Tra mare e ceramiche, dove l'arte si gusta anche a tavola: una giornata ad Albissola Marina

località: albissola marina
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 20 luglio 2012
Data fine viaggio: venerdì 20 luglio 2012

Passeggiare su un mosaico lungo un chilometro, realizzato da artisti come Lucio Fontana, Roberto Crippa, Giuseppe Capogrossi, Aligi Sassu, il tutto sotto una fittissima fila di allegre palme dietro le quali s’intravede l’azzurro cristallino del mare: per vivere questa favolosa esperienza basta recarsi ad Albissola Marina. Il Lungomare degli Artisti, realizzato nel 1963, è tra i simboli della città, nota da secoli nel mondo per le sue ceramiche, la cui produzione era inziata a partire dal 1122.
Addentrandoci nel centro storico, scopriamo uno dei borghi più caratteristici della Riviera, con caruggi che si snodano in un caleidoscopio di vivaci colori liguri, conservando intatte le antiche atmosfere medievali. S’incontrano botteghe e laboratori di ceramisti un po’ ovunque e al loro interno si ammira un’infinità di oggetti realizzati a mano, spesso nei colori blu e bianco, a ricordare lo splendore del mare.
Prima di noi, ad Albissola erano giunti molti viaggiatori illustri, di cui ci “parla” addirittura un coccodrillo: quello realizzato da Lucio Fontana per la storica Giuseppe Mazzotti Manifattura Ceramiche. Il rettile d’arte di grandezza naturale è oggi esposto nel Giardino Museo della Manifattura, come simbolo dell’epoca in cui molti futuristi, tra cui lo stesso Filippo Tommaso Marinetti, visitavano spesso Albissola Marina per realizzare delle opere in ceramica.
Ad Albissola Marina c’è anche un pezzo di Novara: la Villa Faraggiana, oggi sede di mostre d’arte, edificata nel Settecento come dimora della famiglia dei Durazzo, lasciato poi al Comune di Novara dall’ultimo proprietario Alessandro Faraggiana.
Durante la nostra passeggiata visitiamo anche la cinquecentesca Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Concordia, ammirando, oltre alla sua facciata barocca, realizzata nel Novecento, e l’ampio sagrato a strisce bianche e nere in puro stile ligure, anche diverse pregiate opere d’arte collocate al suo interno. Si affaccia sulla stessa suggestiva piazza l’Oratorio di San Giuseppe, costruito nel Seicento.
E’ proprio a due passi dalla chiesa che decidiamo di fermarci per cena, presso l’Osteria del Varadrillo, un luogo dove i piaceri del palato sono abbinati alle emozioni artistiche. Entrando, ammiriamo un’esposizione di arte contemporanea, che continua anche a tavola grazie alla mostra di Franca Franchi, artista che frantuma specchi e cristalli per ricomporli in splendide opere che trasmettono armonia e solarità, emozioni visive che “scalderanno” perfino le nostre pietanze grazie ai meravigliosi sottopiatti dell’artista.
Ma ecco che si riaffaccia anche il coccodrillo, e stavolta l’artista è Roberto Giannotti, che ha realizzato il bassorilievo dedicato al Varadrillo. “Questa figura fumettistica, forse l’alter ego di mio fratello Mauro, lo chef, potrebbe essere l’incrocio tra un varano e un coccodrillo. Ma il quadro rivela che si tratta di un mandrillo di Varazze dalla vita avventurosa”, ci racconta il Signor Sergio, titolare del ristorante insieme al fratello.
L’arte resta presente anche quando iniziamo ad assaggiare le prime pietanze: una tavolozza di pesce crudo e la trilogia di sformatini di verdure con le vellutate. Continuiamo con il meraviglioso cappon magro, piatto per eccellenza della cucina ligure, che qui possono gustare anche i nostri amici vegetariani, celiaci e vegani. Per loro, ecco servito il cappon magro con millefoglie di verdure e tofu, con una salsa alle alghe accompagnato da riso basmati a vapore.
Alcuni di noi scelgono i ricchi menù degustazione, mare o terra, entrambi comprendenti tre piatti a portata, a 25-30 euro. Le paste fresche e ripiene sono tutte fatte in casa, e i primi, come anche tutto il resto, abbinano tradizione e fantasia, col risultato di piatti deliziosi e unici, che non potremmo trovare altrove. Gustiamo tra l’altro i mandilli de sa-ea al pesto con fagiolini e patate, i ravioli neri al baccalà con pomodoro e basilico, e i cappellacci di zucca all’amaretto di Sassello.
Proseguiamo con alcune pietanze che sono presidio Slow food, come il Boccone del Barone e “le Petit Chateaubriant”, ma non resistiamo nemmeno al baccalà al forno al latte, su letto di vellutata di ceci, che si potrebbe definire un antagonista del baccalà alla vicentina. Alcuni di noi optano per la grande zuppa di pesce, un vero spettacolo, ma fa proseliti anche il fritto misto, particolarmente leggero e fragrante, preparato con farina di riso e con l’utilizzo di olio ad alta temperatura.
La nostra cena si conclude in gran dolcezza, grazie agli sfiziosi dessert, tutti fatti in casa, tra cui assaggiamo un delizioso semifreddo al Chinotto, lo zabaione col passito, oltre alla bouguignonne di frutta fresca da affogare nel cioccolato fondente fuso.
Torneremo presto ad Albissola Marina dove l’arte è anche sinonimo di ospitalità: presso il Varadrillo anche i bambini sono coccolatissimi, e perfino i cagnolini presenti hanno passato una piacevole serata con noi, come in famiglia.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.albissolamarina.sv.it
www.varadrillo.com
Osteria del Varadrillo
Piazza della Concordia, 2 Albissola Marina (SV)
Tel.: 019/4002451

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