Nella patria del formaggio Grana: Una giornata a Codogno

località: codogno
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 26 marzo 2011
Data fine viaggio: sabato 26 marzo 2011

Il cotogno: un albero originario dell’antica Persia, dal frutto che somiglia un po’ sia alla mela che alla pera, dal gusto amarognolo che però non impedì ai romani di consumarlo fresco con del miele, oltre a ricavarne un sidro che simboleggiava l’amore e la fecondità, come testimoniato anche da diversi affreschi a Pompei. Questo frutto così antico e particolare, tuttora considerato afrodisiaco, oltre che semplicemente buono e salubre, è il simbolo della città di Codogno, visto che cresceva in abbondanza sui suoi territori.
A Codogno siamo alle porte di Milano, ma anche alle porte di Lodi e di Piacenza: e durante i lunghi secoli di storia, queste città giocarono tutte e tre un ruolo importante nelle vicende codognesi. Mancavano ancora quasi sei mesi alla scoperta dell’America quando, il 21 Aprile del 1492 un atto sancì l’adesione di Codogno a Piacenza, decisione che consentì alla città, già con una propria vita commerciale, di ottenere un mercato più libero e più ampio. Per gratitudine, i codognesi inserirono la lupa piacentina nel loro stemma, in cui l’animale appare “passante sulla pianura erbosa di verde, collarinata e legata d’oro ad un albero di codonio al naturale, fruttato d’oro, nodrito sulla pianura”. Verso la fine dell’Ottocento, periodo florido per la città, Codogno era il quarto centro più popolato di tutta l’area milanese. Oggi fa parte della provincia di Lodi, istituita nel 1992, nonostante che al referendum dello stesso anno l’89 per cento dei codognesi avesse espresso di voler restare con la provincia di Milano.
Ma ovunque appartenesse dal punto di vista amministrativo, Codogno ha sempre saputo eccellere. Sin dal Medioevo si distinse come il più importante centro di produzione casearia e nel XVII secolo esportava ben quarantamila forme di formaggio grana all’anno. Quando il governo austriaco decise di inviare in Brasile una nave carica dei prodotti più rappresentativi dell’impero asburgico, non mancava nemmeno il formaggio grana di Codogno. Sempre qui fu fondata la prima industria italiana del settore, la Zazzera.
Durante la nostra passeggiata per le vie di questa graziosa città, abbiamo notato anche la sua ricchezza artistica e culturale. Il monumento religioso più importante è la Chiesa parrocchiale di San Biagio, di scuola leonardesca, ricostruita nel 1491 sulle basi dell’originaria Cappella, ma è molto interessante anche il settecentesco Santuario della Madonna di Caravaggio, dedicato alla Vergine apparsa a una povera contadina maltratta dal marito, Giannetta de’Vacchi. Il nostro giretto nel centro ci ha portati ad ammirare anche la Chiesa delle Grazie e il suo splendido chiostro, oltre alle due parrocchie recenti, dedicate a Santa Francesca Cabrini e a San Giovanni Bosco. Abbiamo anche visitato la Raccolta d’Arte Carlo Lamberti, che comprende numerose opere di importanti artisti codognesi.
La nostra giornata si conclude passando dalla storia dell’arte all’arte culinaria e alle pizze che nascono dalla migliore tradizione italiana, quella di Tramonti, splendido paese in provincia di Salerno. Infatti, il titolare Antonio Cascella, che gestisce il Ristorante Pizzeria Park Club nella centralissima Piazza Cairoli ormai da ventisette anni, è originario proprio di lì. “Tramonti è noto per essere il paese dei pizzaioli”, ci racconta il Signor Antonio. “Trent’anni fa era stato mio zio ad aprire questo locale, e ho visto cambiare e crescere questo ambiente, e anche la città intorno, attraverso le generazioni. All’epoca questa era l’unica pizzeria di Codogno. La qualità del nostro lavoro e la nostra disponibilità sono state sempre apprezzate. Inoltre, nei weekend siamo anche l’ultimo ritrovo dei giovani che dopo la discoteca passano da noi per una buona pizza”.
Ci accomodiamo ai tavoli dell’ampia sala e decidiamo di gustare alcune belle pizze tra gli ottanta gusti disponibili. Scegliamo la Pizza del Basso Lodigiano, con pomodoro, mozzarella, gorgonzola, salsiccia, polenta e grana a scagli, la Pizza Sfiziosa e la Pizza Park Club, con pomodoro, mozzarella, prosciutto, funghi, carciofi, salame piccante, wurstel e e olive nere. Alcuni di noi prendono la pizza preparata con la pasta integrale, mentre il resto del gruppo decide di gustare le altre specialità culinarie del Ristorante. Dopo il ricco antipasto alla Park Club, il Signor Antonio ci consiglia gli ottimi scialatielli ai frutti di mare, ma assaggiamo anche le bavette alla puttanesca e gli gnocchi alla sorrentina. Una nostra amica celiaca gusta un menù preparato per le sue esigenze. Proseguiamo con un fritto misto di pesce, mentre qualcuno non resiste alla tagliata con rucola e grana a scaglie e alla carne di manzo alla pizzaiola, con pomodoro fresco, olive, capperi e origano.
Dopo aver scoperto questa bella città, ci torneremo senz’altro, anche per pranzo se saremo in giro per lavoro nei dintorni, oppure un giovedì sera, per una delle mitiche “Serate del Mangione”.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Codogno.lo.it
www.parkclub.com
Ristorante Pizzeria Park Club
Piazza Cairoli, 26 Codogno (LO)
0377/35153

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