Una giornata in Langa tra arte, funghi e carne fumante: gita a Bra

località: bra
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 19 ottobre 2012
Data fine viaggio: venerdì 19 ottobre 2012

Si percorre una panoramicissima strada che curva dopo curva costeggia interminabili vigneti i cui riflessi autunnali colorano d’oro la Langa: si arriva così nel cuore del barocco piemontese, splendidamente rappresentato dai palazzi e dalle chiese braidesi.
I primi “viaggiatori” che lasciarono le loro tracce in questa zona erano delle tribù dell’era neolitica, ma furono poi gli antichi romani a trovare talmente irresistibile la valle del Tanaro da costruirci, nel II secolo a.C. la città di Pollentia, l’odierna frazione Pollenzo. Iniziamo la scoperta di questa bella città proprio dal Castello di Pollenzo, costruito nel 1386. Oggi la struttura fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e presso di essa ha sede l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, nata da un’idea di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.
Girando nel centro storico di Bra, città dal 1760, si aprono un po’ ovunque dei suggestivi scorci carichi di arte e passo dopo passo ci si addentra in uno dei periodi più floridi dell’arte braidese, il Settecento. Fu infatti proprio in quegli anni che la città si arricchì delle opere architettoniche di Bernardo Antonio Vittone, che realizzò sia la Chiesa di Santa Chiara che la tondeggiante facciata del Palazzo Municipale. Nella Piazza dei Caduti per la Libertà si trova la statua di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, sacerdote nato a Bra nel 1786, che fondò la Piccola Casa della Divina Provvidenza, un istituto di carità con sede a Torino. Poco distante ammiriamo la Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea, disegnata dal Bernini.
Questo quartiere, detto “della Rocca”, è il più antico della città, e in pochi passi si raggiungono altri monumenti storici come Palazzo Traversa, oggi sede del Museo Civico di Storia, arte e archeologia, oppure il porticato dell’Ala e la Chiesa dei Battuti Bianchi.
Percorriamo diverse caratteristiche stradine del centro fino ad arrivare alla Chiesa di San Giovanni Battista, la parrocchiale più antica di Bra. Passeggiando notiamo sul Monteguglielmo il simbolo di Bra: la Zizzola, dalla pianta ottagonale e sormontata da una torretta, eretta nel 1840. La Zizzola si raggiunge a piedi con una sana camminata che ripaga della fatica anche grazie all’ampia veduta sulla città.
Tornati giù, visitiamo un altro bellissimo luogo sacro, il Santuario della Madonna dei Fiori, eretto nel 1626 sul luogo dell’apparizione della Madonna avvenuta nel 1336.
Tra le irresistibili attrattive di Bra spicca anche la sua cucina, così decidiamo di cedere ai piaceri del palato accomodandoci presso i tavoli dell’Osteria del Chiosco, in piazza Roma. Annessi alla sala del ristorante ci sono la gelateria e il bar e nella bella stagione ci si può sedere anche fuori, nell’ampio giardino. “Questo locale era nato come gelateria, ed è stato mio figlio Mattia, cuoco, a voler creare l’osteria che ormai è un punto di riferimento in città per chi ama la cucina tipica, i piatti di carne e i funghi”, ci racconta il signor Bruno Scavino, sommelier, che gestisce il ristorante insieme alla moglie Maria Farinetti che prepara le colazioni e aiuta in cucina, al figlio chef e al fratello Paolo che si occupa del bar. Siamo in piena stagione di funghi, ed ecco a darci il benvenuto un bel piatto ricolmo di splendidi porcini esposti sul banco.
Iniziamo con il vitello tonnato e la squisita battuta di fassone e gustiamo anche dell’insalatina langarola e del cotechino con la fonduta. Dopo questo ricco antipasto piemontese, proseguiamo con i tipici tajarin al ragù di salsiccia di Bra, con gli agnolotti al plin con la salvia e con diversi primi a base di funghi porcini. Nella scelta dei vini ci consiglia il signor Bruno, grande esperto in materia. Tra le centinaia di etichette selezionate, assaggiamo degli ottimi Dolcetti di Langa e di Roero, delle Barbere d’Asti e di Alba, oltre a qualche bicchiere di Barolo, Barbaresco e Nebbiolo, e a fine pasto, delle buonissime grappe piemontesi.
E’ quando entrano in scena le carni che lo spettacolo culinario raggiunge il suo momento clou: i tagli di fassone piemontese a chilometro zero vengono serviti su delle pietre ollari scaldate a 250 gradi di temperatura, così la loro cottura termina a tavola, e siamo noi commensali a poter decidere fino a che punto cuocere le morbidissime costate, lo scamone e i pezzi di salsiccia di Bra. Gustiamo anche un abbondante piatto di funghi fritti e per concludere in gran dolcezza, assaggiamo diversi sorbetti della casa, al gusto di limone, di mela verde e ai frutti di bosco, oltre agli sfiziosi semifreddi al torrone con crema di cioccolato, il bunet e il tiramisù. Alcuni di noi non resistono invece alla tentazione dei gelati alle creme.
Dopo questa bellissima giornata che ci ha incantato dal punto di vista artistico e ci ha deliziato il palato, siamo certi di tornare presto, anche per gustare qualche piatto al tartufo e per partecipare a qualcuna delle serate a tema del venerdì.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www. comune.Bra.cn.it
Osteria del Chiosco
Piazza Roma, 35 Bra (CN)
Tel.: 0172/412181

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