Nella città di Stradivari e di Mina, tra musica, arte e buona tavola: una giornata a Cremona

località: cremona
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 18 gennaio 2013
Data fine viaggio: venerdì 18 gennaio 2013

Una passeggiata nel centro storico dove dalle botteghe dei liutai ogni tanto risuona la voce degli strumenti appena costruiti: se fossimo arrivati qui verso la fine del Seicento o nei primi decenni del Settecento, avremmo potuto vedere all’opera il più celebre maestro liutaio del mondo, Antonio Stradivari, nato a Cremona nel 1644. Il suono meraviglioso e inconfondibile dei violini di Stradivari è tuttora oggetto di ricerca scientifica: il segreto della qualità sonora da essi prodotta potrebbe celarsi nella densità del legno, così come nella composizione della vernice che pare contenesse delle ceneri vulcaniche, cristalli minerali e perfino del borace, conservante utilizzato già nell’antico Egitto.
La città del violino ha dato al mondo della musica e dell’arte anche diversi altri grandi personaggi tra cui Mina, la Tigre di Cremona, e Ugo Tognazzi. Cremona è anche chiamata scherzosamente la città delle tre “t”: torrone, Torrazzo, Tognazzi.
Percorrendo le caratteristiche vie del centro, non è possibile resistere al richiamo della prima “t”: le vetrine delle pasticcerie abbondano dei tipici torroni locali, oltre che di coloratissimi barattolini di mostrada. Arriviamo così alla seconda “t”, il Torrazzo, ovvero la torre campanaria che spicca verso il cielo accanto al meraviglioso Duomo. Si tratta del simbolo della città, e del più alto campanile storico d’Italia: misura ben 112,27 metri per ben 502 gradini. La sua prima costruzione risalirebbe al 754 e fu portata a termine in quattro fasi, terminate con la realizzazione della guglia marmorea nel 1309. Al quarto piano del Torrazzo è incastonato uno degli orologi astronomici più grandi del mondo, costruito tra il 1583 e il 1588. I cremonesi possono godere ogni giorno del concerto delle sette campane a cui si aggiunge la campana delle ore.
A dominare la piazza è il Duomo, o Cattedrale di Santa Maria Assunta, un vastissimo e stupendo edificio religioso romanico, riadattato a varie riprese con elementi gotici, rinascimentali e barocchi. Costruita a partire dal 1107, in un periodo di grande prestigio della città, la Cattedrale fu eretta nel punto più alto della città medievale, non lontano dal centro dell’originario castrum romano. Al suo interno ammiriamo dei notevoli capolavori di scultura e di pittura, tra cui “l’Arca dei martiri persiani”, scultura quattrocentesca di Giovanni Antonio Amadeo.
Accanto al Duomo visitiamo l’imponente Battistero, la cui pianta ottagonale simboleggia l’eternità, in quanto è la somma del sette, che rappresenta il tempo e dell’uno, Dio. Iniziato nel 1167 in muratura di laterizi, fu durante l’epoca rinascimentale che assunse il suo assetto attuale. Dall’altra parte della piazza ammiriamo la Loggia dei Militi, edificata nel 1292 per diventare luogo di riunione dei più ricchi ed eminenti cittadini, oltre che per custodire bandiere e statuti.
Dopo questo bel giro tra storia e musica, decidiamo di coronare la giornata con una succulenta cena presso la Trattoria Al Beccofino, in via Francesco Soldi. Troviamo facilmente parcheggio nella via, e ci accomodiamo nell’ampia e luminosa sala dai colori caldi. Ad accoglierci è il titolare Massimo Ardigò, che gestisce il locale dal 2006 con i soci Daniele Oppici e Claudia Nicoletto e con il cuoco Salvatore. Iniziando a studiare il menù, scopriamo di poter scegliere tra ottime specialità cremonesi e squisiti piatti a base di pesce. “Puntiamo molto sulla qualità degli ingredienti e sulla stagionalità dei prodotti. Inoltre, prepariamo la pasta, gli gnocchi e i dolci in casa, sbucciamo perfino le patate manualmente. L’altro nostro segreto è quello di mantenere i prezzi accessibili a tutti, sia a pranzo che a cena”, ci racconta il signor Massimo.
Iniziamo con un ricco antipasto di salumi tipici della zona, oltre alla bresaola con porcini e scagliette di grana e un antipasto all’italiana con frittata, carciofi e giardiniera. Molti di noi preferiscono invece cominciare con un bel tuffo in mare gustando il polpo alla Positano e un antipasto di mare con cozze, vongole, gamberi, polipo e seppia. Proseguiamo con gli spaghetti allo scoglio e il risotto alle capesante, mentre chi preferisce le specialità di terra sceglie le pennette speck e radicchio e i ravioli di carne. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini della zona e continuiamo con una ricca grigliata di pesce con scampi, gamberoni, coda di rospo e calamari. Anche i gamberoni al cognac o all’arancio fanno proseliti, mentre a conquistare gli amici “carnivori” sono il filetto al pepe nero e la tagliata di puledro al sangue.
La nostra cena cremonese si conclude con i deliziosi dolci della casa tra cui il tiramisù, le crostate, la torta al cioccolato, la mousse e dei semifreddi.
Torneremo sicuramente qui per nuove passeggiate “musicali”, ma anche per gustare le squisite pizze, anche ad asporto e al metro, che presto usciranno dal forno a legna della trattoria.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Cremona.it
Trattoria Al Beccofino
Via Francesco Soldi, 3 Cremona
Tel.: 0372/455212
Facebook: AL BECCOFINO

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