In villeggiatura sulla Via del Sale: una giornata a Casella

località: casella
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 28 aprile 2012
Data fine viaggio: sabato 28 aprile 2012

Un colorato trenino passa attraverso le valli immerse nel verde scuro delle selvagge alture degli Appennini liguri. Partito dal centro di Genova, in un’oretta di percorso panoramicissimo che raggiunge addirittura i 458 metri di altezza arriva a Casella, la destinazione ideale di una bella giornata fuori porta da passare tra natura, arte e buona tavola. Dove dal 1929 passa il Trenino di Casella, molti secoli fa si transitava a piedi o sui muli: il percorso era la Via del Sale, antico collegamento commerciale tra le coste liguri e la Pianura Padana.
E’ dall’Ottocento che questo paese vive un continuo sviluppo turistico, come dimostrano anche diversi bei palazzi con decorazioni in stile Liberty, che erano le dimore delle famiglie borghesi che da Genova venivano qui in villeggiatura e che chiamavano Casella “la piccola Svizzera”. Oggi questo paese-gioiello è la meta ideale per una gita delle famiglie con bambini, ma anche di tutti gli amanti del trekking e dell’escursionismo. Nell’ampissima area verde attrezzata si possono fare dei pic nic, mentre la piscina all’aperto del Palazzetto dello Sport offre refrigerio durante l’estate.
La prima famiglia che venne qui in vacanza fu quella dei Fieschi, importante dinastia feudale il cui dominio su Casella e su molti centri della Valle Scrivia durò per circa cinque secoli. Risale al Seicento Palazzo Fieschi, situato nel centro del paese. Dotato di una corte interna e di una massiccia torre d’avvistamento, storicamente il palazzo aveva funzioni amministrative, ma fu anche la residenza estiva dei Fieschi.
Visitiamo anche gli edifici religiosi del paese: la Chiesa di Santo Stefano, costruita tra il 1718 e il 1722 sulle fondamenta di una pieve medievale. Al suo interno sono conservate diverse preziose opere d’arte tra cui una Visitazione di Giovanni Andrea De Ferrari. Poco distante sorge l’Oratorio di Sant’Antonio Abate, inaugurato nel 1556. In questo edificio si producevano gli stampi per le focacce recanti l’effigie di Sant’Antonio, prodotte e vendute ancora oggi il 17 gennaio di ogni anno, durante la ricorrenza del Santo.
Come i viandanti di un tempo, anche noi decidiamo di fermarci per cena qui in pieno centro, a due passi dall’Oratorio e da Palazzo Fieschi, presso l’Antica Trattoria della Posta, in Via De Negri. Si tratta di un’enoteca con cucina, creata all’interno di uno storico locale. Entrando ci troviamo subito circondati da mille bontà: sugli scaffali sono esposti innumerevoli prodotti di gastronomia provenienti dal territorio, biologici, o del mercato equo solidale che vengono utilizzati in cucina, ma che si possono anche acquistare, così come i vini. “Utilizziamo, per quanto possibile, prodotti a chilometro zero, per questo lavoriamo con agricoltori e allevatori delle zone limitrofe”, ci sipega la signora Daniela Bagnasco, che gestisce con grande passione il locale insieme al cognato Fabrizio Montalto. “Il nostro menù cambia quasi giornalmente e segue il ritmo delle stagioni. Inoltre, tutti i piatti vengono preparati al momento”, ci spiega la titolare mentre prendiamo l’aperitivo: le frittelle calde con del Durello veneto dei Colli Lessini, e dell’Ochin de Mà della Valpolcevera, un vino il cui nome significa “oca di mare”, ovvero gabbiano.
Accomodandoci nella bella sala che ospita sempre una mostra temporanea, iniziamo la nostra cena con una selezione di ottimi salumi locali, serviti con la focaccia di patate calda. Li accompagniamo con un buon Marzemino del Trentino. Gustiamo anche la panissa fritta con acciughe e pignoletti, e delle verdure ripiene, oltre a una torta di riso, con della Bianchetta genovese. La carta dei vini propone oltre 250 etichette, raggruppate per produttore, ed è frutto di una lunga ed appassionata ricerca dei titolari. Continuiamo con il raviolo ripieno di pesto e ricotta e condito con una salsa di pinoli. Alcuni di noi prendono gli gnocchi di castagna conditi col formaggio Montebore, e assaggiamo anche le trenette al pesto, il pansotto con la salsa di noci e un risotto con gli asparagi, annaffiando tutto con del Pecorino d’Abruzzo. I bambini hanno un menù dedicato e possono giocare in uno spazio a loro riservato nella sala. Tra i secondi, tutti preparati con carne piemontese o di produttori della zona, scegliamo lo stracotto al Barbera servito con la polenta, i bocconcini di tacchino con lo speck, e il filetto al Friulano. Chi ha voglia di pesce, assaggia dei filetti di salmone fresco agli agrumi. Ai secondi abbiniamo del Barbera e del Friulano. Concludiamo in dolcezza con i biscotti della casa all’arancio, alle mandorle e alle noci, la crostata, il latte dolce, che è una sorta di budino e col gelato artigianale servito con i lamponi caldi. Ad accompagnare i dessert, un fantastico Moscato passito sardo, il Lajcheddu.
Dopo questa bella giornata siamo certi di tornare qui presto, magari in occasione di una delle prossime presentazioni di libri o incontri culturali organizzati dall’Antica Trattoria della Posta.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Casella.ge.it
www.anticatrattoriadellaposta.it
Antica Trattoria della Posta
Via Pietro De Negri, 10 Casella (GE)
Tel.: 010/9675202

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...