A tavola con Hemingway, dove il fiume incontra l'arte: una giornata a Musile di Piave

località: musile di piave
regione: veneto
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 11 ottobre 2013
Data fine viaggio: venerdì 11 ottobre 2013

Un’oasi naturale racchiusa tra il verde dei boschi, dei prati e l’azzurro delle acque salse della laguna, quelle dolci del fiume, e quelle salate del mare: è in questo luogo magico dal fascino eterno che abbiamo deciso di scappare per una giornata di relax. Ad essere rimaste colpite per prime dalla bellezza di questo straordinario paesaggio furono le popolazioni antiche, probabilmente anche preistoriche, sicuramente romane, come testimoniano reperti tra cui anfore e vetri, ma non solo: in località Ponte Catena sono stati rinvenuti i resti, interrati, di un ponte in perfetto stato di conservazione. Acqua e terra sono i due elementi che emergono anche nel toponimo “Musile” che potrebbe significare, in veneto antico, “diga, argine”, ma nel Medioevo era sinonimo di “prato chiuso per pascolo”. Senz’altro un celebre prato chiuso a Musile c’è, ed è quello del mercato, frequentatissimo già nel X secolo. La località divenne presto crocevia di importanti traffici di merci e la sua posizione strategica venne notevolmente rafforzata con i grandi interventi idraulici da parte della Serenissima che nel 1483 decise di scavare il canale Fossetta per favorire le comunicazioni via acqua con Venezia. Come testimoniato da una mappa di fine 1400 in cui si trova l’indicazione in merito, sul luogo esisteva già all’epoca l’Osteria della Fossetta.
Dove c’è un fiume, con le sue anse che abbracciano il territorio arrivando ora da un lato, ora dall’altro, le sorprese sono all’ordine del giorno. Purtroppo, anche quelle brutte, come le alluvioni. Ma a Musile, l’alluvione del Piave del 1250 diede origine a un’usanza simpatica, che ancora oggi è tra le principali attrazioni estive del paese: il Patto Solenne d’Amistà, ovvero il patto dell’amicizia. C’era una volta una cappella consacrata a San Donato sulla sponda sinistra del fiume, sul territorio del comune di San Donà di Piave. Dopo l’alluvione la chiesetta passò alla sponda destra, all’attuale Musile. A quel punto i due comuni sancirono un patto: San Donato rimase il patrono dell’antica Musile, in cambio San Donà conservò il proprio nome versando un tributo annuo di due capponi “vivi et ruspanti pingues et optimi”. Ogni anno il 7 agosto, festa patronale, il sindaco di San Donà consegna i doni pennuti a quello di Musile.
La nostra gita sulle “antiche vie dell’acqua” ci porta anche a visitare il Laboratorio territoriale di educazione ambientale presso l’ex scuola elementare di Castaldia, in frazione Caposile, dove grandi e piccini possono scoprire il magico mondo del fiume e della laguna attraverso un coinvolgente allestimento multimediale.
La bellezza di questo paesaggio ha sempre ispirato poeti e scrittori, dalla pedagogista e poetessa Lisa Davanzo, nata a Musile nel 1917, fino ad Ernest Hemingway che dedicò righe stupende alla laguna nel romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Hemingway che fu volontario della Croce Rossa americana durante la prima guerra mondiale, fece servizio nel Basso Piave, e all’una nella notte tra l’8 ed il 9 luglio 1918, trasgredendo gli ordini, per portare dei viveri ai soldati italiani appostati sull’argine del Piave fu ferito dalle schegge di una granata nemica, ma riuscì comunque a portare in salvo un soldato gravemente ferito salvandogli la vita. Per questo gesto alla fine della guerra ricevette la medaglia d’argento dal nostro governo.
Seguiamo le orme del celebre scrittore anche nella scelta del ristorante: ci fermiamo presso l’Antica Trattoria Alla Fossetta, dove è la copia di un suo autografo a testimoniare che nel 1948 Hemingway, di ritorno da una battuta di caccia si fermò a mangiare un bel piatto di spaghetti. Anche questo episodio fa parte di quella lunga serie di avvenimenti che avevano fatto conquistare a questo ristorante il titolo di Locale Storico Veneto. A gestirlo dal 1986 è la famiglia Doretto con Flavio il fratello maggiore e i suoi collaboratori in cucina con la supervisione di mamma Elsa che quasi trent’anni fa aveva rilevato l’attività insieme a papà Riccardo. In sala il fratello minore Alessandro, appassionato ed esperto di vini, grappe e formaggi, al bar Mariella moglie di Flavio che vi saprà dare un consiglio su quale tra le loro specialità poter acquistare da portare a casa. Scopriamo che oltre a far parte di Assoristora e della Confraternita dei “Risi e Tochi”, il locale è anche membro dell’AIC, così anche la nostra amica celiaca può gustare una squisita cena senza pensieri.
Visto il bel tempo, ci accomodiamo sull’accogliente terrazza esterna, ma notiamo che le ampie sale interne sono un’ottima location per eventi e feste.
Iniziamo con la tipicissima brasiola del Piave e la Fùmera salumi esclusivi, creazione di famiglia che seguono la tradizione contadina, e dopo gustiamo delle squisite tagliatelle fresche all’anatra e dei maccheroni con Raboso, salsiccia e radicchio. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini di cui la famiglia Doretto, originaria di Lison, è grande intenditrice. Oltre al Raboso, (in carta ci sono tutti i grandi produttori del Raboso Piave doc), abbiamo il piacere di assaggiare anche un Prosecco superiore D.O.C.G. extra dry di Valdobbiadene che da 25 anni viene prodotto esclusivamente per questo ristorante. Dopo i primi ci deliziamo con una vasta scelta di carne alla griglia, punto di forza del locale: (la braciolona di maiale, piatto richiestissimo, la grigliata mista con salsicce, costicine, pollo e pancetta, il manzo da filiera veneta con tagliate, fiorentine e costate, e l’ultima proposta, la paletta di fassona piemontese consigliata per 4 persone, oltre a delle succulente specialità di fassona piemontese.
Alcuni nostri amici scelgono invece dei piatti di pesce locale, qualcuno guarda già ai mesi freddi gustando un bel bollito misto, e tutti assaggiamo il radicchio trevigiano preparato in tanti modi, mentre tornando in primavera potremo assaggiare il radicchio Verdon di Roncade, proposto solo per un mese.
Ora che abbiamo scoperto questo angolo di pace, torneremo senz’altro presto, anche per assistere ai molteplici eventi enogastronomici organizzati dalla Trattoria, tra cui quello dedicato ai “bigoi in salsa e polenta con renga”, 5 giorni prima di Natale, Pasqua e Quaresima, la MagnalOCA, menù con l’oca protagonista nei giorni vicini a S. Martino, l’11 novembre (appuntamento imperdibile anche per ciò che dice il proverbio: “Chi no magna l’oca a S.Martin, non fa el beco de un quatrin!”) e la Maialonga, menù con la carne suina protagonista, tra la fine di novembre e la metà di dicembre, periodo nel quale ancora oggi nelle famiglie contadine si macella il maiale.

Testo: Francesca Bertha
Consulenza e parte delle fotografie: Stefano Zanus

PER INFORMAZIONI:
www.comune.musile.ve.it
www.fossetta.it
Antica Trattoria Alla Fossetta
Via Fossetta, 31 Musile di Piave (VE)
Tel.: 0421/330296

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