Robertson, per la famiglia Morgan Grogan, fra il 1810 ed il 1855, per passare poi proprietà dello stato nel 1945. Tutt'intorno si sviluppano vastissimi giardini attorno ad un grande e scenografico lago, disseminati di rare specie arboree e abitati da numerosi pavoni dai colori sgargianti.
Alla ricerca di un po' di tranquillità ci perdiamo volutamente fra i vialetti del parco, accompagnati da pochi altri turisti e da belle viste sul maniero, fin quasi a mezzogiorno, quando completiamo la nostra prima piacevole visita in terra d'Irlanda.
Siamo decisamente in ritardo sulla tabella di marcia per cui, lasciato il Johnstone Castle, ci catapultiamo ad est, ci lasciamo sulla sinistra la deviazione per il John Fitzgerald Kennedy Park, dedicato all'ex presidente americano le cui origini sono nel vicino abitato di Dungastown, oltrepassiamo la cittadina di New Ross prima e quella di Waterford poi (capoluogo dell'omonima contea) e, riguadagnata per pochi chilometri la costa, torniamo verso l'interno fino al borgo di Lismore, caratterizzato da un castello del XII secolo che domina il corso del Black Water River, e lì ci fermiamo per la notte.

martedì 9 agosto 1994

Non poltriamo più del necessario, perché non abbiamo affatto recuperato il ritardo, e nelle prime ore della giornata riprendiamo strada. Percorriamo la selvaggia Vee Road, che oltrepassa le Knockmealdown Mountains fra innumerevoli greggi di ovini allo stato semibrado, e scendiamo nella piana che caratterizza la contea di Tipperary, per arrivare a metà mattinata nella cittadina di Cashel e più precisamente alla celebre Rock of Cashel.
Alla sommità di un verde poggio che domina tutto il paesaggio circostante si trovano, appunto, le suggestive rovine della Rock of Cashel, conosciuta anche come Rocca di San Patrizio o Cashel dei Re ... vero e proprio concentrato di architettura medioevale, ma anche uno dei più famosi siti archeologici del paese.
Il luogo fin dal IV secolo fu considerato centro di potere di prim'ordine, ma fu con la cristianizzazione dell'isola ad opera di San Patrizio che col passare degl'anni la rocca assunse sempre più importanza religiosa, fino alla costruzione dell'imponente abbazia intorno al XIII secolo. L'edificio, rimaneggiato nel 1495 in seguito ad un incendio, fu poi conquistato e saccheggiato dall'esercito inglese, per finire progressivamente in rovina, fino al suo definitivo abbandono avvenuto nel 1749.
Sulla ventosa cima della rocca oggi si trovano le maestose rovine dell'abbazia, prive delle strutture di copertura, la Round Tower, torre rotonda perfettamente conservata, alta 28 metri, e i resti di atri edifici disseminati di suggestive croci celtiche (antichissima abitudine, diffusa ovunque in Irlanda, di ricavare le tombe fra le rovine delle vecchie chiese).
Scattata un'immancabile serie di fotografie in tarda mattinata riprendiamo il nostro itinerario e, una volta pranzato, nel primo pomeriggio arriviamo nella cittadina di Kilkenny, capoluogo dell'omonima contea, per visitare il suo bel castello.
Cominciato alla fine del XII secolo il maniero fu poi acquistato dalla potente famiglia Butler, che ne fece la sua residenza per quasi seicento anni, fino al 1967 quando l'allora discendente della stirpe, Arthur Butler, in grosse difficoltà economiche, lo cedette ormai decadente alla città di Kilkenny, per sole cinquanta sterline, con la promessa di un suo copioso restauro.
L'edificio medioevale è stato in effetti recuperato e oggi fa bella mostra di se contornato da curatissimi giardini, nei quali cerchiamo qualche istante di relax prima di riprendere il nostro intenso viaggio.
Il tempo è tiranno e dobbiamo tagliare un bel pezzo d'itinerario, che comprendeva l'interessante Browne's Dolmen e la Vale of Avoca, per arrivare alle 18:00 nella località di Glendalough ... giusto in orario per far visita all'importante complesso monastico.
L'eremita St. Kevin si ritirò nel VI secolo in questa stretta vallata, fra le Wicklow Mountains, alla ricerca di un luogo tranquillo e sereno per la sua vita di religioso ... Diversi discepoli poi, volendo seguire i suoi insegnamenti, iniziarono a stabilirsi nella zona e cominciò a formarsi un piccolo villaggio di chiese e cappelle, fino a diventare un vero e proprio monastero, che nel suo momento di massimo fulgore fu uno dei principali centri religiosi d'Irlanda.
Il complesso fu distrutto dalle truppe inglesi nel 1398, ma le sue suggestive rovine sono oggi una delle principali attrazioni turistiche della contea di Wicklow. In particolare spiccano la bellissima Round Tower a copertura conica, la meglio conservata e, con i suoi 33 metri, la più alta del paese, oltre alla St. Kevin Cross e alla curiosa St. Kevin's Kitchen, una massiccia chiesetta interamente in pietra risalente ai secoli X-XIII, con un caratteristico tetto su cui imposta una piccola torre rotonda. L'appellativo kitchen (cucina) deriverebbe proprio dalla torre, simile, con le sue aperture, al fumaiolo di una cucina.
Praticamente con le prime luci della sera completiamo anche questa visita (davvero interessante), oltre che il recupero del tempo perso (finalmente) e a Glendalough trascorriamo una notte tranquilla in attesa di riprendere il tour dell'Isola Verde.

