Un weekend a Crema, tra arte, mistero e i miracoli della buona tavola

località: crema
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 9 marzo 2013
Data fine viaggio: domenica 10 marzo 2013

Se la nostra gita fosse avvenuta duemila anni fa, anziché passare dalla Strada Statale Paullese, che collega Milano con Crema, avremmo fatto come gli indiani d’America: saremmo arrivati qui a bordo di slanciate canoe, o meglio delle piroghe, ricavate dal tronco di un albero. Pagaiando per i numerosi corsi d’acqua che all’epoca caratterizzavano questo territorio, avremmo raggiunto la nostra meta ammirando quel paesaggio di cui oggi ci parlano i libri di storia: per gran parte sommerso dalle acque degli attuali fiumi Serio, Adda e Oglio, ma anche da canali, rogge e fontanili che ritirandosi, cedettero il posto alle terre emerse come l’Insula Fulcheria, un’isola circondata dal Lago Gerundo. Oggi non c’è più nè l’isola, nè il lago, ma incredibilmente sono rimaste le piroghe, che oggi si possono osservare presso il Museo Civico di Crema, nella cui sezione dedicata all’Archeologia fluviale sono esposte tredici piroghe del III secolo d.C., realizzate in legno di quercia, rinvenute nel letto dei fiumi Adda, Oglio e Po in condizioni quasi perfette.
Arrivando a Crema ci sistemiamo in una delle spaziose camere ricche di charme e dotate di ogni comfort della Locanda Ombrianello, situata all’interno del Podere d’Ombriano, dove si trova anche il Golf Crema Resort.
Partendo alla scoperta della città, ci addentriamo nella sua emozionante storia spirituale, ricca di eventi straordinari. Addirittura, nel 1490 il filo religioso s’intrecciò con quello tragico di un giallo. Le cronache dell’epoca narrano come un pregiudicato bergamasco avesse ucciso la giovane moglie Caterina degli Uberti, esponente di una famiglia benestante di Crema. La donna, gravemente ferita, pregò la Madonna affinché le venissero impartiti i sacramenti prima di spirare, e così avvenne: le apparve una donna vestita poveramente che le disse: “Sono colei che hai chiamato”. Le emorragie cessarono per il tempo necessario per portare la moribonda alla parrocchia per i Santi Sacramenti. Sul luogo del delitto fu posta una croce di legno, e a seguito di ulteriori miracoli, tra cui la guarigione di un bambino, dal 1490 al 1500 fu costruito il Santuario di Santa Maria della Croce.
Durante la nostra passeggiata per le vie intrise di storia ammiriamo anche molti edifici civili, tra cui il palazzo comunale con l’arco detto il Torrazzo, il Palazzo Pretorio e la sua torre medievale, e il Palazzo Vescovile. Tra le numerose splendide chiese che visitiamo la più antica è il Duomo, di stile gotico lombardo, sorto sul luogo dove già nel XI secolo si ergeva una grande chiesa.
Restiamo nel centro storico anche per cena, scegliendo per la nostra serata il Ristorante Botero, in via del Ginnasio, a due passi dal Duomo. Ci accomodiamo nell’accogliente sala, la cui calorosa eleganza ci affascina subito: l’ambiente raffinato rispecchia l’anima della città, e grazie alle mostre temporanee, anche lo spirito giovane e fresco del locale. “Portiamo in tavola i sapori tradizionali, ma rivisitati con passione e maestria dal nostro chef Lorenzo Adobati. Le nostre principali specialità sono i piatti di pesce, e valorizziamo anche alcuni prodotti tipici del territorio come i tortelli e il formaggio Salva cremasco, tenendo sempre conto della stagionalità e garantendo l’assoluta freschezza di ogni piatto”, ci spiega il signor Marco, che ci accoglie in sala con grande gentilezza.
Iniziamo con uno squisito sformatino di broccoletti con fonduta e cialda di Grana Padano, assaggiando anche i bocconcini di tonno fresco marinato alla soia con carpaccio di finocchi e arance rosse. Facciamo seguire questo delizioso antipasto dai tipici tortelli cremaschi pizzicati a mano e dalla Crema di patate con bottarga di Muggine e scampi scottati. Annaffiamo queste prelibatezze con degli ottimi vini scelti tra le circa cento etichette disponibili, e continuiamo la cena con delle specialità di pesce che ogni giorno variano in base alla disponibilità del pescato. I nostri amici “carnivori” prediligono invece lo stracotto di guancia di manzo al vino rosso con polenta di storo. Infine, non resistiamo certo alla dolce tentazione dei dessert della casa, tra cui il gelato al fior di latte con miele di castagno e croccante, e uno sfizioso semifreddo al torrone di Alicante con Crema alla nocciola e pepite di cioccolato bianco.
Il weekend a Crema ci ha arricchiti di una serie di piacevoli esperienze che speriamo di poter rivivere presto: la prossima occasione potrebbe essere il battesimo della bimba di una nostra amica, da festeggiare con i sapori prelibati del Ristorante Botero.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Crema.cr.it
www.ristorantebotero.it
www.locandadiombrianello.it
Ristorante Botero
Via del Ginnasio, 4 Crema
Tel.: 0373/87911

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