In Val di Susa con Mamma Oca: una giornata ad Almese

località: almese
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: domenica 16 giugno 2013
Data fine viaggio: domenica 16 giugno 2013

Dalla frenesia della grande città alla vivace piazza medievale, immersa tra le montagne e lambita dalle acque fresche di un torrente alpino. Sembra ieri che i minatori che estraevano il ferro nella vicina Rubiana passavano per le stesse stradine che percorriamo oggi, un tempo popolate anche dai commercianti che frequentavano le Valli di Lanzo, e ogni tanto si fermavano a mangiare qualcosa in piazza, a due passi dal lavatoio sul torrente Messa, dove risuonavano i canti delle massaie.
Siamo nella bassa Val di Susa, in uno dei primi comuni che s’incontrano risalendo la valle da Torino, in una zona piena di attrattive turistiche, tra cui i laghi di Avigliana e l’abbazia Sacra di San Michele. Nel territorio di Almese si trova l’itinerario alpino del Colle del Lys, frequentato già in epoca preromana. I primi ritrovamenti ceramici della zona risalgono all’età del ferro, ma era nel periodo romano quando questi luoghi, situati sulla strada che da Augusta Taurinorum, l’attuale Torino, portava nella Val di Susa, divennero dei centri importanti. Uno dei primi monumenti che visitiamo, è infatti la Villa romana, situata nella borgata Grange di Rivera, e appartenuta nel IV secolo a un certo Calvinus.
Passarono alcuni secoli e il marchese di Torino donò un terreno di dimensioni ragguardevoli all’Abbazia di San Giusto in Susa, inclusa la “curtis” di San Mauro, dove c’era già una chiesa con campanile, costruita su un affioramento roccioso. A partire dal 1281 quel luogo venne trasformato in un borgo fortificato, ovvero un “castrum”, e l’esile campanile diventò quella massiccia torre che a tutt’oggi è tra i principali monumenti del comune. Alta ben 26 metri e costruita su sette livelli collegati da una scala interna che conduce alla sua sommità, spicca ben visibile anche da lontano, sullo sfondo blu scuro delle Alpi. Oggi presso il ricetto di Borgo San Mauro, restaurato nel 2006, si trova uno spazio espositivo, sede di eventi culturali.
Durante la nostra passeggiata visitiamo anche diverse bellissime chiese, tra cui la più importante è la Chiesa di Santo Stefano a Rivera, costruita nel 1248 e successivamente inglobata nell’attuale edificio regligioso barocco, realizzato verso la fine del Seicento.
Restiamo nei pressi di questo cuore storico della città anche per cena, decidendo di fermarci presso il Ristorante Pizzeria Mamma Oca, in via Rivera. Troviamo facilmente parcheggio davanti al locale, e una volta dentro, abbiamo la piacevolissima sensazione di essere tornati bambini: intorno a noi ci sono oltre trecento oche, piccole e grandi, gialle, bianche e di tutti i colori, sorridenti e curiose, tutte uscite dalle fiabe di Mamma Oca. Altre oche, che recitano brani di fiabe e di poesie, si trovano perfino sotto la tovaglia, nelle divertenti stampe colorate sui tavoli. Ad accoglierci con grande simpatia e gentilezza è il titolare, il signor Antonio, che gestisce il ristorante con passione da ormai sedici anni, insieme al nipote Mirko che si occupa delle pizze, tutte lievitate per 24 ore e cotte nel forno a legna. Quando chiediamo al signor Antonio di consigliarci i piatti più buoni del ristorante, ci risponde: “Qui tutto è buono. Io amo cucinare, e lo faccio con passione. Il cliente va trattato come un amico, e ad un amico si danno sempre le cose migliori, anche quando mangia solo un semplice piatto di pasta o una pizza”. Questa cura e attenzione hanno creato un legame importante con i clienti, uno dei quali, Stefano Luti, durante una cena, ha addirittura scritto una poesia dedicata al ristorante su un tovagliolo. I suoi versi ora danno il benvenuto a tutti nel menù.
Iniziamo con un ricco antipasto misto di mare, e proseguiamo con dei primi preparati con la pasta fresca fatta in casa, tra cui i tagliolini al salmone o all’astice. Tutto il pesce è di ottima qualità, e ci piacciono molto anche gli spaghetti allo scoglio e alle vongole, così come i gamberi siciliani. Alcuni di noi scelgono invece uno sfizioso piatto unico con prosciutto Pata Negra, con dell’insalata. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini consigliati dal titolare per ogni piatto: etichette di qualità, anche particolari. Gustiamo inoltre delle squisite pietanze sia di pesce che di carne di prima scelta, tra cui la Chianina.
A fine pasto, dopo esserci deliziati con i dessert, assaggiamo anche dei cognac del 1935 pensando già alla prossima occasione in cui tornare qui: magari per festeggiare il compleanno della figlia della nostra amica, o per una delle prossime serate a tema. Sarà senz’altro come vivere una bella favola.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Almese.to.it
www.ristorantepizzeriamammaoca.com
Ristorante Pizzeria Mamma Oca
Via Rivera, 56 Almese (TO)
Tel.: 011/9350119

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