mercoledì 10 agosto 1994

Nella primissima mattinata giungiamo nella località di Enniskerry, dove è d'obbligo dedicare un po' di tempo ai Powerscourt Gardens, splendido esempio di giardino aristocratico allestito con gusto dall'architetto Daniel Robertson a metà del 1800, per i visconti di Powerscourt.
La grande tenuta (oggi di proprietà della famiglia Slazenger) è adagiata fra le Wicklow Mountains e comprende una villa semidiroccata, contornata da magnifici giardini all'italiana che si dipanano attorno al cosiddetto Lago di Tritone, ma anche un grazioso giardino giapponese con tanto di pagoda, lanterne in pietra e diversi caratteristici ponticelli, per finire con le Powerscourt Falls, le cascate che con i loro 121 metri (per dire la verità non troppo spettacolari) sono classificate come le più alte d'Irlanda.
Senza perdere tempo già prima di mezzogiorno facciamo in nostro trionfale ingresso a Dublino, capitale dell'Eire e in pratica unica metropoli dello stato con i suoi 860.000 abitanti, fondata in epoca antichissima (probabilmente nella preistoria) laddove c'era un guado sul fiume Liffey.
Dubh Linn (stagno nero, in lingua antica) non è una città monumentale, per cui le sue bellezze sono fatte di tanti piccoli particolari, come le coloratissime porte neoclassiche, piccolo vanto della città, di cui facciamo subito una rapida carrellata ... Notiamo poi le caratteristiche vie, fiancheggiate da numerosi pub, che sono una parte essenziale della vita di questo popolo, quindi, sulle rive del fiume Liffey, la Custom House, il palazzo della dogana, costruito alla fine del Settecento in stile neoclassico, unanimemente considerato il più bello della capitale.
Il traffico è caotico e la vita frenetica lungo le vie del centro cittadino, esattamente il contrario di quanto ci eravamo abituati negli ultimi giorni, ma troviamo ugualmente il modo di parcheggiare il nostro ingombrante automezzo e di andare a vedere il Trinity College, l'università di Dublino, fondata nel 1592, nella cui biblioteca è conservato il Book of Kells, una bibbia miniata del IX secolo, ritenuto il libro più bello e prezioso al mondo.
Subito dopo andiamo a Grafton Street, la principale via della capitale, frequentatissima ad ogni ora ... anche dall'ex presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, che incontriamo e salutiamo calorosamente ... E' in questa zona che si trovano tutti i più importanti negozi e numerosi centri commerciali, il più scenografico dei quali è sicuramente Powerscourt House, frutto di un encomiabile recupero edilizio.
Passiamo un po' di tempo a spasso per il centro, quindi in serata andiamo alla ricerca di un pub dove trascorrere un paio d'ore da veri irlandesi ... Il Toner's ha oltre duecento anni di vita e nel suo fumoso ambiente ci ritiriamo a sorseggiare una corposa Guinness (la birra nazionale), prima di fermarci a dormire parcheggiati in una piazza poco distante.

