Viaggio stellare nei veri sapori della cucina piemontese: una giornata a Savigliano

località: savigliano
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 5 ottobre 2012
Data fine viaggio: venerdì 5 ottobre 2012

Una delle cose più affascinanti della pianura è che la visione del cielo stellato non è ostacolata dalle colline, così lo sguardo curioso può spaziare liberamente tra i corpi celesti. Deve averlo apprezzato sin da piccolo anche Giovanni Schiaparelli, nato nel 1835 a Savigliano, e diventato uno dei più celebri astronomi della sua epoca. Il suo fu un viaggio mentale dalla città cuneese nota col nome Salvianum già in epoca romana, fino a Marte, a cui lo scienziato dedicò importanti studi e osservazioni al telescopio, oltre a dei libri in cui descriveva la sua superficie ipotizzando anche l’esistenza di acqua, quindi di vita sul pianeta rosso. Ma la storia “stellare” di Savigliano continua tutt’oggi: infatti, la città vanta perfino un asteroide, chiamato “216345 Savigliano”, scoperto nel 2007 dall’astronomo saviglianese Michele Mazzuccato insieme a Luciano Tesi.
Il nostro viaggio nella città che ha dato i natali anche al patriota Santorre di Santa Rosa prosegue con i piedi per terra, attraversando strade e piazze costellate da splendidi palazzi tardo-manieristi e barocchi, nonché da bellissime chiese. Dopo secoli di contese con il Marchesato di Saluzzo e superati diversi periodi di dominazione francese, nei secoli XVI e XVII Savigliano fu capoluogo di provincia e il fermento artistico dell’epoca portò alla nascita di una scuola saviglianese di pittura, che annovera tra i suoi esponenti artisti come Molineri, Claret e Carello. Tra le prime mete della nostra passeggiata vi è infatti il Museo Civico Antonino Olmo, situato nell’antico ex convento di San Francesco, dove scopriamo anche la Gipsoteca dedicata allo scultore torinese dell’Ottocento Davide Calandra, la cui famiglia aveva origini cuneesi.
Durante la nostra passeggiata visitiamo anche diversi stupendi edifici religiosi tra cui il complesso San Giovanni Battista, composto da un’antica chiesa risalente all’anno Mille e dalla chiesa nuova, del 1922. Le due chiese più antiche della città sono invece la parrocchiale di San Pietro, fondata sulle rovine di un tempio dedicato alla dea Diana probabilmente nel 585, e la Chiesa di Santa Maria della Pieve, forse originaria del V secolo. Nel 1403 questa chiesa ospitò una lastra di pregevole fattura, ritenuta dispensatrice di guarigioni miracolose, che oggi si trova nel Museo Civico.
Savigliano è nota anche per il suo legame con il mondo dei treni: è sede di uno dei maggiori stabilimenti italiani per la costruzione di veicoli ferroviari, ma anche del Museo Ferroviario Piemontese all’interno del quale ammiriamo una serie di locomotive e carrozze d’epoca. Ma dai treni ai cavalli il passo è breve: decidiamo di fermarci per cena presso il Ristorante El Brandè, in Via Saluzzo, che scopriamo essere uno dei locali più antichi della zona, un’ex stazione di posta. “Un tempo qui c’era un’osteria, gestita da mia nonna, e al posto delle auto e dei camion erano le carrozze trainate dai cavalli a fermarsi a bordo strada. Dove oggi scorre il traffico, ai tempi si stava seduti accanto a dei tavoli verdi”, ci racconta il signor Michele Boretto, il titolare che gestisce il ristorante dal 1980 con la sua compagna Emma Segala.
Iniziamo con un antipasto rustico che comprende del pecorino alle erbe aromatiche, delle bruschette di pane dell’Alvà con del lardo, del culatello e dei salami della zona. “Il pane dell’Alvà, che in piemontese vuol dire “alzato, cresciuto”, è preparato come facevano i vecchi fornai saviglianesi, col metodo della lievitazione naturale, che può durare anche 24 ore, derivante dalla fermentazione dell’acqua e della farina senza aggiunte”, ci spiega il signor Michele. Assaggiamo anche l’anguilla marinata fatta in casa, il salmone affumicato e il carpaccio di pesce spada. Una parte del nostro gruppo opta per gli antipasti caldi, gustando un saporito soufflè di verdure con salsa di Castelmagno, un filettino di fassone alla griglia con la salsa “Santarosa”, e degli squisiti tomini alla griglia. Dopo questo ricco antipasto proseguiamo con una spettacolare grigliata mista di galletto, quaglia, tagliata di vitello, costine di maiale, agnello e salsiccia. Alcuni nostri amici scelgono il Chateaubriand per due persone, ma fanno proseliti anche il galletto alla griglia, le costine di maiale e le costate di vitello piemontese. Ha grande successo anche il menù degustazione “Madama”, che dopo la carne cruda di fassone battuta al coltello e servita con delle bruschette, prevede la “Madama la Piemonteisa”, una costata di vitella piemontese con salsa Santarosa, piatto antico, preparato secondo una ricetta del ‘700.
La nostra giornata si conclude in gran dolcezza grazie agli sfiziosi dessert fatti in casa come il salame di cioccolato con biscotti secchi e nocciole, la crema catalana, il sorbetto al Barolo chinato e la frutta flambè, ovvero della frutta di stagione grigliata e fiammeggiata con liquore all’arancia: spettacolare come tutta la giornata saviglianese che siamo certi di ripetere presto.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Savigliano.cn.it
www.ristoranteelbrande.it
Ristorante El Brandè
Via Saluzzo, 101 Savigliano (CN)
Tel.: 0172/31116

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