Un ritrovo tra storia e natura: Gita a Prasco

località: prasco
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: mercoledì 19 ottobre 2011
Data fine viaggio: mercoledì 19 ottobre 2011

Un antico castello immerso nel verde intenso delle colline monferrine, all’interno del quale, in una sala silenziosa le cui finestre danno su un giardino interno, lavora uno scienziato. Studia le piante, le classifica, le descrive. Si dedica in modo assiduo agli alberi da frutto, di cui sa più di quanto ne sappia chiunque altro della sua epoca. Ogni tanto riceve un pittore a cui assegna il compito di ritrarre una serie di alberi, e i loro rami carichi di frutti: pesche, mele, pere, prugne, albicocche e tantissime altre specie.
Il protagonista di questa cartolina d’epoca immaginaria da Prasco è Giorgio Gallesio, famoso botanico, autore della celebre opera “Pomona Italiana”, nato nel 1772 a Finalborgo, ma vissuto, negli ultimi dieci anni di vita, per lunghi periodi nel Castello di Prasco.
Raggiungiamo Prasco percorrendo la panoramicissima strada del Turchino che da Ovada porta ad Acqui Terme attraversando, curva dopo curva, un paesaggio di rara bellezza. Iniziamo a scoprire questo paese piccolo, ma carico di storia proprio dal suo antico maniero: il Castello dei conti Gallesio- Piuma risale al XII secolo e si trova all’interno di un ampio parco. La sua imponente struttura quadrangolare si fa ammirare anche grazie ai tre torrioni semicircolari e cimati. Nella sala d’armi del Castello visitiamo un piccolo, ma affascinante museo, che raccoglie antichi oggetti d’uso che raccontano come un tempo si coltivava la vigna e quali erano le metodologie dell’apicoltura. Nel parco del Castello ammiriamo anche una neviera: una grande pozza dove un tempo si conservava la neve e il ghiaccio.
Se Parsco è famosa anche per le scienze naturali, non può certo mancare un giardino botanico: si può visitarlo presso la Casa dei Mandorli, in località Mongiut.
Continuando la nostra passeggiata in centro, ammiriamo la Chiesa Parrocchiale dei Santi Nazario e Celso, costruita nella seconda metà del Cinquecento, oltre all’Oratorio di San Giovanni Battista e l’antichissima chiesa cimiteriale, edificata intorno all’anno Mille.
Andiamo a vedere anche la Cappella di San Rocco, la Chiesa campestre di Sant’Antonio e dopo ci spostiamo nella frazione Orbregno, la più significativa di Prasco, dove visitiamo la chiesetta di San Defendente.
Restiamo a Orbregno anche per cena, presso Il Ritrovo, ristorante nato nel lontano 1984. “All’epoca qui non c’era proprio nulla, eravamo stati la prima pizzeria della zona fuori città. Avevamo iniziato in una vecchia cascina, e dopo anni di lavori ci siamo spostati in questa struttura”, ci spiega il signor Antonio, detto Tony, mentre facciamo un giretto nello spazioso giardino del locale, circondato da verdi prati e dagli orti coltivati dalla famiglia. Siamo in un’oasi verde, che è verde anche dal punto di vista energetico: sugli ampi tetti del ristorante brillano i pannelli fotovoltaici di recente realizzazione, che consentono alla struttura di essere indipendente nell’utilizzo dell’energia elettrica.
Nella spaziosa sala ci accolgono la signora Angela e la signora Anna, mamma e moglie di Antonio, oltre ai loro figli Federica e Riccardo.
Il calore ha già reso bianchissima la parete interna del forno a legna, ed ecco che si iniziano a sfornare le ottime pizze, grande punto di forza del locale, che le propone anche ad asporto. Gustiamo allora delle meravigliose pizze Ritrovo, ricchissimamente condite, mentre alcuni di noi scelgono la Vegetariana, una vera esplosione di fantasia, con tante verdure. Assaggiamo anche delle pizze di farro, preparate con farina biologica, ideali per una dieta povera di glutine.
Molti di noi, pur assaggiando le pizze, decidono di non rinunciare a gustare le specialità del ristorante, iniziando con un ricchissimo antipasto che comprende, tra l’altro delle uova ripiene con la salsa rosa, la torta di verdure, degli involtini di prosciutto in gelatina, la capricciosa di tonno, i tomini agli aromi. Gustiamo anche del pecorino e del salame serviti sul tagliere con su scritto “dal bosco di Toni”.
Facciamo seguire queste bontà dagli gnocchi fatti da Anna, conditi col pesto preparato col basilico dell’orto, i ravioli al vino, e i pansotti al sugo i noci. Gustiamo anche delle ottime orecchiette fresche e dei cavatelli, preparati in casa. Nella scelta dei secondi spaziamo tra la carne alla brace, le costate di vitello, le costine di agnello, il filetto al pepe e la salsiccia alla brace, mentre alcuni di noi gustano il filetto di pesce persico al vapore e la frittura di calamari. Annaffiamo il tutto con del Dolcetto d’Ovada delle colline di Prasco, e con qualche bicchiere di buon Cortese della zona.
Coroniamo questa cena luculliana con il tronchetto con crema di castagne e panna, il tiramisù, il semifreddo al torrone, la meringata e il salame di cioccolato.
Al Ritrovo ci siamo sentiti come se fossimo stati ospiti da amici, in famiglia e non in un locale pubblico. Torneremo qui volentieri alla prima occasione, felici di ritrovare anche questo bel calore umano.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Prasco.al.it
www.ilritrovodiorbregno.it
Ristorante Pizzeria Il Ritrovo
Fraz. Orbregno, 19 Prasco (AL)
Tel.: 0144/375880

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