giovedì 11 agosto 1994

Questa giornata inizia con lo stesso tema con cui era finita quella precedente ... all'insegna della Guinness ... Una delle birre più famose al mondo viene prodotta proprio a Dublino, in St. Jame's Street, dove entrò nel 1759 Sir Arthur Guinness con in tasca un contratto di affitto, appena stipulato con il comune, di 45 sterline all'anno per novemila anni ... un contratto veramente degno di entrare nel "Guinness dei Primati" (Sir Hugh Beaver, inventore del famoso libro era amministratore delegato della ditta).
Un piccolo museo, posto oltre il celebre St. Jame's Gate Brewery, illustra le fasi della lavorazione, coadiuvato da un simpatico revival pubblicitario, ideato per lo più da John Gilroy che con l'iconografia degli animali (tucano, leone e struzzo), ideata fra il 1930 ed il 1940, entrò a pieno merito nella storia della pubblicità globale.
Acquistata come ricordo la ristampa di un cartello pubblicitario con il motto "Lovely day for a Guinness" ci apprestiamo a completare l'esplorazione della capitale, prima con la visita alla scenografica Christ Church, cattedrale protestante dell'arcidiocesi di Dublino, fondata nel 1035 e più volte rimaneggiata, per apparire alla fine in uno stile di transizione fra il romanico ed il gotico, poi con la vicina e particolarissima chiesa di St. Michan, fondata nell'XI secolo e poi ricostruita.
L'interesse di St. Michan non sta però nell'architettura, bensì nei suoi sotterranei ... Scendendo infatti antichi ed impervi gradini di pietra accediamo ad una cripta dove, causa condizioni microclimatiche favorevoli, alcuni corpi appartenenti all'epoca delle crociate si sono mummificati, conservando lineamenti, a tratti, molto chiari ... una curiosità piuttosto macabra, ma originale.
A questo punto lasciamo la capitale irlandese verso ovest e quindi verso l'interno dell'isola, per andarci a fermare nei pressi della località di Kildare, dove si trovano gl'interessanti Giardini Giapponesi di Tully ... Di proprietà della famiglia Hall-Walker furono creati da un giardiniere giapponese all'inizio del XX secolo e, considerati i migliori del genere in Europa, con molta fantasia, filosofia, storia e religione rappresentano un percorso zen che partendo dalla grotta della nascita accompagna idealmente l'anima lungo tutte le tappe della vita e, alla fine, porta inevitabilmente ad attraversare il cancello verso l'eternità.
Arricchiti di una nuova esperienza ci approssimiamo così alla fine di un'altra tappa e, praticamente nel centro geografico dell'isola, esattamente nel paese di Clonmacnoise, ci andiamo a fermare per la notte ... da lì domani ripartiremo alla scoperta di questa straordinaria terra.

venerdì 12 agosto 1994

La nuova giornata prende così il via dalle rive del fiume Shannon, nella contea di Offaly, dove si trova il complesso monastico di Clonmacnoise, uno dei più famosi d'Irlanda, fondato da St. Ciarán nel 545.
Il sito, oggi in rovina, si presenta come un recinto di pietre immerso nel verde, sulla sponda est del fiume, laddove un tempo s'incontravano le principali strade provenienti dai quattro punti cardinali ... Il santo vi edificò la prima chiesa, alla quale ne seguirono altre undici. Oggi però se ne vedono soltanto sei perché nel 1552 una guarnigione inglese devastò irrimediabilmente il luogo.
Molto bella è la cattedrale, posta al centro del complesso e caratterizzata da due magnifici portali: uno romanico e l'altro gotico. Ma sono suggestive anche la Round Tower e le numerose lapidi, oltre alle croci celtiche, fra le quali la cosiddetta Croce della Scrittura e la Croce Meridionale, talmente preziose che sul posto ci sono due copie, mentre gli originali, finemente scolpiti, sono conservati in un piccolo ed attiguo museo.
Lasciate le suggestive rovine torniamo in direzione della costa orientale e nel primo pomeriggio, giunti nelle vicinanze della cittadina di Slane accompagnati da un bellissimo sole, andiamo a vedere il complesso megalitico di Newgrange, annoverato di recente nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità sotto l'egida dell'Unesco.
Facciamo un salto all'indietro nel tempo, fino al 3200 a.C., all'epoca in cui in un'ansa del fiume Boyne, una civiltà contadina preceltica poi scomparsa, innalzò questo monumento, presumibilmente funerario ma non solo, di ragguardevoli dimensioni: un terrapieno del diametro di ottanta metri, all'interno del quale è ricavata una camera sepolcrale che un raggio di sole, penetrando attraverso la cosiddetta Roof Box e percorrendo il lungo corridoio di accesso, ogni anno, all'alba del 21 dicembre, nel solstizio d'inverno, come per magia la illumina di una luce evanescente ... Il sito è stato negli ultimi anni pesantemente restaurato ma rimane, senza ombra di dubbio, la più importante area archeologica del paese e, a distanza di oltre cinquemila anni, ci stupisce per i suoi strabilianti calcoli astronomici!
A poche miglia da Newgrange, nel sito di Monasterboice, sorto per mano di St. Buite alla fine del V secolo, andiamo a vedere la vecchia torre, ormai in rovina, ma soprattutto l'eccezionale Muiredach's Cross, alta sei metri e mezzo e decorata con scene bibliche, che la portano ad essere considerata la più bella e famosa dell'isola, oltretutto inserita in un contesto particolarmente suggestivo, fra altre croci, lapidi e rovine di edifici religiosi.
E' ormai tardo pomeriggio, ma ancora non ci fermiamo per la notte e proseguiamo lungo la costa. Entriamo in Irlanda del Nord, oltrepassiamo la capitale, nonché tristemente famosa, Belfast, teatro di innumerevoli scontri negl'anni passati fra l'esercito rivoluzionario irlandese (IRA) e le forze governative britanniche, e raggiungiamo la cittadina di Carrickfergus dove, finalmente, concludiamo questa intensa giornata.

