Viaggio nei colori e nei sapori dell'Antica Serenissima: una giornata a Rialto

località: venezia
regione: veneto
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 15 giugno 2013
Data fine viaggio: sabato 15 giugno 2013

Uno dei monumenti simbolo dell’Italia, che almeno in fotografia hanno visto quasi tutte le persone che popolano il mondo, è il ponte di Rialto, nel cuore di Venezia. Un’infinità di scrittori e poeti viaggiatori dedicarono splendide righe a questo storico quartiere, tra cui anche Goethe, Stendhal e Hemingway. Non solo: anche Giacomo Casanova, tra un’avventura e l’altra, era solito fermarsi nelle osterie della zona.
I turisti di oggi, presi dallo stupore nell’ammirare gli splendidi palazzi nobiliari e l’elegante candore del ponte, forse non pensano nemmeno di trovarsi in un vero e proprio arcipelago: infatti, le prime notizie in merito al quartiere risalgono all’epoca delle invasioni di Unni e Longobardi che portarono alla nascita della Venezia Marittima, epoca in cui i profughi dell’entroterra trovarono rifugio sulle Isole Realtine, un gruppo di terre asciutte attorno a una stretta ansa del Rivus Altus, ovvero il “canale profondo”, noto come Canal Grande. Il ponte che ammiriamo oggi, è stato ultimato nel 1591, e prima di quella data anche raggiungere l’altra sponda era, a volte, una sfida. Il primo passaggio sul Canal Grande fu un ponte galleggiante, fatto di barche, costruito nel 1181 da Nicolò Barattieri, che realizzò anche le due colonne in Piazza San Marco. Lo chiamarono Ponte della Moneta per via della vicina zecca, e presto quella costruzione assunse anche un significato simbolico, quello di mettere in collegamento tra loro popoli lontani, attraverso i sapori, i profumi e i colori di una miriade di prodotti che arrivavavno qui da ogni parte del mondo a bordo delle galee e venivano scambiati al celebre mercato di Venezia, che venne trasferito a Rivoalto nel 1097. L’area intorno alla chiesa di San Giacometto acquisì sempre maggiore importanza, diventando, nel 1107 anche la sede del patriarca di Grado.
Un giretto allo storico mercato è un’emozione oggi come centinaia di anni fa, e passeggiando tra le colorate bancarelle, tra mille voci in veneziano e in tante altre lingue, è facile sognare ad occhi aperti, pensando ai tempi quando la gente, per fare la spesa all’erbaria, alla naranzeria, alla casaria o alla pescaria, ovvero nelle aree più tradizionali del mercato, attraversava il ponte, che dal 1250 era di legno strutturale, lo stesso che possiamo ammirare nel celebre dipinto di Vittore Carpaccio, dedicato al Miracolo della Croce a Rialto. Presso la “Ruga dei Oresi” si compravano gioielli, presso la “Ruga dei Spezieri” le pregiate spezie d’Oriente, terre da cui provenivano anche le sete e le stoffe vendute nelle “marzarie”, ovvero le mercerie. Nel 1444 il ponte di legno, già ammaccato per via di una rivolta, crollò sotto il peso della grande folla presente in occasione del passaggio del corteo della sposa del marchese di Ferrara. Venne ricostruito, ma crollò nuovamente nel 1524.
Non sappiamo con certezza, ma ci sembra probabile che molte delle lettere in cui si concordavano i dettagli della ricostruzione del ponte, fossero passate per le sale dell’ufficio postale di una volta, le stesse che dal 1500 accolgono l’Antica Trattoria Poste Vecie, dove decidiamo di fermarci per cena. Siamo nel luogo più indicato per continuare idealmente la nostra passeggiata nella storia della Serenissima: infatti, questo è il ristorante più antico di Venezia. Un tempo qui dentro si svolgevano opere frenetiche di smistamento della corrispondenza veneziana e ancora oggi, all’interno delle caratteristiche salette, si possono ammirare lettere, bolle e monete d’epoca, perfettamente conservate.
Ci accomodiamo nella prima delle due storiche sale, intrise dell’atmosfera dell’Antica Serenissima, anche grazie ai caminetti del ‘500, tuttora funzionanti. Oltre ai sapori della buona cucina, ci delizia anche la visione di opere d’arte uniche: ci troviamo, infatti, nella Sala dei Vizi, chiamata così perché i suoi preziosi affreschi rappresentano i sette vizi capitali. In un’immagine sono anche ritratti i componenti del Club delle Poste che a cavallo dell’Otto- e del Novecento discutevano proprio qui di arte e di politica, sorseggiando un buon bicchiere di vino e mangiando i cichetti veneziani.
Il ristorante è immerso nello storico mercato di Rialto, e così sulle tavole arriva sempre il pesce più fresco, oltre alle verdure di stagione. Il resto delle meraviglie a tavola è frutto dell’ispirazione degli chef, che elaborano gli ingredienti di primissima qualità all’insegna principalmente della tradizione veneziana. Tra le prelibatezze che gustiamo c’è il baccalà mantecato, ma anche la granceola e le seppie alla veneziana, oltre a numerose altre specialità che annaffiamo con il buonissimo vino bianco Orto di Venezia, che nasce in un’isola della laguna.
Torneremo certamente presto qui, anche per passare delle belle serate nel giardino esterno, e ogni cena sarà un nuovo emozionante viaggio sui velieri della Serenissima.

Testo: Francesca Bertha
Consulenza e fotografie: Stefano Zanus

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Venezia.it
www.postevecie.it
Antica Trattoria Poste Vecie
San Polo, 1608 30124 Venezia
Tel.: 041/721822

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