Nella città di Donizetti, tra arte, storia e buona tavola: una giornata a Bergamo

località: bergamo
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 16 novembre 2013
Data fine viaggio: sabato 16 novembre 2013

Cento rintocchi della campana della torre civica che alle dieci di sera annunciano la chiusura dei portoni delle mura venete: sembra la scena di un film in costume, ma si tratta di emozioni che tutti possiamo vivere visitando Bergamo. Anche se oggi, non dovendo temere gli attacchi del nemico, i portoni restano ovviamente aperti, per il resto, nella Città Alta le atmosfere sono quelle di secoli fa. Infatti, Bergamo è una delle cinque città italiane il cui centro storico è rimasto completamente circondato dalle mura, le quali hanno mantenuto il proprio aspetto pressocché immutato durante i secoli. I turisti stranieri che affollano il centro, situato in alto, credono spesso che il toponimo della città nota in epoca romana come Bergomum, derivi dal germanico “berg”, ovvero “monte”, ipotesi non avallata però dagli studi.
Raggiungiamo la Città Alta con la funicolare che dalla Città Bassa, ovvero quella moderna, ci porta, per la gioia delle donne del gruppo, direttamente in piazza Mercato delle Scarpe. Da lì percorriamo uno dei vicoli che si snodano verso l’alto per raggiungere la Rocca, costruita a partire dal 1331 sul colle di Sant’Eufemia. Scopriamo che a fortificarla ulteriormente furono i Visconti per contrastare Venezia che sarebbe comunque succeduta a loro nel dominio della città nel 1428. Oggi invece è lo sguardo dei turisti che può dominare la città, infatti, da un’ampia terrazza riusciamo a contemplare un panorama mozzafiato, con tutte le torri bergamasche che svettano sopra le case dello storico quartiere da cui si vedono bene anche i colli delle prealpi Orobie.
Un luogo che incanta e che ispira anche gli artisti, primo tra i quali fu l’illustre compositore Gaetano Donizetti, nato a Bergamo nel 1797. Torquato Tasso dedicò invece un bellissimo sonetto alla città, decantando le sue bellezze naturali.
Dalla Rocca riscendiamo nel cuore della Città Alta raggiungendo Piazza Vecchia, sovrastata dalla Torre Civica, dove si trovano diversi spledidi palazzi, tra cui Palazzo della Ragione. Sul lato Sud della piazza c’è da rimanere a bocca aperta: ovunque si guardi, si vede un capolavoro architettonico di rara bellezza. Il Duomo, dedicato al patrono della città, Sant’Alessandro, fu costruito a partire dal 1459 sul luogo di un precedente edificio religioso, eretto a sua volta sui resti di una chiesa paleocristiana. Poco distante si erge la splendida Basilica di Santa Maria Maggiore, la quale, oltre a numerose importanti opere artistiche, conserva anche la tomba di Donizetti. Addossata alla basilica vi è la rinascimentale Cappella Colleoni, e a pochi passi, il trecentesco Battistero, originariamente collocato nella navata centrale della basilica.
Dopo questa bella passeggiata, decidiamo di fermarci per cena in uno dei quartieri più storici, a Borgo Palazzo, presso il Ristorante Balicco, situato all’interno di una caratteristica corte ottocentesca a due passi dal centro. Dove un tempo si fermavano i viandanti per far riposare i propri cavalli e per rifocillarsi con un piatto di trippa o di baccalà, oggi c’è un ristorante elegante, ma nello stesso tempo caloroso ed accogliente, dove passare delle belle serate in compagnia fuori dalla frenesia cittadina. Ad accoglierci con grande gentilezza è la signora Daniela Donda, che gestisce il locale da marzo scorso insieme al socio di vecchia data Luigi Palamini, il cuoco. “Con la nostra gestione il ristorante è tornato in mani bergamasche e oltre ai nuovi clienti, ci stanno seguendo anche coloro che erano nostri ospiti affezionati presso il nostro precedente ristorante, il Museo di Castione della Presolana che abbiamo condotto per vent’anni. Si chiamava “museo” perché si trovava presso un antico mulino con le macine originali”, ci racconta la signora Daniela mentre ci accomodiamo al nostro tavolo. I colori chiari della sala esaltano quelli solari dei quadri della mostra temporanea che ammiriamo sulle pareti e che si possono anche acquistare. L’arte s’inserisce piacevolmente anche tra i nostri piatti, grazie a dei piccoli cavalletti da pittore collocati sui tavoli con sopra la miniatura di una delle opere in esposizione.
La nostra cena all’insegna dei sapori tradizionali che creano un connubio perfetto con la fantasia innovativa dello chef, inizia con un ricco antipasto a base di prodotti tipici come il formaggio strachitund in foglia di porro su zabaione al grana, e la polentina morbida e baccalà del Balicco. Gustiamo anche uno squisito affettato misto di selvaggina, tra cui prosciutti di cervo e di cinghiale, con pane tostato e burro, ma piace molto anche la terrina di fegato grasso di anatra su patate e cipolle di Tropea con salsa al passito.
Una parte del nostro gruppo sceglie il menù degustazione “Terra bergamasca”, che oltre all’affettato misto comprende gli scarpinòcc dé par, i bocconcini di capriolo al Valcalepio rosso con polenta e dei formaggi delle valli bergamasche. Proseguendo con le specialità della carta, abbiamo il piacere di assaggiare uno dei piatti più richiesti del ristorante sin dai tempi del “Museo”, i tagliolini fatti in casa (come tutta la pasta fresca), in salsa nera con tartufo nero. Riscuote grande successo anche il riso Venere nero integrale con salsa ai pistilli di zafferano, mentre tra gli altri primi, che variano a seconda delle stagioni, gustiamo le fettuccine, i ravioloni alla cannella con salsa al vino rosso e gli gnocchi di patate alle noci e crema di “formai de mut”. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini scelti tra le oltre 220 etichette della ricca carta, selezionate con un occhio di riguardo al territorio del Valcalepio. Tra i succulenti piatti di carne scegliamo il carrè di agnello alle erbe aromatiche con patate e funghi e il medaglione di cervo al Brandy e pistilli di zafferano e spinaci all’olio extravergine di oliva. Gustiamo anche una specialità tipica che un tempo preparavano anche le casalinghe: la fantasia di lumache con polenta, cucinate in umido, fuori dal guscio, in tre diversi modi.
I nostri amici “acquatici” non resistono invece alle guance di rana pescatrice in crema allo spumante Brut e ai tagliolini freschi all’aragosta. Un ricco tagliere di formaggi assortiti delle Valli, ma non solo, accompagnati da miele e confetture, apre deliziosamente la strada verso il dolce epilogo della nostra cena, che ci vede gustare gli sfiziosi dessert tutti fatti in casa, tra cui la crema fredda al miele di eucalipto con cuore cremoso e fragole, la mousse di castagne e cioccolato bianco con castagne glassate e la zuppa di arance e zucca con sorbetto alle mele verdi.
Ci resta ancora molto da scoprire in questa bellissima città, e sarà un vero piacere tornare qui anche per nuove cene all’insegna della tradizione e della creatività, ma anche per delle feste ed eventi da organizzare presso l’ampia sala del Balicco, o per delle serate all’aperto durante la bella stagione.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Bergamo.it
www.ristorantebalicco.it
Ristorante Balicco
Via Borgo Palazzo, 18
Tel.: 035/238593

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