Sui sentieri della storia che portano all'abbazia: una giornata a Monteveglio

località: monteveglio
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 26 aprile 2013
Data fine viaggio: venerdì 26 aprile 2013

Che sia molto bello andare in giro per i colli bolognesi, lo dice anche una canzone spensierata di qualche anno fa, ed è seguendo idealmente quelle note che decidiamo di raggiungere Monteveglio, uno dei comuni più antichi e suggestivi del territorio. Il paesaggio dolce e variegato, in cui oggi si alternano estesi vigneti, verdi colline e rilievi segnati da calanchi era piaciuto anche alle popolazioni preistoriche che per prime si erano insediate da queste parti, seguite dagli antichi romani.
Basta fare una trentina di chilometri dal capoluogo emiliano per arrivare al Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, un’area naturale protetta di circa mille ettari, ricca di specie animali anche rare e amata dagli escursionisti per i suoi boschi e praterie.
La nostra passeggiata inizia proprio dai sentieri del parco che risaliamo a piedi fino al borgo, ma potremmo anche arrivarci in auto, parcheggiando appena fuori dalla cinta muraria. Le atmosfere medievali ci fanno battere il cuore appena passiamo sotto il voltone sovrastato da una torre con merli ghibellini, architetture che testimoniano i tempi in cui il centro storico faceva parte di un sistema di fortificazioni. E’ tuttora suggestivo ciò che rimane del Castello della Cucherla: l’antica rocca è andata distrutta nel corso dei secoli, ma possiamo tuttora ammirarne il portale, sormontato dal cammino di ronda, oltre al grande torrione visitabile, che oggi “difende” la memoria storica del luogo, grazie a un percorso espositivo al suo interno, dedicato alle vicende che segnarono il passato del paese. Tra esse, anche un’inaspettata e abbondante nevicata che nella primavera del 1527 salvò il borgo dall’assedio dei Lanzichenecchi, evento che ogni anno viene rievocato con la processione alla pieve di Santa Maria Assunta, la cui facciata duecentesca, con la luminosa bifora, è rimasta invariata nel tempo.
La nostra passeggiata prosegue verso il monumento più insigne del borgo, ovvero l’Abbazia di Monteveglio, accuratamente restaurata alcuni decenni fa. Scopriamo presto che a fondare il monastero, nel secolo XI, fu addirittura una donna: la potentissima contessa Matilde di Canossa, che dominò un vasto territorio. Oggi il monastero è sede della Comunità dei Fratelli di San Francesco.
Restiamo nel cuore storico del paese anche per cena, fermandoci presso la Trattoria del Borgo di Monteveglio, situata in un edificio che un tempo faceva parte della prima cinta muraria. L’atmosfera caratteristica con le travi a vista e l’accoglienza calorosa ci mettono subito a nostro agio. “Qui c’era un ristorante già da decenni, noi abbiamo rilevato l’attività aprendo il primo gennaio 1997. Facciamo la spesa personalmente e oltre a salvaguardare i sapori del territorio, anche attraverso l’utilizzo di prodotti selezionati e a km zero, ci divertiamo a inventare nuovi piatti e accostamenti”, ci raccontano i titolari, Alessandra e Paolo Parmeggiani. Fa parte dello staff anche il cuoco Andrea Rubini.
La nostra cena all’insegna dei sapori tradizionali bolognesi inizia con le buonissime tigelle, fatte con la pasta del pane e cotte tra due piastre, e con le crescentine, di forma rettangolare e fritte, servite con un misto di affettati, formaggi, marmellate e il tipico pesto modenese al lardo, con rosmarino e l’odore dell’aglio. Continuiamo con i tipicissimi tortellini in brodo e con i tortelloni di ricotta conditi con una crema di parmigiano. Non resistiamo nemmeno alle tagliatelle fatte a mano da una “sfoglina”, condite con le spugnole. Assaggiamo anche i tagliolini agli asparagi di Altedo, conditi con della polvere di prosciutto. Chiacchierando con la titolare scopriamo che d’estate, quando sarà possibile mangiare anche all’aperto, godendoci una splendida vista sulla valle, faranno anche i fiori di zucca ripieni di mozzarella e mortadella e i ravioli ripieni con cipolla di Medicina e formaggio di fossa con aceto balsamico.
Tra le pietanze scegliamo il ganassino, ovvero la guancia di vitello, tenerissima grazie alla cottura nel vino rosso, e una buona cotoletta di melanzane al forno col formaggio Raviggiolo e tortino di pomodori. Riscuote grande successo anche il coniglio “ieri e oggi”: due pezzi distinti di cui uno cotto arrosto e l’altro, molto saporito, cotto sottovuoto a bassa temperatura. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini dei Colli Bolognesi, ma in carta troviamo anche diverse etichette interessanti sia regionali che nazionali.
Infine, cediamo volentieri alle dolci tentazioni della casa tra cui la delicata mousse ai fiori di camomilla con gelatina al limone, il budino di yogurt con ciliegie di Vignola al vino rosso, e l’immancabile specialità bolognese, la torta di riso, preparata secondo la ricetta della nonna della signora Alessandra. Un buon Nocino del luogo conclude la nostra cena, che siamo certi di ripetere presto, tornando in questo favoloso borgo durante la bella stagione.


Testo: Francesca Bertha
Consulenza e fotografie: Valeria Balbiano

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Monteveglio.bo.it
www.trattoriadelborgomonteveglio.it
Trattoria del Borgo
Via San Rocco, 12 Monteveglio (BO)
Tel.: 051/6707982

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