Gita tra le colline, accompagnati dalla volpina: Una giornata a Ovada

località: ovada
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 28 gennaio 2012
Data fine viaggio: sabato 28 gennaio 2012

Da ovunque si parta, Ovada rappresenta un punto di arrivo. Si può giungere qui dalla Liguria o dalle grandi città del Nord, e la sensazione sarà sempre quella di un piccolo miracolo: la scoperta di un paesaggio dolce e accogliente, diverso da quello che abbiamo appena lasciato alle spalle.
Anche se il nome di Ovada può far pensare all’uva, ciò è solo un’impressione data dalla vista degli interminabili vigneti che la circondano: in realtà il toponimo Ovada viene da Vadum, a indicare il fatto che già in epoca romana la città era un luogo di transito e quindi fulcro anche del commercio.
Arrivando dalla pianura, il paesaggio cambia proprio qui e nel giro di pochi chilometri le infinite distese del Piemonte lasciano il posto alle colline e alla vista di montagne blu in lontananza. La monotonia viene piacevolmente interrotta dalla visione di case colorate, di castelli che dominano le vallate, e di tanto verde che accarezza un paesaggio dolce e selvaggio.
Ovada è ricca di monumenti e chiese di grande valore storico e culturale, come la seicentesca Chiesa di Nostra Signora Assunta, che con i suoi due alti campanili e la cupola, disegna il suo caratteristico skyline. La città ha dato i natali a una serie di personaggi di spicco del mondo delle arti, tra cui il compositore ottocentesco Antonio Rebora, a cui è dedicata la Scuola di Musica della città, il direttore d’orchestra Paolo Peloso, i pittori Natale Proto, che ha lavorato alla decorazione di numerosi palazzi di Ovada, e Franco Resecco, ma anche personaggi dello spettacolo come l’artista circense Giovanni Taffone o Dino Crocco, batterista e conduttore televisivo recentemente scomparso.
Se Ovada è sempre stata crocevia di commercianti e di artisti, vantando una grande ricchezza storica, abbiamo voluto coronare la nostra giornata con una cena in un ristorante che rispecchiasse lo spirito delle tradizioni del luogo. Così abbiamo deciso di prenotare presso il Ristorante La Volpina, gestito dalla più antica famiglia di ristoratori ovadesi, i Murchio. Il locale si trova nella caratteristica Strada Volpina, comodissima per chi prende l’autostrada. “La storia dell’attività della nostra famiglia risale al 1896, quando i miei nonni Angelo e Marinetta cominciarono a divorar chilometri tra sala e cucina. A loro è seguito poi mio padre Lino con mia madre Maria. All’epoca gli ospiti della trattoria erano le persone che dai paesi venivano al mercato: carrettieri, mercanti, gente di passaggio che si fermava a gustare un buon piatto di agnolotti e di trippa”, racconta Stefano Murchio, figlio del signor Lino, che gestisce il ristorante insieme alla moglie Pinuccia, e i figli Barbara, Manuela e Mattia. “Aprire la Volpina nel 1983 è stato come realizzare il sogno di mio padre, creando un locale intriso di storia, accogliente e caloroso, dove le persone potessero sentirsi come in famiglia”, ci racconta il signor Murchio, mentre ci accomodiamo al nostro tavolo. Iniziamo la nostra cena all’insegna dei sapori della tradizione ligure-piemontese, proposti con fantasia e originalità, gustando un ricco antipasto: la mousse di gorgonzola con crema di frutta senapata, il controfiletto di manzo all’ombra di funghi, le sfogliatine farcite di fonduta e verdura, fatte al forno al momento. Gustiamo anche “il mio lardo”, ovvero il lardo fatto in casa, servito con le castagne cotte nel miele. Tutto quello che arriva in tavola è fatta in casa, e questo vale anche per gli squisiti primi, tra cui assaggiamo la crema di fagioli con i gamberi, i tortelli impastati con la farina di pomodoro e farciti con pistacchi verdi di Bronte, conditi col pesto di pistacchio, e i tradizionalissimi agnolotti fatti a mano al sugo di carne o nel vino all’ovadese. Prendiamo anche dei cannelloni gratinati al forno, con varie farciture: mandorle e trote, verdure di stagione o la fonduta. Annaffiamo queste bontà con dei vini scelti tra le oltre 160 etichette disponibili, in particolare quelle della cantina Forti del Vento, il bianco An Piota e una selezione di tutti i Dolcetti, l’Ottotori Ovada. Proseguiamo con dei secondi da leccarsi i baffi: il cervo in casseruola con pinoli e uvetta, guarnito con pere al forno e polenta, la fricassea di baccalà con zimino di ceci, la noce di vitello al forno con i funghi e il vitello all’uccelletto con i carciofi.
Gustiamo anche degli squisiti formaggi selezionati dell’Alto Monferrato, rarissimi da trovare. La nostra cena si conclude in gran dolcezza grazie alla crema rififi, un semifreddo che il signor Lino imparò a preparare quando lavorava col capocuoco delle Olimpiadi di Roma, nel 1960. Tra i dessert gustiamo anche la mousse di limone di Sicilia con lo sciroppo di fragole, il sorbetto di carote servito col Moscato, e il portafoglio di pasta sfoglia col cioccolato, datteri e fichi secchi, cotti nel Marsala.
Dopo questa cena luculliana siamo certi di tornare qui presto anche durante la bella stagione, di quando saremo di passaggio per il mare.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Ovada.al.it
www.ristorantelavolpina.it
www.fortidelvento.com
Ristorante La Volpina
Strada Volpina, 1 Ovada (AL)
Tel.: 0143/86008

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...