sabato 13 agosto 1994

A Carrickfergus si trova un bel castello normanno ed è proprio da quest'ultimo che andiamo ad iniziare le visite.
Osserviamo solo dall'esterno il possente maniero, eretto intorno al 1180 dall'invasore anglo-normanno John De Courcy e più volte conquistato dalle più svariate potenze militari, fino a svolgere il ruolo di rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale, poi cominciamo a percorrere la strada costiera, che porta alla scoperta delle bellezze naturali di questo angolo d'Irlanda.
Poco prima di mezzogiorno rientriamo nuovamente verso l'interno per attraversare la verdissima vallata di Glenariff e poi torniamo in direzione del mare, così da seguire la spettacolare Atrim Coast Road, che serpeggia attorno a splendide baie ed alte scogliere nel punto più stretto del North Channel, oltre il quale c'è la Scozia, che s'intravede all'orizzonte.
A metà pomeriggio arriviamo nella località di Ballintoy, da dove un sentiero porta a fare una passeggiata in uno scenografico tratto di costa, fino al vertiginoso ponte di corde di Carrick-a-Rede, costruito dai pescatori su di un canalone, a 25 metri di altezza sul pelo dell'acqua, allo scopo di raggiungere la rocciosa isola antistante ... Per attraversarlo, mentre oscilla minacciosamente, bisogna avere una buona dose di coraggio ... e una bella scarica di adrenalina è assicurata!
Dopo l'avventurosa passeggiata ci fermiamo a trascorrere la notte nelle vicinanze, soddisfatti di quanto questa terra, quotidianamente, ci sa offrire.

domenica 14 agosto 1994

Poco più ad ovest di Ballintoy, in mattinata, andiamo a vedere una delle più strabilianti meraviglie naturali dell'isola: la celeberrima Giant's Causeway.
In questo tratto di costa circa sessanta milioni di anni fa, in seguito ad enormi sconvolgimenti tellurici, vennero alla luce incredibili formazioni rocciose: la lava, a contatto con l'acqua e l'atmosfera, raffreddò rapidamente, solidificandosi in una miriade di colonne (per lo più esagonali) di basalto (circa quarantamila). Queste colonne, disposte le une accanto alle altre, in certi casi assomigliano ad un selciato (causeway) e da qui la leggenda, contrapposta alla più logica spiegazione scientifica ... In tempi remoti pare nella zona abitasse un gigante, tale Mc Cool, che innamoratosi di una fanciulla scozzese volle costruire una strada per raggiungerla (la Giant's Causeway, appunto), poi crollata ... e a conferma di questa teoria sulla dirimpettaia isola di Staffa, in Scozia, ci sono effettivamente conformazioni simili!
La storia è incredibile, ma una cosa è certa: il luogo è una vera e propria meraviglia della natura ... inserito nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco dal 1986.
Visitiamo tutto lo spettacolare tratto di costa, partendo dalla Giant's Gate, la simbolica porta collocata fra alte colonne di basalto, per passare accanto al cosiddetto Organo e giungere in una zona di altissime scogliere e rocce rossastre, inframmezzate dall'immancabile verde dei prati circostanti ... immersi in un quadro cromatico che mai dimenticheremo!
L'esplorazione della Giant's Causeway ci ha impegnato (a giusta ragione!) molto più del previsto e per completare la giornata ci rimane a malapena il tempo per vedere il vicino Dunluce Castle.
Appollaiato su di una ripida scarpata il maniero, fortezza principale della famiglia Mc Donnel, signori dell'Atrim, risale al XIII secolo ed è per lo più in rovina, ma domina suggestivamente spettacolari scogliere martoriate dalle tempeste e merita senza dubbio più d'una semplice occhiata ... Le luci della sera scendono però rapidamente e il sipario si chiude su questa fantastica giornata, mentre ci andiamo a fermare nella cittadina di Bushmills avendo percorso veramente una manciata di chilometri ... molti meno di quelli previsti dal programma odierno.

