Profumo di tartufo e squisite tradizioni: una giornata ad Alba

località: alba
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 8 settembre 2012
Data fine viaggio: sabato 8 settembre 2012

Si arriva ad Alba attraversando un meraviglioso paesaggio collinare, immerso tra i vigneti delle Langhe e del Roero, e costellato da piccoli borghi e castelli che sembrano usciti da una fiaba.
Passando di qui migliaia di anni fa, avremmo visto le capanne rotonde dei liguri stazielli che si occupavano di caccia, di agricoltura e creavano oggetti in ceramica.
Per le strade di Alba ci si immerge nelle suggestive atmosfere medievali del centro storico, famoso per le sue cento torri, costruite tra il XIV e il XV secolo, e utilizzate, durante le lotte tra guelfi e ghibellini, anche come carceri. Le mura poligonali intorno alla città vennero edificate in epoca romana, per essere poi rinforzate nel Medioevo. Ma non sono solo le mura ad avere origini romane: anche la viticoltura, che, oltre ai mitici tartufi, rende Alba un paradiso del turismo enogastronomico, era un’attività fiorente ed evoluta già ai tempi di Alba Pompeia.
Durante il nostro giretto in centro ammiriamo molte stupende chiese, tra cui l’imponente Duomo, dotato di un’altissima torre campanaria.
Ad Alba iniziarono presto a fiorire le attività culturali ed artistiche. Nel Settecento era di grande prestigio l’Accademia filarmonico-letteraria, creata dal canonico Odella. A proposito di letteratura, è nato qui lo scrittore e partigiano Beppe Fenoglio, che ha raccontato la storia della prima repubblica partigiana costituitasi ad Alba nel 1944.
E’ nei primi decenni del Novecento che la città iniziava a diventare la meta di molti turisti in cerca di sapori autentici e attratti qui dal “Mozart dei funghi”, come aveva definito il tartufo Gioacchino Rossini. Sin dal 1929 nel mese di Ottobre si svolgono la Fiera del Tartufo Bianco e il Baccanale del Tartufo, una coloratissima e golosa rievocazione storica. Ma non è tutto: per chi arriva ad Alba la prima domenica di Ottobre, può assistere al divertentissimo Palio degli Asini e alla Giostra delle Cento Torri.
Dopo questo pomeriggio di passeggiata nelle tradizioni di Alba, decidiamo di fare un giro anche tra le frazioni della città: scopriamo così diversi pittoreschi borghi circondati da interminabili vigneti e collegati tra loro da strade tortuose e panoramicissime. Quando arriviamo nella frazione San Rocco Seno d’Elvio, qualcuno di noi dice di ricordarsi di aver letto di questa zona nei romanzi di Fenoglio, così, attirati anche dall’insegna di una bella osteria, decidiamo di fermarci. Pare che la memoria letteraria del nostro amico non l’abbia tradito, perché quando ci accomodiamo ai tavoli dell’Osteria Italia, il titolare, il signor Renato, che gestisce il locale insieme alla moglie Marina da sei anni, ci racconta che l’Osteria è tra i più antichi di Alba e viene menzionata perfino in qualcuno dei romanzi di Fenoglio. Non saremmo davvero potuti capitare in un luogo più adatto per assaporare la vera cucina piemontese che boccone dopo boccone svela con semplicità e gusto la passione e la fantasia di secoli di tradizione.
Iniziamo con la squisita carne di fassona battuta al coltello, il vitello tonnato e la lingua alla salsa verde. Il ricco antipasto comprende anche le fondute col tartufo e la finanziera. Proseguiamo con dei buonissimi primi, che si fanno apprezzare anche per la freschezza della pasta, sempre rigorosamente fatta in casa. Il nostro gruppo assaggia un po’ tutto: i tagliolini, gli gnocchi di patate, i tipici ravioli al plin, la gustosa pasta e fagioli, ma anche i risotti fanno proseliti. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini del territorio, selezionati tra innumerevoli etichette della zona, tra cui il Barbaresco, il Barbera, il Dolcetto e il Nebbiolo. Passando ai secondi, ci abbandoniamo al piacere di gustare dei piatti di carne preparati come Dio comanda, tra cui il guanciale al Barbaresco, il coniglio, il capretto e l’arrosto di vitello.
La nostra cena in Langa si conclude in gran dolcezza grazie ai dessert fatti in casa tra cui il torrone morbido col gianduia, il tiramisù, il tradizionale bunet e le le crostate.
Le immagini e i sapori di questo meraviglioso territorio sono ora impressi nella nostra memoria e ci faranno senz’altro tornare qui presto, anche dopo che sia passata la stagione dei tartufi.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Alba.cn.it
www.osteriaitalia.it
Osteria Italia
Fraz. San Rocco Seno d’Elvio, 6
Tel.: 0173/286942

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