Il gusto leggero di una giornata sul Ticino: Passeggiata a Turbigo

località: turbigo
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: mercoledì 16 marzo 2011
Data fine viaggio: mercoledì 16 marzo 2011

Un parco naturale con dei boschi famosi per la loro ricchezza faunistica, un fiume dalle acque azzurre dove venire a pescare con la canna la domenica pomeriggio, un borgo tranquillo dove fare lunghe passeggiate nella storia: ecco la bellissima Turbigo, a circa una mezz’oretta di auto da Milano. Ma oltre a raggiungerla in macchina, è possibile arrivare qui anche in bici, pedalando lungo il Naviglio Grande, e ricordando che furono proprio i lavori di escavazione del Naviglio, iniziati nel 1179, a dar vita al quartiere Turbigh in Giò, caratterizzato dalla presenza di rogge, ponti e strade che tuttora conservano le atmosfere di una volta.
Sito nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, l’importanza storica di Turbigo si deve anche alla sua posizione strategica, in quanto luogo di attraversamento del fiume tra Como e Novara. Nei secoli fu feudo di diverse famiglie tra cui i Tatti e i De Cristoforis, come ricorda la presenza di Villa Tatti e del settecentesco Palazzo Gray De Cristoforis, attualmente sede del Municipio.
Che il simbolo di Turbigo fosse da sempre il fiume, lo si nota anche nelle diverse ipotesi riguardo all’origine del suo nome: potrebbe derivare dal latino “turris bis”, a ricordare le due torri di testa del ponte sul Ticino, esistente già in epoca romana e presente nello stemma del Comune, ma potrebbe anche derivare dal germanico “turba”, ovvero capanna, ma c’è anche chi è convinto che c’entrino “Turbigium” o “Turbiscus”, termini che evocano l’infrangersi delle onde del Ticino.
Con queste premesse, anche la nostra giornata turbighese non poteva che iniziare sulle rive del fiume, dove, grazie al tempo mite e soleggiato di fine inverno, abbiamo visto molte persone passeggiare, pescare e girare in bici. Spostandoci verso il centro, abbiamo ammirato il seicentesco ponte a tre arcate sul Naviglio Grande, con vicini i resti della vecchia dogana austriaca di fine Settecento, per poi addentrarci nel cuore del borgo dopo aver visitato la duecentesca Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Si dice che fosse la chiesa della preghiera durante i lavori di costruzione del Duomo di Milano.
Ed eccoci a vivere un’emozione spirituale che inizia salendo una scenografica scalinata che da Via Vittorio Veneto porta sul terrazzamento su cui sono situati la Chiesa della Beata Vergine Assunta e il Castello. Questo luogo unisce passato e presente grazie alla storicità del Castello, esistente già nel IX secolo, oggi proprietà privata, e l’imponente chiesa parrocchiale edificata nel 1936 anche con la collaborazione dello scultore Carlo Bonomi. A fianco della chiesa e del castello, l’artista realizzò un eremo-studio chiamato La Selvaggia che oggi è un affascinante museo-gipsoteca.
Abbiamo voluto coronare la giornata con una cena saporita e light nello stesso tempo, presso il Ristorante Leggero, in Via Roma, suggeritoci da un paio di amici che vengono spesso qui per gustare i numerosi piatti veloci del business lunch, oltre ad aver partecipato a qualche ricevimento aziendale organizzato nella sala cerimonie del locale.
Le antiche travi in vista sono in perfetta armonia con il candore bianco dell’ambiente, che aveva pure ispirato il nome “Leggero”. “Questo locale era una vecchia locanda, esisteva già nel 1896. Noi lo gestiamo da un anno e mezzo. Seguiamo la stagionalità e prepariamo tutto in casa, dal pane alla pasta e ai dolci”, ci raccontano i titolari Marco Rocco e Diana Airaghi, mentre ci accomodiamo a tavola. Iniziamo con del polpo croccante in padella con orzo perlato ai carciofi, olive taggiasche e pesto leggero al basilico, le capesante scottate al Martini dry, crema di piselli e crescione, e lo sformato di ricotta di bufala, puntarelle all’olio, crema tartufata e ovetto all’occhio di bue. Facciamo seguire questi ottimi antipasti da degli stracci di castagne e cacao, da carciofi e scampi allo zenzero, poi il Carnaroli mantecato alla crema di peperoni gialli, carpaccio di capesante e sentore al tartufo, e le pappardelle di farro farcite al seirass e timo con straccetti di faraona. Nella scelta dei secondi ci dividiamo tra il filetto di pesce persico al burro con fonduta di peperoni rossi e tortino di patate al pesto, le coscette di coniglio farcite alla salsiccia, avvolte nello speck con crocchette di patate e salsa al Traminer aromatico e il filetto di vitello scaloppato al Nebbiolo con fagioletti e patate al bacon. Annaffiamo queste bontà con dei vini scelti tra un centinaio di etichette nazionali, tra cui anche quelle a chilometro zero della vicina Cascina Zoina di Oleggio.
La prossima volta potremmo provare i menù degustazione “Il mare” o “Il territorio”, disponibili per tutta la tavolata, e ora chiudiamo in raffinata dolcezza con la sfogliatina croccante di mele e salsa di vaniglia con insalatina di fragole alla menta, il barattolino al caffè, crema catalana alla liquirizia e shot alla sambuca e il cremoso caldo al cioccolato semifreddo al Baileys e nocciole.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Turbigo.mi.it
Ristorante Leggero
Via Roma, 10 Turbigo (MI)
0331/890564

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