lunedì 15 agosto 1994

Ci troviamo così ancora una volta costretti a recuperare, ma non prima di aver fatto visita alla Old Bushmills Distillery.
In Irlanda si produce il whiskey, parente strettissimo dello scozzese whisky, e a Bushmills la licenza per distillare fu concessa nel lontano 1608, data che rende la distilleria la più vecchia al mondo, in termini legali. In effetti pare che il liquore venisse già fatto lì da almeno duecento anni!
La visita, fra colossali alambicchi e botti di quercia, è molto interessante e alla fine del tour si può anche degustare il celebre whiskey, il cui particolare sapore si dice derivi dall'acqua del ruscello St. Columb ...
Partiamo così circa a metà della mattinata, con la vista leggermente annebbiata ed il motore biologico su di giri, verso occidente, lungo la strada costiera.
Oltrepassando Londonderry ci lasciamo alle spalle l'Irlanda del Nord e torniamo nell'Eire, varcando i confini della contea del Donegal, a quanto si dice la più caratteristica e selvaggia di tutta l'isola.
Percorriamo, fra bei panorami, la Atlantic Drive, la strettissima strada che segue il profilo della tozza penisola di Rosguill, dove la civiltà avanzata non sembra ancora essere arrivata, infatti la popolazione, per scaldarsi, fa tuttora largo uso della torba, un combustibile fossile a basso rendimento che si estrae dalle lande desolate della zona e che vediamo più volte accatastato nei pressi delle semplici abitazioni locali.
Attraversiamo anche la remota regione di The Rosses, uno dei tratti di costa più incontaminati, e arriviamo nella località di Ardara, dove si produce, con l'ausilio di vecchi telai che vediamo all'opera, gran parte del tweed irlandese, cugino meno noto di quello scozzese.
Nel pomeriggio inoltrato, infine, valichiamo l'impervio e suggestivo Glengesh Pass per approdare nel Gaeltacht di Glencolumbkille.
Il Gaeltacht è una comunità nella quale si parla ancora l'antica lingua gaelica e quella di Glencolumbkille, isolata e sperduta, è una delle principali del paese, nella quale spicca l'interessante Folk Village Museum, dove si possono visitare tre capanne di epoche differenti (dal 1700 al 1900), fedelmente ricostruite, con i loro tetti di paglia, oltre ad una scuola e ad un vecchio pub ... e a Glencolumbkille ci fermiamo per la notte, dopo aver recuperato in toto il tempo perso nella giornata di ieri.

martedì 16 agosto 1994

Lasciamo di buon ora il Gaeltacht e durante la mattinata passiamo dall'abitato di Donegal, caratteristico capoluogo dell'omonima contea.
Successivamente ci lasciamo alle spalle anche la contea del Donegal per entrare in quella di Sligo e vedere così l'intrigante sito megalitico di Creevykeel: un ampio recinto di pietre (databile verso il terzo millennio a.C.), dove venivano eseguiti i riti funebri prima che il defunto venisse seppellito nella tomba vera e propria, posta sul retro del recinto stesso.
La giornata si fa grigia e comincia a scendere una pioggia battente, mentre passiamo in prossimità del Benbulben: mitologica montagna, simbolo della regione, la cui piatta sagoma domina, dall'alto dei suoi 497 metri, la piana circostante.
Nelle vicinanze di Drumclif osserviamo un'interessante croce celtica, poi, ormai nella contea di Mayo, presso la città di Ballina ci andiamo a fermare, concludendo una giornata non troppo fortunata dal punto di vista meteorologico ... ma siamo in Irlanda e ci può stare.

mercoledì 17 agosto 1994

Dopo una giornata uggiosa eccone però una splendida. Siamo ad Achill Island, la più grande isola della costa irlandese, collegata alla "terra ferma" da un piccolo ponte levatoio, il Michael Davitt Bridge, situato fra i villaggi di Achill Sound e Achill.
Il paesaggio di questa terra protesa nell'Atlantico si compone prevalentemente di brughiere ed il magnifico sole odierno mette a risalto tutti i colori d'Irlanda, con il verde dei prati, il blu del mare e l'intenso azzurro di un cielo oggi più terso che mai ... anche i ruscelli sono colorati: una sorta di color ruggine, che l'acqua assume scorrendo fra la torba.
Sull'estrema punta occidentale di Achill Island c'è una stupenda spiaggia, incastonata fra alte scogliere e qui gl'irlandesi ci fanno proprio venire i brividi, mentre si godono la giornata soleggiata (ma non certo calda!) con un bagno nelle gelide acque dell'oceano! ... la soglia del dolore, o in questo caso del freddo, è veramente una cosa soggettiva!
Percorriamo tutta la spettacolare Atlantic Drive, che segue con panorami mozzafiato l'accidentata costa meridionale dell'isola, e poi salutiamo Achill Island, che resterà a giusta ragione uno dei ricordi più belli e genuini dell'intero viaggio.
Ripreso l'itinerario sulla nostra destra sfila la sagoma del Croagh Patrick, montagna sacra per gl'irlandesi, sulla quale secondo la leggenda si ritirò nel 441 San Patrizio, digiunando quaranta giorni e scaraventando alla fine una campana giù da un dirupo, scacciando in questo modo tutti i serpenti dall'isola (in Irlanda infatti non esistono rettili, a parte le lucertole!).
Fra bellissimi scenari e dopo un infuocato tramonto nella profonda insenatura di Killary Harbour concludiamo, più tardi, la meravigliosa tappa odierna nei pressi dell'abitato di Aasleagh.

