Fortezze con vista sulla storia, tra arte e buona tavola: una giornata a Sarzana

località: sarzana
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: lunedì 10 giugno 2013
Data fine viaggio: lunedì 10 giugno 2013

Il rumore delle spade affilate che si spezzavano contro i massicci pilastri della cattedrale, quel giorno si sentiva distintamente anche fuori dalla chiesa dove era presente una coloratissima folla di accompagnatori e consorti dei signori, oltre a vassalli e tanti curiosi. Era il 1353 e Sarzana era reduce da un periodo turbolento di guerre tra le potenze signorili dell’epoca, schierate chi con i ghibellini, chi con i guelfi. Nel 1348 la città fu inoltre flagellata da una terribile pestilenza. Quel giorno, nella Concattedrale di Santa Maria Assunta si radunarono gli esponenti dei Visconti e delle repubbliche fiorentine per stipulare un importante trattato di pace. Per suggellare le proprie intenzioni pacifiche (tradite, poi nel giro di un anno), le parti celebrarono il rituale di spezzare le proprie spade.
Quando, durante la nostra passeggiata sarzanese giungiamo alla centralissima Concattedrale, edificata a partire dal 1204, una signora del posto ci fa notare l’elsa nera di una spada conficcata nella candida facciata dell’edificio religioso. Scopriamo così che quell’antico rituale ebbe anche un curioso epilogo: la “sepoltura” di una spada nella facciata della chiesa. Oggi quel dettaglio bizzarro è tra i bersagli preferiti dell’obiettivo delle macchine fotografiche dei turisti.
Alcuni decenni prima da Sarzana passò anche un paciere celebre, Dante Alighieri in persona, che nel 1306 firmò l’importante Pace di Castelnuovo. Sarzana, oltre a Castelnuovo Magra, sono così gli unici luoghi certi del lungo periodo di esilio dantesco, a parte la fatale Ravenna.
Il territorio sarzanese era abitato sin dal Neolitico, come dimostrano alcune statue stele rinvenute in zona. Dal periodo romano in avanti la sua posizione strategica, al crocevia di importanti vie di comunicazione, determinò la sua fortuna, facendola diventare un centro agricolo, commerciale, ma anche giuridico e religioso di grande rilievo. Essendo sede vescovile, la città attrasse numerosi maestri scultori e pittori che sin dal Medioevo realizzarono notevoli monumenti ed opere d’arte. Oltre alla Cattedrale, ammiriamo anche la Pieve di Sant’Andrea, l’edificio più antico della città. La sua torre campanaria spicca tra le viuzze del centro da circa la metà del Trecento, ma le prime notizie relative alla chiesa risalgono al 1128.
Una città così bella e strategica doveva anche essere difesa, e oggi possiamo ammirare ben due spettacolari fortezze che nei lunghi secoli di storia assolvevano questa funzione. Uno dei simboli di Sarzana è, appunto, la fortificazione militare di Sarzanello, che sorge sulla vicina collina omonima da cui domina la valle Magra. L’esistenza sul luogo di una prima struttura militare risale a prima dell’anno Mille. Ritornando nel centro storico, visitiamo la Cittadella, detta anche Fortezza Firmafede, anch’essa antichissima, risalente, nella sua forma originaria, al Duecento. I suoi imponenti torrioni, immersi nel profumo e nei colori dei fiori, sono oggi la cornice di numerose manifestazioni culturali e mostre.
La nostra passeggiata ci porta nella centralissima piazza Matteotti, il cuore della città, da cui raggiungiamo anche la storica via Mascardi, nota per la presenza di numerose botteghe di antiquari. E’ proprio di fronte all’imbocco di questa via che decidiamo di fermarci per cena, presso il Ristorante I Capitelli. Visto il bel tempo, ci accomodiamo ai tavoli del dehor, vicino ai capitelli del palazzo seicentesco che danno il nome al locale, caratteristico e finemente ristrutturato dai titolari Antonio Albignani e la sua compagna Adriana, che gestiscono il ristorante dall’aprile del 2012. “Abbiamo mantenuto la tradizione della gestione passata, ma l’abbiamo arricchita con la nostra esperienza e con i sapori delle nostre rispettive terre di origine: io rappresento la Liguria, mentre grazie ad Antonio, che è parmigiano, abbiamo potuto introdurre delle specialità di terra”, ci racconta la signora Adriana. Il menù cambia due-tre volte alla settimana, in base agli ingredienti freschi a disposizione giorno per giorno.
Iniziamo con un ricco antipasto fresco di mare, che facciamo seguire dalla bomba di riso Venere ai crostacei. Assaggiamo anche gli spaghetti alla bottarga dello stagno di Cabras con tonno e profumo di limone. Continuiamo con l’ottimo pescato dello chef alle due cotture e anche il filetto di baccalà con crema di zucca e verdure di stagione riscuote grande successo. Una buona parte del nostro gruppo non resiste invece ai piaceri per “carnivori”, gustando prima dei prelibati salumi parmigiani, seguiti da dei gustosi risotti della terra parmigiana, e infine, dalla squisita carne alla lampada.
La nostra cena sarzanese si conclude con i dessert della casa, tra cui la “dolce Iole”, preparata secondo un’antica ricetta emiliana.
Sarà un grande piacere tornare qui per altre passeggiate e altre cene, ma anche per il prossimo Festival della Mente, che ogni autunno fa riflettere su pensiero e creatività.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comunesarzana.gov.it
www.ristoranteicapitelli.it
Ristorante I Capitelli
Piazza G. Matteotti, 38 Sarzana (SP)
Tel.: 0187/691445

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