Sulle orme del Re Sole, tra mistero, arte e buona tavola: una giornata a Pinerolo

località: pinerolo
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 12 gennaio 2013
Data fine viaggio: sabato 12 gennaio 2013

Per lo scrittore e pedagogo ligure Edmondo de Amicis, Pinerolo era la città più bella del Piemonte. Ad affascinarlo era la sua posizione all’imboccatura di due bellissime valli ai piedi delle Alpi Cozie, davanti a una vasta pianura dal cui verde rigoglioso spuntavano dei bianchi villaggi. Le bellezze naturalistiche del luogo avevano colpito già le popolazioni latino-barbare che l’abitarono molti secoli fa: infatti, il toponimo Pinarolius, da cui viene Pinerolo, risale all’anno Mille e fa chiarmente riferimento ai pini.
Bastano poco più di trenta chilometri da Torino sulla strada del Sestriere per trovarci immersi in queste autentiche atmosfere piemontesi, in cui al fascino del paesaggio si aggiunge quello misterioso della storia, ed è subito come essere dentro un romanzo di Alexandre Dumas.
La prima meta che raggiungiamo in città è il suo nucleo più antico, che sorge sulle pendici della collina di San Maurizio, dominata dai resti della Cittadella. Qui visitiamo la Basilica di San Maurizio, ricordata già nel 1078 e dotata di un campanile tardo romanico del 1336. Al suo interno ammiriamo diversi affreschi quattrocenteschi, oltre a un dipinto del 1743, l’Ascensione di Gesù.
E’ ambientata appena pochi decenni prima la storia più misteriosa di Pinerolo, che ispirò sia Voltaire che Alexandre Dumas senior: si tratta della leggenda della Maschera di Ferro, a cui ogni anno alla fine di Ottobre viene dedicata una rievocazione storica.
Verso la fine del Seicento ci fu nella Cittadella di Pinerolo un prigioniero molto particolare di cui non è mai stata accertata l’identità. Lo strano personaggio godeva di un trattamento speciale, aveva del cibo buono e dei vestiti di qualità, ma non poteva parlare con nessuno e doveva sempre portare sul volto una maschera di velluto nero, con bordi metallici: da qui il nome Maschera di Ferro. Una delle ipotesi possibili riguardo alla sua identità è quella accreditata nel romanzo di Dumas, “Il visconte di Bragelonne”: l’uomo con la Maschera di Ferro, che nel 1698 fu trasferito nella Bastiglia, potrebbe essere stato il fratello gemello di Luigi XIV. Secondo altri si trattava invece del padre naturale del re. Comunque fossero andate le cose, il Re Sole, quando, nel 1696 Pinerolo fu riconquistata dai Savoia, prima di andarsene, fece saltare la cittadella e il castello lasciando questo capitolo della storia avvolto nel mistero.
Passeggiando per le vie di Pinerolo può capitare anche di sentirsi su un set cinematografico: sono stati diversi i film ad aver citato questa città, tra cui “Cavalleria” con Anna Magnani nel 1936, “Fantozzi contro tutti” e “I nuovi mostri” con Alberto Sordi che si presenta a dei militari come sottotenente di cavalleria di Pinerolo.
Girando in centro ammiriamo diversi altri splendidi edifici religiosi tra cui il Santuario della Madonna delle Grazie, che risale al 1584 e il Duomo, dedicato a San Donato e ricordato già nel lontano 1044. Il suo campanile quattrocentesco, rimasto incompiuto, nel medioevo era una torre civica. Visitiamo anche la barocca Chiesa di Santa Croce, e diversi dei tanti musei, tra cui il Museo d’Arte Preistorica, la Collezione Civica d’Arte e il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria.
Dopo questa lunga passeggiata tra le bellezze pinerolesi, ci fa molto piacere coronare la giornata con una succulenta cena presso il Ristorante Filodendro, in Stradale Orbassano, situato nell’edificio dell’Hotel Cavalieri.
Ci accomodiamo nella vastissima sala interrata, ristrutturata con grande cura e arredata con eleganza: caratteristiche che non sfuggono a una nostra amica alla ricerca della location dove organizzare il battesimo del suo bimbo. Scambiando quattro chiacchiere con la titolare, la signora Liliana, scopriamo che potremo gustare non solo delle specialità del Nord, ma anche una serie di autentici piatti napoletani, a cominciare dalla pizza. “Uno dei nostri punti di forza è la tipica pizza napoletana con i bordi alti e farcita con prodotti di provenienza campana”, ci spiega. Una parte del nostro gruppo sceglie, infatti, senza esitare le fantastiche pizze napoletane, mentre gli altri si dedicano alle specialità del ristorante.
Iniziamo con lo gnocco fritto con prosciutto crudo e tris di formaggi freschi, oltre a una squisita insalata di mare tiepida e la pepata di cozze. Tra i primi piatti non resistiamo agli spaghetti allo scoglio e agli spaghetti alle vongole veraci, ma assaggiamo anche con grande piacere le tagliatelle paglia e fieno. Proseguiamo con dei secondi cucinati ad arte, tra cui una squisita grigliata di pesce e, per i “carnivori” del gruppo, l’ottima tagliata argentina.
Dopo questa bella giornata siamo certi di tornare qui appena possibile, e pensiamo che se il misterioso personaggio storico dal volto sconosciuto avesse potuto gustare una cena buona così, si sarebbe senz’altro tolto la maschera di ferro per ringraziare sorridendo.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Pinerolo.to.it
www.ristorantepizzeriafilodendro.it
Ristorante Pizzeria Filodendro
Strada Orbassano, 23 Pinerolo (TO)
Tel.: 0121/378141

Le fotografie della città sono opera di Iron Bishop, ad eccezione delle seguenti: Veduta di Pinerolo (di Francofranco56, dominio pubblico), panorama della città e veduta del centro, tratti dal sito del Comune. Le foto di Iron Bishop provengono da Wikimedia Commons e sono pubblicate ai sensi della licenzaCreative Commons – “Attribuzione Condividi allo stesso modo 3.0 Unported”.

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