giovedì 18 agosto 1994

Entriamo nella regione del Connemara e più precisamente nella contea di Galway con il cielo, di nuovo, tutto grigio che non promette nulla di buono.
Piove con insistenza, infatti, mentre seguiamo la strada che sale verso il Pass of Kylemore e non smette affatto quando ci fermiamo a vedere il castello vittoriano di Kylemore Abbey, risalente al XIX secolo e appartenuto alla famiglia del finanziere Mitchell Henry prima della sua trasformazione in abbazia, quindi, di recente, in collegio femminile. L'edificio è inserito in una magnifica cornice naturale, fra i rilievi dei Twelve Bens e le rive del Lough Kylemore, quella cornice che però oggi, complice la situazione meteorologica, non possiamo affatto goderci.
Tornando verso la costa arriviamo, mentre finalmente smette di piovere, nella località di Clifden, dove in agosto si tiene il Connemara Pony Show, una mostra mercato dedicata al cavallo, che esploriamo fra enormi pozzanghere e che, in alcuni casi, ci offre scene di vero e proprio folclore.
La giornata, troppo umida per i nostri gusti, si conclude poi in riva al mare, nella cittadina di Rossaveel, davanti ad una bella porzione di aragosta, nel luogo in cui domani prenderemo il largo per un'escursione in barca.

venerdì 19 agosto 1994

Lasciato il camper in un parcheggio, salpiamo alla volta delle Isole Aran, un arcipelago di origine calcarea comprendente le isole di Inishmaan, Inisheer e Inishmore, la più grande e popolosa (meno di mille abitanti), sulla quale sbarcheremo.
Appena messo piede a Kilronan (il minuscolo capoluogo) ci organizziamo per visitare l'isola e con l'ausilio di alcuni pulmini già prima di mezzogiorno arriviamo al Dun Aengus, la principale attrattiva del luogo.
Il più celebre dei tanti forti preistorici in pietra presenti sulle Isole Aran è situato su di una spettacolare scogliera, a circa cento metri di altezza sulle onde dell'Oceano Atlantico, e domina un'impareggiabile vista ... Con funzioni più religiose che militari fu eretto ben prima del primo millennio a.C. e da molti è stato classificato come "The most magnificent barbaric monument in Europe" (il più magnifico monumento barbarico d'Europa).
Riempiti gli occhi di un'altra meraviglia "scendiamo" dall'accidentata costa meridionale verso quella settentrionale, più dolce e con qualche bella spiaggia. Passiamo per il centro dell'isola, verdissimo ma completamente privo di alberi e con un impressionante reticolo di muretti a secco, e ci fermiamo a vedere anche il Temple Beandin: una chiesetta della prima era cristiana circondata da scarne rovine di altri edifici religiosi. Poi torniamo al porto di Kilronan e dopo l'attraversata, allietata da un buffo giapponese in balia delle onde, a quello di Rossaveel, sulla terraferma.
Per la serata ci spostiamo infine nella cittadina di Galway, così da abbreviare un po' la tappa di domani.

sabato 20 agosto 1994

Ripreso l'itinerario arrestiamo brevemente la nostra marcia in fondo alla Baia di Galway per osservare il Dunguaire Castle, situato in una suggestiva posizione su di un isolotto a poche decine di metri dalla riva, che si dice sia il più fotografato maniero d'Irlanda ... Fu costruito nel 1520 per iniziativa degli Hynes, un clan nobiliare locale che faceva risalire la sua origine a Guaire Aidhne, un semi-leggendario sovrano del Connacht vissuto nel VII secolo a.C., ed è giunto a noi in perfette condizioni, grazie a ripetuti interventi di restauro perpetrati nel tempo.
Entriamo nella contea di Clare e seguiamo la costa, con ben visibile al largo la sagoma delle Isole Aran, che sono il preludio ad un altro vero e proprio spettacolo della natura: le Cliffs of Moher.
Le "Scogliere della Rovina" sono uno dei luoghi più suggestivi d'Irlanda: otto chilometri di pareti rocciose a strapiombo sull'Oceano Atlantico, alte più di duecento metri ... 214 per l'esattezza, in prossimità della O'Brien's Tower, fatta costruire nel 1857 da Cornelius O'Brien come luogo panoramico.
Ci si sente così irrimediabilmente piccoli di fronte a tale maestosità ... maestosità che osserviamo da ogni angolazione percorrendo il sentiero che si dirige a sud, verso Capo Hag, dove le falesie si riducono pian piano fino a rientrare nei canoni di un più normale profilo costiero.
Dedichiamo parecchio tempo alle Cliffs of Moher perché lo meritano, poi nel primo pomeriggio riprendiamo il viaggio.
Attraversiamo l'aspra regione del Burren, un ampio tavolato calcareo, esteso per circa trecento chilometri quadrati, sul quale cresce solo una stentata vegetazione e dove si trovano alcuni siti archeologici di grande importanza, come il Dolmen di Poulnabrone, monumento megalitico risalente pressappoco al neolitico (fra il 4200 ed il 2900 a.C.), costituito da tre suggestive lastre in pietra montate a doppia TT, che dominano l'enigmatico paesaggio circostante, talmente enigmatico che il luogo rimase un importante centro rituale fino al più recente periodo celtico.
Concludiamo l'indimenticabile giornata con un bellissimo tramonto nella campagna irlandese prima di far tappa nella località di Ennis.

