Una città gioiello alle porte di Torino: Gita a Chivasso

località: chivasso
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 14 ottobre 2011
Data fine viaggio: venerdì 14 ottobre 2011

Una città di origini romane, il cui territorio pianeggiante confina con le verdi colline del Torinese e del Monferrato: un paesaggio, le cui caratteristiche sono racchiuse anche nel suo nome. Il toponimo Chivasso infatti, significa probabilmente “luogo prospiciente la collina”, dal tardo latino “clivaceus”.
Raggiungendo la città in una limpida giornata autunnale dalle temperature ancora estive, sull’orizzonte distinguiamo chiaramente anche le suggestive catene montuose delle Alpi. Nel Medioevo lo stesso paesaggio ricco di fascino era ammirato dai numerosi pellegrini che percorrevano la Via Francigena, lungo la quale Chivasso rappresentava un’importante stazione di passaggio. Agli inizi del Quattrocento la sua posizione strategica rese la città perfino capitale del Marchesato del Monferrato, pur non essendo considerata parte di quella storica regione. Ma già nei secoli precedenti, sotto il Marchesato del Monferrato, la città aveva vissuto un periodo florido: si erano edificate diverse strutture difensive e perfino un castello nel 1178, il futuro Duomo, oltre a una zecca, che poteva coniare monete d’oro e d’argento.
Del poderoso castello aleramico oggi resta la spettacolare Torre ottagonale, alta circa venti metri. Dopo il tredicesimo secolo sono stati svolti degli interventi per innalzarla ulteriormente con l’aggiunta di una costruzione in mattoni, demolita nel secolo scorso insieme ai ruderi del castello, durante i lavori per aprire l’attuale Via Po.
La tappa più importante della nostra passeggiata in centro è presso il Duomo, consacrato nel 1429. La facciata della chiesa è spettacolare con i suoi numerosi fregi e figure in cotto, tra cui anche i dodici Profeti e i dodici Apostoli. Poco distante ammiriamo la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, costruita a partire dal 1584, ma con gli interni settecenteschi e con un interessante campaniletto cilindrico, invenzione dell’architetto Bernardo Vittone.
In una città così carica di storia, non possono certo mancare leggenda e mistero. Infatti, la tradizione vuole che presso un convento nelle vicinanze di Chivasso ci fosse una statua lignea miracolosa della Vergine Lauretana. Quando, nel 1639 quel convento fu distrutto dalle truppe di Tommaso di Savoia- Carignano, i padri cappuccini salvarono quella statua, che oggi si venera sull’altare maggiore del Santuario della Madonna di Loreto, da loro fondato nel 1643.
Anche il settecentesco Palazzo Santa Chiara sarebbe dovuto diventare un chiostro conventuale, ma il progetto, essendo troppo dispendioso, rimase incompiuto, e oggi quel sontuoso edificio è sede del Municipio.
Decidiamo di coronare la nostra giornata chivassese, trascorsa tra queste meraviglie dell’arte, con una bella cena presso il Ristorante Le Bistrot, in Piazza Garibaldi, di fronte alla Stazione. Entrando ci accoglie l’ambiente fresco e giovane del bar da cui si accede alle sale, tutte eleganti e intime, ciascuna con pochi tavoli, ma che tutti insieme fanno circa settanta coperti.
“Abbiamo aperto circa un anno fa, e lavoriamo con entusiasmo proponendo una cucina che attinge alle ricette di una volta, ricreandole con fantasia e creatività”, ci racconta Marco che gestisce il locale insieme ad Angelo. “Tutti i nostri piatti sono preparati con materie prime di qualità, meno elaborati possibile”, aggiungono, mentre iniziamo a scegliere gli antipasti. Cominciamo con lo scrigno di patata con fonduta di toma piemontese, tuorlo d’uovo e tartufo nero, il girello di manzo marinato con melograno e chips di zucchina, il tonno confit con yogurt, nocciole e cipolla brasata al Barbera e le ali di razza al vapore su letto di verdure alla griglia.
Facciamo seguire queste bontà dai ravioli di zucca e amaretto di crema di Castelmagno e gli straccetti ai porcini con ragù di capriolo. Gustiamo anche il risottino con salmone, limone e liquirizi, un accostamento che regala emozioni, e le linguine alle olive e ragù di polpo leggermente piccante. “Le linguine che usiamo sono fatte da un’azienda toscana, che produce pasta al germe di grano, la parte più ricca di sapore e di principi nutritivi del chicco di grano”, ci spiega Marco. Nella scelta dei secondi il nostro gruppo ci divide tra le guancette di vitello al Dolcetto, cotte a bassa temperatura per tante ore, il filetto di maiale bardato all’uva, gli involtini di pesce spada con pachino, capperi e olive su caponata di verdure e il trancio di dentice arrosto in crosta di pomodori secchi e letto di carciofi.
Concludiamo la serata in gran dolcezza gustando il tortino al cioccolato caldo con gelato alla viola e crema inglese, la bavarese alle castagne e meringhe al cacao, il cafoutis all’arancio e spuma alla camomilla, oltre al fantastico Tartufo nel dolce, ovvero un biscotto di pan brioche con sopra una palla di gelato al fior di latte, un crumble di cioccolato con una crema fatta con pinoli, timo, tartufo, olio e alloro, il tutto con sopra delle belle scaglie di tartufo: una meraviglia assoluta, da provare!

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Chivasso.it
www.albergoditalia.com
Ristorante Le Bistrot
Piazza Garibaldi, 7 Chivasso (TO)
Tel.: 011/9103679

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