Arte monferrina, dai dipinti ai sapori: Una giornata a Moncalvo

località: moncalvo
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 25 marzo 2011
Data fine viaggio: venerdì 25 marzo 2011

Una graziosissima città medievale che domina le valli e le colline circostanti, le quali iniziano a rincorrersi proprio partendo da queste terre del Basso Monferrato, fino a giungere al Mar Ligure. Le mille sfumature del verde e del giallo-oro dei campi che si attraversano per arrivare a Moncalvo, sembrano dipinte da un artista. Pennellate che infondono serenità, gioia ed equilibrio, ma che destano anche la curiosità del viandante che è attratto dalla voglia di scoprire ciò che si cela dietro quelle antiche mura che si individuano già da una certa distanza.
Dopo qualche curva e avendo percorso alcune stradine ripide e costellate da caratteristici archi e antichi portoni, giungiamo in centro storico e dopo aver parcheggiato nell’ampissima Piazza Carlo Alberto, iniziamo la nostra passeggiata ispirandoci a uno dei cartelli turistici esposti in diversi punti della città. Addentrandoci nel cuore del borgo notiamo diversi interessanti palazzi eretti tra il XV e il XVI secolo, come la Casa dei Marchesi del Monferrato e Casa Lanfrancone con i resti della facciata gotica, ma anche Palazzo Manacorda oppure il settecentesco Palazzo Testa Fochi, costruito su un precedente impianto tardo medioevale. Sono numerosi i punti in cui lo sguardo può spaziare per lo splendido paesaggio circostante che si apre in fondo ai vicoli e tra le case, ricordando a tutti che Moncalvo fa parte dei Comuni dei Colli Divini, unione costituita nel 2000, che raggruppa nove comuni caratterizzati dalla produzione vitivinicola, in particolare di Barbera, Grignolino e Malvasia, e dalla “divina” bellezza del proprio paesaggio.
Furono proprio queste dolci colline e i loro colori a ispirare uno dei pittori più importanti della Controriforma piemontese, Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, vissuto tra il 1568 e il 1625. Nacque a Montabone, ma visse e operò qui, e le chiese della città sono piene delle preziose testimonianze della sua proficua carriera. Il Caccia dipinse la galleria del Palazzo Reale di Torino ed è famosissima la sua “Deposizione dalla Croce” nella Chiesa di San Gaudenzio a Novara, ma le sue opere sono presenti anche in numerose altre chiese italiane.
Il nostro itinerario prosegue verso il luogo che più di altri conserva il ricordo del grande pittore, la Chiesa di San Francesco. Nell’edificio religioso, edificato in una splendida posizione scenografica nel XIII secolo, è sepolto Guglielmo Caccia e all’interno sono custodite una dozzina di sue tele. Fu sempre l’artista a fondare, nel 1611, il Monastero di Sant’Orsola, comprendente la Chiesa di San Giuseppe, dove oggi ha sede il Palazzo Civico. Il primo nucleo di monache fu costituito dalle figlie dello stesso Guglielmo, che seguirono le orme di papà, diventando delle brave pittrici. Il monastero fu soppresso nel 1802.
Dopo aver visitato la Chiesa di Sant’Antonio, dedicata al patrono della città, ci dirigiamo verso i resti dell’antico Castello, che nel Medioevo era uno dei più grandi complessi fortificati della zona. La sua imponenza s’intuisce tuttora, nonostante fosse stato distrutto alla fine dell’Ottocento, lasciando ai posteri soltanto i possenti bastioni del XII secolo.
Ed è proprio di fronte ai resti dell’antica fortezza, in Piazza Antico Castello, che decidiamo di fermarci per cena, presso il Ristorante Ametista. Ci accomodiamo in una sala dalle cui finestre si apre una vista mozzafiato sulle colline circostanti. Sapendo che l’ametista è una pietra che molti ritengono simbolo di temperanza e umanità, chiediamo al titolare se il nome del locale era stato scelto per questo motivo. “No, quando ventiquattro anni fa abbiamo iniziato a gestire questo ristorante, si chiamava già Ametista, per via dei colori della tinteggiatura di allora”, ci spiega il Signor Vincenzo che guida il locale insieme alla moglie Cristina e con Walter.
Iniziamo la nostra cena all’insegna dei sapori monferrini con un ricco antipasto fatto di millefoglie di scorfano, polpo e ananas, la galantina di pollo con salsa tonnata e del coniglio in crosta con zabaione e rabarbaro. Nella scelta dei primi non possono mancare i tradizionali agnolotti monferrini con ragù di salsiccia, mentre alcuni di noi scelgono la pasta di pere con carbonara di speck e i ravioloni di nocciole con erbette e gamberi. Proseguiamo il nostro viaggio culinario con una bella tagliata di manzo al rosmarino e con le costolette di agnello in crosta di erbe e miele, mentre un paio di nostri amici optano per il branzino in crosta di senape con peperoni. Annaffiamo queste prelibatezze con dei vini piemontesi e nazionali, mentre la dolce conclusione della serata ci vede gustare un cremoso al Barolo chinato, il cremino di nocciola e gianduja e la bavarese al pistacchio e amaretto.
Un’antica arte folkloristica di questa città è quella dei fischietti di terracotta prodotti nella frazione Patro. Dopo questa bella giornata siamo sicuri che il suono di questi fischietti ci richiamerà ancora molte volte a Moncalvo.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Moncalvo.at.it
www.ristoranteametista.it
Ristorante Ametista
Piazza Antico Castello, 15 Moncalvo (AT)
0141/917423

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