domenica 21 agosto 1994

Nella mattinata, dopo una rapida occhiata alla caratteristica cittadina di Ennis, rag-giungiamo a breve distanza il Craggaunowen Project: la ricostruzione a grandezza naturale di un "crannog", ovvero di un isolotto artificiale sul modello di quelli realizzati sui laghi dalle popolazioni celtiche durante la seconda età del ferro e fino ai primi secoli dell'era cristiana.
In questa sorta di museo all'aperto c'è anche il rifacimento di un villaggio protetto da un terrapieno, in voga fino al 1200. C'è poi un'imbarcazione, costruita nel 1976 da tale Tim Severin seguendo le indicazioni di un antico manoscritto del IV secolo d.C. secondo il quale St. Ciaran, quasi mille anni prima di Cristoforo Colombo, raggiunse con quel mezzo il continente americano ... e lo stesso Tim Severin ha dimostrato la cosa possibile riuscendo nell'impresa.
A pochi chilometri di distanza si trova anche il Folk Village Museum di Bunratty che illustra, con eloquenti ricostruzioni e personaggi in costume, l'ambiente domestico irlandese praticamente da dove si ferma il Craggaunowen Project fino alla fine del secolo scorso.
Il percorso museale di sviluppa attorno al Bunratty Castle, risalente al XV secolo e considerato uno dei più belli dell'epoca, all'interno del quale, quotidianamente, si tengono dei banchetti medioevali, allietati da musiche tradizionali irlandesi ... un'esperienza che non vogliamo lasciarci sfuggire, così, partecipandovi, trascorriamo una bella ed originale serata.

lunedì 22 agosto 1994

Apriamo gli occhi con l'incessante ticchettio della pioggia sul tetto del nostro camper ... E' un grigio inizio di giornata, mentre entriamo nella contea di Limerick e giungiamo nel villaggio di Adare, uno dei più carini d'Irlanda a detta della guida, infatti è caratterizzato da un delizioso gruppetto di cottage con il tetto in paglia, proprio lungo la via principale.
Scattiamo alcune foto e poi proseguiamo verso sud, con il maltempo che imperversa sulla nostra testa, ed entriamo anche nella contea di Kerry, una delle più note del paese, turisticamente parlando.
Ci avventuriamo in direzione della penisola di Dingle e piove, piove, piove mentre affrontiamo la stretta e vertiginosa strada che sale al Connor Pass, il valico più alto d'Irlanda a 456 metri di quota, dove si trova anche il monumento più rappresentativo della regione: il Gallarus Oratory.
La più antica costruzione dell'era cristiana in Irlanda fu eretta probabilmente fra il VII e l'VIII secolo, con una tecnica a secco sviluppatasi fin dal neolitico e, di caratteristica forma "a barca rovesciata", ha una pianta rettangolare di circa otto metri per cinque (ed altrettanti di altezza). L'oratorio, in buono stato di conservazione, grazie alla massiccia struttura, ha un'unica porta ed una piccola apertura rotonda sul lato opposto a questa.
Non torna il sole, ma poi smette di piovere durante l'esplorazione dello scenografico Slea Head, il punto più occidentale del continente europeo, e a fine giornata ci godiamo anche uno spettacolare tramonto sull'oceano, prima di andarci a fermare per la notte nella sperduta cittadina di Dingle.

martedì 23 agosto 1994

Il tempo meteorologico è davvero inclemente proprio quando ci avventuriamo nella Iveragh Peninsula a percorrere il celebre Ring of Kerry, considerata una delle strade più panoramiche d'Irlanda. Il colore plumbeo del cielo e la pioggia rovinano irrimediabilmente la giornata, cosicché l'intero paesaggio, fatto di laghi, monti, scogliere, spiagge sabbiose e isole rocciose al largo della costa, viene completamente sminuito e la tappa che si conclude nel pomeriggio inoltrato nella cittadina di Killarney passerà quasi sicuramente alla storia come la peggiore di tutto il viaggio.

mercoledì 24 agosto 1994

Il meteo poco simpatico dell'ultimo periodo ci ha fatto veramente andar giù la catena e nella mattinata di oggi è con poco entusiasmo che ci apprestiamo a visitare il Parco Nazionale di Killarney, seppur senza pioggia (ma nuvoloso!).
Il primo parco nazionale istituito in Irlanda si sviluppa in una zona montuosa attorno a tre laghi: il Lough Leane, il Muckross Lake e l'Upper Lake e offre scenari di grande interesse paesaggistico oltre alla possibilità di svariate escursioni. Noi però ci accontentiamo di andare a vedere la Cascata di Torc, alta 18 metri ed inserita in un bel contesto ambientale, ed il Lady's View, un incantevole punto panoramico che spazia sull'intera vallata .. ma con tutto quel grigiore!
Nel pomeriggio percorriamo la scenografica Tunnel Road, per arrivare, ormai nel sud del paese, alla cittadina di Glengariff, nella contea di Cork.

