Cattedrali sotterranee in cui scorre un fiume di vino: Una giornata a Canelli

località: canelli
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: lunedì 2 maggio 2011
Data fine viaggio: lunedì 2 maggio 2011

La limpidezza brillante di un bicchiere di Moscato, dolce e aromatico, che accarezza i sensi come una musica che parla al cuore: ecco l’essenza di Canelli, splendida città dell’Astigiano, conosciuta per le sue eccellenze vitivinicole. Il Moscato di Canelli, così come lo spumante tipico di queste colline, sono presenti nella carta dei vini dei migliori ristoranti del mondo, e nel loro gusto inconfondibile è racchiusa la storia di questa città, circondata dai filari dei vigneti sin dall’epoca romana. Tra le prime mete da visitare, ci sono infatti le Cattedrali Sotterranee, le suggestive cantine di invecchiamento dello spumante che si diramano sotto la città.
Arrivando in questa roccaforte del vino, ci accoglie una vista da cartolina: il centro storico di Canelli, arroccato su una collina che tocca i 500 metri di altezza, e dominato dal Castello, ovvero l’imponente Palazzo Gancia. Edificato nell’XI secolo per difendere le strade che da qui conducevano a Savona, il castello fu distrutto durante la guerra contro il Monferrato nel 1617. Tra gli eventi bellici che caratterizzarono quegli anni, spicca l’Assedio di Canelli del 1613, accaduto nell’ambito delle guerre per la successione del Ducato di Monferrato. L’assedio, operato dalle truppe di Carlo Gonzaga, viene ricordato ogni anno con una grandiosa rievocazione storica nel mese di Giugno.
Con intenti assolutamente pacifici, ma partiamo anche noi alla conquista di Canelli, impresa che consiste in una piacevolissima passeggiata fin sopra il punto più alto della collina, dove si trovano il Castello e la Chiesa Parrocchiale di San Leonardo. All’inizio del percorso visitiamo la splendida Chiesa di San Tommaso, originaria del XII secolo, che custodisce al suo interno interessanti arredi e tele dipinte di epoca barocca. Sull’alto campanile svetta l’emblema del Cane, stemma e simbolo della Città, a ricordare il fatto che la chiesa era stata eretta a spese del Comune, come “tempio civico”.
Imboccando una strada scoscesa, dalla chiesa si sale verso la parte alta della città, detta Villanuova. Il percorso in salita ci premia con la bellezza del panorama, curva dopo curva più suggestivo. Sullo sfondo verde dei vigneti circostanti spiccano i tetti color ruggine delle case e la torre campanaria di San Tommaso, il tutto avvolto in un silenzio impagabile. Raggiungiamo così, attraversando un quartiere che ha conservato l’impronta urbanistica medievale, la Chiesa di San Leonardo, con al suo interno numerose opere d’arte, tra cui i dipinti dell’artista canellese Giovanni Carlo Aliberti.
Scrisse Cesare Pavese: “...di là dalle siepi si sentiva la vigna e si vedevano le canne: è questa la bellezza di Canelli. Sembra di essere lontano, in un paese diverso, e la collina non è più la collina, anche il cielo è più chiaro, come quando fa sole e piove insieme...” Quando ci accomodiamo ai tavoli dell’elegante sala del Ristorante San Marco in Via Alba, la Signora Mariuccia e il Signor Piercarlo Ferrero, che lo gestiscono da tanti anni, ci raccontano la storia di questo locale. “Nel 2009 abbiamo festeggiato i cinquant’anni di attività della famiglia e i vent’anni di Stella Michelin. Quando Cesare Pavese ha scritto quelle righe, il San Marco c’era già, ed era un antico “ostu” con stallaggio, che prendeva il nome da una chiesetta dove le contadine andavano in pellegrinaggio per propiziare lo schiudersi dei “bigat”, i bachi da seta. Oggi la chiesetta e i bigat non ci sono più, ma le atmosfere poetiche del luogo sono le stesse”. Iniziamo il nostro viaggio gustoso nell’arte culinaria del San Marco con dei favolosi antipasti piemontesi: millefoglie di galletto e foie gras, mostarda di peperoni rossi e miele, crudo di vitella Fassona battuta al coltello, peperone farcito alla piemontese e vitello rosato in bagnetto rosso. Assaggiamo anche un buonissimo tortino di punte d’asparagi in fonduta di Bettelmatt, oltre al tarte tatin di cipollotti e carciofi su passatina di fave e piselli. Facciamo seguire queste bontà, preparate con grande sapienza, dai tipicissimi agnolotti del plin lessi nel brodo ristretto di carne e serviti al tovagliolo. Accompagniamo queste prelibatezze con degli ottimi vini del Monferrato e della Langa. Alcuni del nostro gruppo optano invece per i ravioli “gobbi” astigiani con il loro stufato, i taglierini al ragù di verdure primaverili e il risotto all’Alta Langa con punte di asparagi. Proseguiamo con uno squisito carrè di agnello con salsa al Barbera d’Asti e tartufo nero, la costoletta di vitella Fassona impanata mentre alcuni di noi scelgono la tempura di baccalà e carciofi.
La nostra giornata a Canelli si conclude con le dolci magie della casa, a cominciare dalla spettacolare piccola pasticceria, le composte di frutta, i torroncini morbidi e i canditi. Si corona il tutto con le creazioni più golose che si possano immaginare, come il bunet di Langa, la crème brulée gratinata all’arancia e la mousse di vaniglia, bunet e croccante all’amaretto.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Canelli.at.it
www.sanmarcoristorante.it
Ristorante San Marco
Via Alba, 136 Canelli (AT)
0141/823544

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