Alla foce del Trebbia, tra storia e buona tavola: una giornata a Piacenza

località: piacenza
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 16 marzo 2012
Data fine viaggio: venerdì 16 marzo 2012

Il piacere fatto città: così si presenta Piacenza, a cominciare dal suo nome, che viene, appunto, dal latino Placentia. E’ con quest’ottima premessa che arriviamo qui in una bella giornata di inizio anno, da dedicare a questa città d’arte così vicina a Milano sia geograficamente che culturalmente, anche se appartenente all’Emilia Romagna. Siamo nella Pianura Padana, ma arrivando qui, abbiamo potuto vedere da lontano le prime catene dei Colli Piacentini, che in qualche modo anticipano le alture dell’Appenino Ligure. I primi abitanti di queste terre, popolate sin dall’antichità, furono delle stirpi liguri, cui seguirono gli etruschi e i celti, fino alla fondazione della città da parte dei romani, avvenuta nel 218 a.C.
Piacenza sorge sulla riva destra del Po, e il fiume, oltre ad aver avuto nella storia una grande importanza dal punto di vista logistico, economico e difensivo, per i piacentini rappresenta anche un legame emotivo con la propria città. Nel “Mondo Piccolo. Don Camillo”, Giovannino Guareschi dice, con fantasia campanilistica, che “il Po, l’unico fiume rispettabile che esista in Italia, comincia a Piacenza”. E aggiunge: “Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume, non significa niente”.
Piacenza viene spesso definita la Città dei Palazzi, grazie alla presenza di numerose dimore aristocratiche e borghesi, tra cui “il Gotico”, il palazzo dove ha sede il Comune. Piacenza è una città molto vivibile, piena di giardini, oltre a una lunga serie di monumenti che testimoniano l’epoca del Ducato di Parma e Piacenza. Abbiamo iniziato il nostro giro dal Duomo per proseguire con la visita alla Basilica di Sant’Antonino, il patrono. In questa chiesa romanica, voluta da San Vittore, il primo vescovo di Piacenza, si riunirono nel 1183 i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa per firmare i preliminari della pace di Costanza. La Basilica conserva al suo interno le reliquie del martire cristiano Antonino, oltre alle cinque tele del De Longe, raffiguranti le scene della vita del Santo.
Piacenza ha dato i natali a numerosi personaggi dell’arte e della cultura, dal politico e scrittore Melchiorre Gioia fino a Giorgio Armani e i calciatori Simone e Filippo Inzaghi. A proposito di eleganza, bellezza e miti dello sport, abbiamo colto l’occasione per visitare il Museo della Vespa e dello Scooter, una miniera d’oro per gli appassionati del genere. Certo non abbiamo nemmeno trascurato i musei più importanti della città, come quelli dell’imponente Palazzo Farnese, che ripercorrono la storia dell’arte a partire dal Medioevo, e il Museo di Storia Naturale, che contiene anche un interessante erbario ottocentesco e una collezione ornitologica.
A proposito di natura, dopo questo bel giro in centro, ci spostiamo nella frazione Borgotrebbia, ricca di storia e di opportunità di relax. Qui, nel quartiere Camposanto Vecchio, a ridosso della foce del Trebbia, sorge la settecentesca Chiesa della Beata Vergine del Suffragio, recentemente ristrutturata e riaperta ai fedeli. Nota anche come la chiesa degli appestati, visto che qui vennero collocate le ossa delle vittime della pestilenza del 1630, l’edificio religioso fu per molto tempo avvolto da un’aria cupa anche a seguito di atti di vandalismo che avevano portato alla sua sconsacrazione. Oggi, grazie all’impegno del parroco Don Pietro Cesena e al supporto dell’ordine dei cavalieri templari, la chiesa è tornata ad essere un meraviglioso luogo di preghiera e di raccoglimento.
Proprio accanto alla chiesa si trova il Ristorante La Casa del Fiume, gestito dall’Aprile 2011 con grande entusiasmo da Alessandra e Paolo. Ci accomodiamo nella luminosa sala mettendoci subito a leggere e a decifrare i proverbi piacentini dialettali che decorano le pareti. Calandoci così nelle tradizioni del luogo, siamo pronti per gustare una cena all’insegna dei sapori del territorio.
Iniziamo con i salumi misti piacentini tra cui la pancetta, la mariola, la coppa e il salame. Proseguiamo con i tortelli piacentini con ricotta e spinaci, gli anolini in brodo e i tipicissimi pisarèi e fasò. Accompagniamo queste prelibatezze con degli ottimi vini dei Colli Piacentini quali il Gutturnio, il Barbera e l’Ortrugo, oltre a una piccola selezione di altri vini regionali. Nella scelta dei secondi piatti spaziamo tra lo stracotto di cavallo con la polenta, il bollito misto e delle tagliate e fiorentine alla griglia. Per concludere in gran dolcezza, scegliamo una buonissima crostata di castagne con pere e cioccolato, la zuppa inglese e il cuore morbido di cioccolato.
A pochi passi dal ristorante c’è anche un simpatico parco giochi immerso nel verde: quando torneremo da queste parti durante la bella stagione, potremo passare un bel pomeriggio tra passeggiate lungo il fiume, facendo divertire anche i bambini.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Piacenza.it
www.lacasadelfiume.com
Ristorante La Casa del Fiume
Strada Aguzzafame, 75 Piacenza (PC)
Tel.: 0523/498237

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