La carrozza che viaggia nella storia: una giornata ad Asti

località: asti
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 20 gennaio 2012
Data fine viaggio: venerdì 20 gennaio 2012

“Via, via, vieni via con me”, canta Paolo Conte, e stavolta abbiamo preso alla lettera le parole della famosa canzone, venendo a visitare Asti, la città natale del grande cantautore.
Conosciuta anticamente come la città delle cento torri, Asti, libero comune nel Medioevo, fu da sempre un importante centro artistico, commerciale e anche bancario, grazie alle cosiddette casane, dei banchi che esercitavano attività di cambio valuta e di prestito su pegno.
Famosa per i suoi vini, tra cui l’Asti spumante, la città è sede ogni anno di un importante concorso enologico, la Douja D’Or. In occasione dell’antichissimo Palio, che si svolge nel mese di Settembre, si rivive invece la tradizione medievale della città.
Iniziamo la nostra passeggiata dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita in tipico mattone rosso in cotto su una precedente basilica, e che al suo interno conserva le opere di importanti pittori e scultori astigiani. Nel 1535 invece, nella Collegiata di San Secondo, ci fu un miracolo eucaristico: allo spezzare dell’ostia consacrata durante la messa, sarebbero stillate delle gocce di sangue nel calice e sulla patena.
Asti ha dato i natali anche a uno dei più importanti intellettuali del Settecento: il poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri, a cui oggi è dedicata una piazza della città. Quando arriviamo al medievale Palazzo Catena, incontriamo una signora che ci racconta una storia misteriosa: in questo palazzo abiterebbe tuttora il fantasma di Iginia d’Asti, protagonista di una tragedia di Silvio Pellico. Se ciò fosse vero, Iginia sarebbe in buona compagnia, perché la leggenda vuole che in centro vaghi anche un altro spirito femminile, quello dell’irrequieta contessa Adelaide, discendente di Arduino d’Ivrea, re d’Italia nel decimo secolo.
Se qui la storia si respira ad ogni angolo, questo vale anche per il ristorante dove ci fermiamo a gustare le specialità del territorio: La Carrozza, a cinque minuti dal centro, nella frazione Serravalle. Entrando ci sembra di essere capitati presso una stazione ferroviaria degli anni ’50. Appena scambiamo quattro chiacchiere con il titolare Gian Luca, che gestisce il ristorante insieme alla sorella Ilaria dal 2008, scopriamo perché: “Il ristorante è ricavato dai locali della stazione ferroviaria di Serravalle d’Asti che era in disuso da vent’anni. Abbiamo mantenuto l’identità originale delle sale, così oggi come allora ci sono la Sala d’aspetto, la Sala ai treni, e anche la Sala in carrozza, creata all’esterno dell’edificio, ricostruendo l’interno di una vecchia carrozza dei primi anni ’50”.
Ci accomodiamo proprio lì, e come dei viaggiatori nella storia di Asti, iniziamo la nostra cena con un ricco antipasto in pieno stile piemontese: la carne cruda di fassone battuta al coltello, il vitello tonnato alla “moda vecchia”, ovvero cotto in forno e condito con la crema tonnata senza la maionese, le code di gambero spadellate al Brandy su riso nero Venere profumato al papavero, il flan di peperoni su crema di acciughe e il tonno di coniglio alla piemontese cotto nel forno, sotto strato di olio e aromi. Continuiamo con i tagliolini fatti in casa al ragù di coniglio, gli gnocchetti fatti a mano girati a forchetta al Blu del Moncenisio e noci, e gli agnolotti gobbi, sempre prodotti dalla casa, al sugo d’arrosto. Alcuni di noi optano invece per il riso Carnaroli mantecato alla vecchia Barbera d’Asti con salsiccia e radicchio e per la polenta con la salsiccia. Dopo questi squisiti primi giungiamo al momento clou della nostra cena, gustando le ottime carni alla griglia della brasserie. Il titolare ci spiega che per le grigliate le carni piemontesi sono troppo asciutte, per questo vengono selezionate, con accuratezza, le migliori carni estere per ogni tipo di preparazione. Decidiamo di assaggiarne più varietà possibili, tra cui la fiorentina alla griglia fatta con costata di scottone irlandese, la costata alla griglia, la tagliata di coppa fresca di iberico spagnolo, oltre alla vacca vecchia della Galizia, una carne di colore rosso intenso, molto gustosa e morbida. Alcuni nostri amici scelgono un’abbondantissima porzione di grigliata mista di carne, la tagliata di scamone bavarese su letto di insalatina e veli di Grana Padano e lo scamoncino di agnello alla griglia. Annaffiamo il tutto con degli ottimi vini della zona, scelti tra le oltre cento etichette disponibili, tra cui anche vini in mezza bottiglia.
Concludiamo questa cena luculliana con i “dolci momenti”: il sorbetto all’ananas, il semifreddo alla nocciola, una delicata crema al rhum e amaretti, un tortino fondente dal cuore caldo, cotto al momento. I più golosi di noi cedono alla tentazione della “tavolozza”, fatta di nove scomparti nel piatto, con quattro assaggi di dolci diversi.
Dopo una giornata così piacevole, chi ci chiederà com’è Asti, risponderemo sempre con Paolo Conte: “It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful: è meravigliosa”.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:

www.comune.Asti.it
www.ristorantelacarrozza.com
Ristorante La Carrozza
Frazione Serravalle, 4 Asti (AT)
Tel.: 0141/294802


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