giovedì 25 agosto 1994

A Glengariff ci fermiamo anche nella mattinata e dal suo porticciolo partiamo per un'escursione in barca nell'antistante Baia di Bantry.
Il tempo oggi è un po' più clemente e, dopo aver avvistato anche una simpatica colonia di foche, approdiamo sulla minuscola Garnish Island ... Questo lembo di terra, un tempo arido ed incolto, fu trasformato nel 1910, per iniziativa della proprietaria, Anna Bryce, e per mano dell'architetto Harold Peto, in un elaborato giardino all'italiana, disseminato di padiglioni neoclassici e ricco di piante esotiche provenienti da diversi continenti, che qui riescono a crescere grazie al clima particolarmente mite, influenzato dalla Corrente del Golfo.
Trascorsa qualche piacevole ora a spasso per l'isola facciamo rientro a Glengariff e nel pomeriggio riprendiamo strada. Percorriamo un bel tratto di costa a sud della contea di Cork, fino alla ridente cittadina di Kinsale, che possiede un interessante centro, con la via principale fiancheggiata da caratteristiche costruzioni in stile irlandese, dalle tinte sgargianti e con una bella serie di insegne in ferro battuto (che sono piccole opere d'arte) ad identificare le più svariate attività commerciali.
Alla periferia di Kinsale ci fermiamo per la notte.

venerdì 26 agosto 1994

All'alba del nuovo giorno iniziamo l'ultima tappa in terra d'Irlanda facendo sosta nella città di Cork, secondo agglomerato urbano del paese nonché importante sede universitaria, e più precisamente nei suoi dintorni al Blarney Castle.
Quello che è uno dei più noti manieri irlandesi fu costruito nel 1446 da tale Dermot Mc Carthy, signore di Munster, e deve la sua fama alla misteriosa Blarney Stone, o pietra dell'eloquenza, incastrata in un muro del cammino di ronda. Secondo la leggenda sarebbe l'antica Lia Fail, ovvero la pietra dove si sedevano i Re Supremi d'Irlanda al momento dell'incoronazione, e chi la bacia, o almeno la tocca, riceverebbe immediatamente il dono della dialettica ... Baciare la magica Blarney Stone, comunque, significa salire 1200 gradini, sdraiarsi sulla schiena e rimanere sospesi nel vuoto a quaranta metri d'altezza ... un'emozione che il sottoscritto non si lascia certo sfuggire e un modo fiabesco per salutare questa meravigliosa terra che mai dimenticheremo.
Tornati a divorare il nastro d'asfalto passiamo lungo la costa per la contea di Waterford, quindi, come all'inizio del viaggio, per quella di Wexford fino al porto di Rosslare.
Salutata l'Isola Verde c'imbarchiamo sul primo traghetto e dopo qualche ora di navigazione approdiamo a Fishguard in Galles, ma non ci fermiamo e proseguendo spediti giungiamo, ormai a pomeriggio inoltrato, nello Wiltshire, in Inghilterra, nei pressi della cittadina di Amesbury, all'universalmente noto sito megalitico di Stonehenge ... Questo luogo, composto da un insieme circolare di grosse pietre erette ed architravate, inserito nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco dal 1986, suscita sempre grandi emozioni, non a caso è la terza volta che gli rendo omaggio (la seconda per Sabrina).
Le pietre di Stonehenge, risalenti ad oltre quattromila anni fa, sono perfettamente allineate ai punti di solstizio ed equinozio e per questo motivo alcuni sostengono che siano un antico osservatorio astronomico, ma le leggende sul sito non si contano, a partire dagli occulti rituali dei druidi per arrivare al suo misterioso legame con Mago Merlino e quindi con il mitico Re Artù.
Restiamo ad osservare un tramonto indimenticabile, con il sole che scende fra i megaliti mettendone in risalto l'inconfondibile profilo e con il cielo rosso fuoco che conferisce al luogo un alone d'incanto, poi la notte prende il sopravvento e, mentre ad una ad una si accendono le stelle, salutiamo ancora una volta le millenarie pietre e contemporaneamente torniamo al camper a riposarci in vista del lungo viaggio di ritorno.

sabato 27 agosto 1994

Partiamo di buon ora (questa volta consci di dover percorrere miglia e non chilometri!) e giunti a Dover, ormai a metà giornata, c'imbarchiamo subito per la dirimpettaia città di Calais, dopodiché proseguiamo spediti verso sud ... ma la strada da percorrere è davvero tanta e siamo costretti a fermarci per la notte ormai in vista del confine italiano.

domenica 28 agosto 1994

Alla ripresa delle ostilità con l'asfalto ritroviamo il Bel Paese e nella tarda mattinata concludiamo felicemente il viaggio ... un bel viaggio, ricco di storia e panorami affascinanti, con un po' troppa pioggia (d'altronde prevedibile!) nell'ultima settimana, ma anche con cieli tersi ed indimenticabili contrasti di colore, tipici dell'indimenticabile Isola Verde.