Lungo il fiume, tra i colori delle ceramiche: Una giornata a Lodi

località: lodi
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 9 marzo 2012
Data fine viaggio: venerdì 9 marzo 2012

Questa volta abbiamo deciso di seguire le orme di Napoleone, “conquistando” una bellissima città d’arte che si trova sulle rive del fiume Adda. Il fascino di questi luoghi era conosciuto già ai Celti Boi, il cui antico villaggio, Laus Pompeia, sorgeva proprio qui. In epoca romana la città era un fiorente borgo commerciale ed agricolo grazie alla sua posizione strategica. La Lodi di oggi fu però fondata dall’imperatore Federico il Barbarossa il 3 Agosto 1158, dopo che nel 1111 Laus Pompeia fu rasa al suolo dai milanesi.
Lodi è anche un po’ la città dei miracoli: il Tempio Civico dell’Incoronata sorge sul luogo dove un tempo c’era un postribolo, con accanto un’immagine della Madonna. A questa immagine sono attribuiti diversi eventi miracolosi a seguito dei quali la popolazione devota decise di erigere il Tempio. Presso la Chiesa di Santa Maria Maddalena si venera invece un Crocifisso miracoloso, ritrovato intatto fra i piloni di un ponte dopo una piena dell’Adda.
Una delle chiese più vaste della Lombardia è il Duomo di Lodi, che iniziarono a costruire lo stesso giorno in cui il Barbarossa ha rifondato la città. Dedicata alla Vergine Assunta, la Basilica domina la suggestiva Piazza della Vittoria e custodisce notevoli opere d’arte, tra cui un polittico di Callisto Piazza.
E’ una splendida incompiuta invece la Chiesa di San Francesco, la cui imponente facciata in cotto non è mai stata completata. Al suo interno sono conservate le spoglie di diversi personaggi illustri, tra cui quelle della poetessa Ada Negri.
Arrivando così ai tempi di Napoleone, giungiamo al bellissimo Ponte sull’Adda, nei pressi del quale si svolse nel 1796 la celebre Battaglia del Ponte di Lodi, in cui il Bonaparte sconfisse gli austriaci. L’importante evento storico è ricordato da una lapide, ma anche da un dipinto di Giuseppe Pietro Bagetti. Attraversando il ponte odierno, costruito nel 1864 sul luogo dell’originale ponte di legno, si apre un suggestivo panorama sull’Adda, che comprende anche le piste ciclabili lungo il fiume.
La produzione artistica lodigiana si estende anche alle famose ceramiche Vecchia Lodi, che oggi si possono ammirare al Museo Civico, oltre che presso la fabbrica Ceramica Artistica Lodigiana di Via San Fereolo, dove si organizzano visite e laboratori sulla ceramica per bambini.
Dopo questo bel giro in città, decidiamo di fermarci per cena presso il Ristorante La Quinta, in Viale Pavia. Accomodandoci ai tavoli dell’elegante locale dall’atmosfera famigliare, ci fa molto piacere il fatto che i bambini che sono con noi vengano accolti con grande gioia. “Noi adoriamo i bimbi, e non ci hanno mai dato fastidio con la loro vivacità, anzi. Sarà anche perché li facciamo divertire, prepariamo per loro la pasta colorata o il riso giallo”, ci racconta Annarita, l’esperta sommelier dell’ormai storico ristorante, gestito dal 1966 dalla sua famiglia. “All’inizio il locale fondato da mio padre Sergio e da mio zio si chiamava “Il Tram” ed era in una villa Liberty. Nel 1982 è nato questo ristorante, e dalla sede originaria in Piazza della Vittoria ci siamo spostati in questa zona, molto comoda per l’autostrada e i parcheggi, nel 1997”, ci spiega Annarita che gestisce il ristorante con grande entusiasmo insieme al fratello Stefano che fa il cuoco, e ai genitori.
Iniziamo la nostra cena all’insegna dei migliori sapori del territorio con il fritto lodigiano, un piatto ideato dal locale, ma che affonda le proprie radici nella tradizione, valorizzando il cosiddetto quinto quarto: rognone, cervella, animella, oltre a rane e lumache. Gustiamo anche una frittatina con la raspadura, mentre gli animi marinari del gruppo assaggiano un coloratissimo crudo di mare. Proseguiamo con il risotto alla quaglia Royal, mantecato al mascarpone, i tortelli di pannerone e Tipico lodigiano con ragù di fegatini, crema di fagioli e lenticchie, e per chi sceglie i sapori marini, le pappardelle all’astice con pomodorini vesuviani. Tutta la pasta viene fatta in casa e il menù cambia ogni due settimane. Continuiamo con un’altra specialità tradizionale, lo storione alla lodigiana, gustando, poi, il piccione Royal in due cotture con crema di cioccolato, more e crostone dei suoi fegatini. Alcuni di noi optano invece per il rognoncino di vitello trifolato con polenta. Annaffiamo queste prelibatezze con degli ottimi vini, scelti tra le circa 400 etichette nazionali a cui si aggiungono un centinaio di distillati, selezionati dalla sommelier Annarita.
Infine, cediamo alla dolce tentazione dei dessert gustando specialità create con il mascarpone, tipico del territorio: il gelato di mascarpone al miele di castagno, la sabbiosa alla crema di mascarpone e uno spettacolare flambé ai frutti di bosco, servito dal carrello.
La prossima volta che torneremo qui, forse ci capiterà anche di partecipare a uno degli aperitivi itineranti curati dal Ristorante La Quinta, presso il vicinissimo Museo d’arte contemporanea Folli Geniali.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Lodi.it
www.calvecchialodi.it
www.laquintalodi.it
Ristorante La Quinta
Viale Pavia, 76 Lodi (LO)
Tel.: 0371/35041

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