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ITALIA · Europa

Dove gli aironi si danno appuntamento: gita a Marcon tra natura, arte e sapori

FRFrancesca Bertha ·14 foto ·4 ott 2013 – 4 ott 2013 ·1 giorni
Dove
Marcon · Veneto
Quando
4 ott 2013 – 4 ott 2013
1 giorni · viaggio del 2013
Chi
Francesca Bertha · @Francesca Bertha · Milano
Come
Diario di viaggio

Il racconto

Una melodia composta di poche note, semplice, ma suggestiva risuona nel centro storico e arriva lontano, prende la rincorsa lungo il fiume e rimbalzando sui muri di vecchi mulini, fornaci e ville, arriva a diffondersi per i prati interminabili della pianura circostante. Questa musica è il “campanò” e a suonarla è, a tutt’oggi, il campaner, la persona che dall’alto della cella campanaria aziona il battaglio a mano che percuote il bronzo delle campane. Atmosfere magiche d’altri tempi che fanno da sottofondo alla nostra gita a Marcon, città un tempo forse proprietà di un possidente romano di nome Marco, e dal 997 di sicuro appartenuta all’abbazia benedettina di Mogliano. Oggi come secoli fa, il fascino di questa città è strettamente legato alla natura in cui s’immerge.

Hanno dei nomi quasi fiabeschi i fiumi che solcano il suo territorio, un tempo paludoso e ricoperto di boschi: Zero, Dese e Fossa Storta. L’area venne risanata nel Cinquecento e già in quel periodo qualche nobile veneziano lungimirante eresse delle ville qui, di cui alcune tuttora esistenti, almeno in parte, come la seicentesca Villa Pauletta. Di Villa Astori, costruita nel secolo successivo, restano il Tempietto di San Giuseppe, che era l’oratorio privato e la barchessa, ovvero l’edificio rurale di servizio, tipico delle ville venete, in cui si trovavano le abitazioni dei contadini, ma anche le cucine e le stalle.

Il fiume Zero, oggi noto anche per il suo bel parco, popolato da numerose specie di alberi, è stato, nei secoli, anche l’anima delle attività produttive della zona: verso le fine del Seicento, sulle sue rive c’erano ben otto mulini, di cui due sul territorio di Marcon, uno dei quali attivo fino al 1970. Oltre all’acqua, anche il fuoco è stato importante: nel comune c’erano tre fornaci utilizzate per la produzione di laterizi di argilla, la cui estrazione fu a lungo un’attività industriale diffusa in queste campagne. Durante la nostra passeggiata visitiamo un “fornasotto” molto ben conservato, risalente ai primi del Novecento. Marcon è una meta ideale anche per gli amanti del birdwatching: presso le Cave di Gaggio si trova, infatti, un’Oasi LIPU, nella cui vegetazione, tipica delle zone un tempo paludose, vivono innumerevoli uccelli, in particolare aironi.

In certi periodi questo sito ospita la quasi totalità delle specie di questa famiglia presenti in Italia.

Dopo le bellezze della natura ammiriamo anche quelle dell’arte, visitando la chiesa arcipretale di San Giorgio, quella dal cui campanile risuona il suggestivo “campanò”. Citata già nel XII secolo, l’edificio religioso custodisce ben cinque altari settecenteschi, un prezioiso paliotto policromo e altre opere di pregio tra cui delle tele di Giuseppe Boldini. E’ invece di fattezze moderne la nuova parrocchiale, dedicata ai santi patroni dell’Europa, e consacrata nel 1999 da papa Giovanni Paolo II. Dopo questo bel giretto, un po’ stanchi, ma contenti e affamati, raggiungiamo la Trattoria Ca’ Nostra, in via Don Ballan.

La location è spettacolare, immersa nel verde e nei fiori che abbracciano l’ampio dehor, mentre la spaziosa sala interna colpisce per il suo stile che combina alla perfezione l’eleganza e la familiarità, caratteristiche che rendono il locale ideale anche per l’organizzazione di cerimonie. “La nostra è una cucina raffinata e di qualità, che unisce la tradizione alla sperimentazione e i menù di pesce e di carne sono in grado di soddisfare anche i palati più esigenti”, ci spiegano i titolari. Iniziamo con la ricchissima insalata Ca’ Nostra, che comprende astice a pezzettoni, piovra e gamberi bolliti con verdure crude di stagione.

Assaggiamo anche la crema di dentice mantecato con crostini caldi, mentre i nostri amici che prediligono la carne, gustano un antipasto rustico fatto di prosciutto di cervo, salame d’oca, carciofini, pomodori secchi sott’olio e una degustazione di Mimolette, Roquefort e pecorino toscano. A seguire, ci deliziamo con dei primi di pasta fresca fatta in casa condita con varie salse sia di pesce che di carne, ma piacciono molto anche i risotti al nero di seppia con scampi e porcini, così come alla marinara. Tra le pietanze non resistiamo a una bella frittura mista dell’Adriatico, fatta con soglioletta, calamari, acquadelle, schiette, sarde e gamberi, il tutto servito con polenta, ma fa proseliti anche il rombo al forno con patate, pomodorini e olive. I nostri amici “carnivori” gradiscono invece molto la bistecca alla fiorentina, di manzo toscano.

Ora che abbiamo scoperto questi luoghi dal fascino senza tempo, torneremo sicuramente qui sia per delle passeggiate rigeneranti in mezzo alla natura che per degli eventi all’insegna della buona tavola.

Testo: Francesca Bertha Consulenza e parte delle fotografie: Stefano Zanus

PER INFORMAZIONI:

Trattoria Ca’ Nostra Via Don Ballan, 2 Marcon (VE) Tel.: 041/5951041

Le foto del viaggio

14 fotografie · clicca per aprirle a tutto schermo

▶ Slideshow
Chiesa bianca con campanile e piazza al soleCascina bianca con tetto in coppi tra abeti e erba seccaScultura in bronzo verde di due figure che danzano in un parco alberatoInterno di chiesa con vetrate colorate, altare decorato e banchi in legnoChiesa moderna con campanile e grande croce di legno sul pratoCasa colonica bianca con tetti in coppi tra alberi e giardino verdeSala ristorante con tavoli apparecchiati a tovaglia bianca e mazzo di girasoliPiatto bianco con aragosta, mozzarelle, ravanelli e carote su tovaglia rosaPiatto di vetro con salame, prosciutto, formaggi, peperoni e pane tostatoPiatto bianco con riso alla marinara: cozze, gamberi e calamari su tovaglia rosaVassoi di metallo pieni di scampi alle erbe con foglie di sedanoSala di ristorante con tavoli apparecchiati a tovaglia bianca, mobili antichi e travi in legnoFacciata di ristorante di notte con tende da sole e luci sui mattoniCarro di legno con ruote a raggi, trasformato in fioriera in un giardino

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