Sulla via Francigena, alla scoperta dell'arte e dei sapori di una volta: una giornata a Vercelli

località: vercelli
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 23 novembre 2013
Data fine viaggio: sabato 23 novembre 2013

In una delle zone più ricche di canali e corsi d’acqua della Pianura Padana, sulle rive del fiume Sesia, circondata da ampi terreni coltivati a riso, sorge una delle città d’arte più belle del Nord Italia. La nostra giornata vercellese è stata un susseguirsi di colori, di volti di personaggi che animano antichi dipinti, affreschi ed opere contemporanee, e di lunghe passeggiate rigeneranti tra monumenti di rara bellezza.
Seguiamo idealmente le orme dei pellegrini della via Francigena, che passava proprio da qui e visitiamo per primo il monumento che attrae tuttora numerosi turisti anche religiosi, perfino dai Paesi protestanti anglosassoni: la basilica di Sant’Andrea, edificata tra il 1219 e il 1227 per iniziativa del cardinale Guala Bicchieri che in qualità di legato pontificio, aveva conquistato la stima e la gratitudine del re inglese Enrico III, ottenendo le rendite in perpetuo dell’abbazia di Saint Andrew a Chesterton, Cambridge. Il cardinale convocò da Parigi alcuni canonici di Saint-Victor, affidando loro la titolarità dell’abbazia e dell’ospedale per pellegrini da edificare. Si deve probabilmente a questi canonici l’introduzione a Vercelli delle novità dell’architettura gotica che rendono la basilica di Sant’Andrea un importante esempio precoce del gotico italiano.
Questa città vanta diversi primati, è, ad esempio sede della più antica università del Piemonte, risalente addirittura al Duecento. Ma la ricchezza culturale di Vercelli ha radici ancor più antiche: godeva di piena cittadinanza romana sin dal 49 a.C., e ciò significava la presenza di strade, monumenti, bagni, oltre all’acquedotto e l’anfiteatro.
La piazza forse più caratteristica di Vercelli è la medievale Piazza Cavour, con le sue antiche case porticate sovrastate dalla curiosa Torre dell’Angelo. La nostra passeggiata all’insegna dell’arte parte quindi dall’antichità, attraversa il Medioevo, si addentra nel Cinquecento con Gaudenzio Ferrari, per poi arrivare nell’età moderna, grazie alle straordinarie mostre della collezione Guggenheim che ogni anno attirano migliaia di persone all’Arca di Vercelli, uno spazio espositivo situato presso la chiesa sconsacrata di San Marco. Inoltre, in questa città, al Museo Borgogna, si trova la seconda più importante pinacoteca piemontese.
Per Gaudenzio Ferrari il periodo vercellese fu tra i più importanti della sua carriera. Infatti, fu proprio a Vercelli che si dedicò maggiormente alla pittura, realizzando dei magnifici affreschi all’interno della Chiesa di San Cristoforo, ritenuti da diversi studiosi il culmine dell’espressione artistica del Ferrari.
Anche la storia religiosa di Vercelli è notevole, sin dal primo vescovo della città, Sant’Eusebio, vissuto tra il 283 e il 371, celebre anche per il suo impegno nella lotta contro la diffusione dell’eresia ariana. Nella piazza intitolata al vescovo sorge la Chiesa di Sant’Eusebio, ovvero il Duomo di Vercelli, riedificato varie volte, mentre invece il suo possente campanile è quello originale del XII secolo.
Restiamo nel mondo affascinante della storia e delle tradizioni vercellesi anche per cena, fermandoci presso il Ristorante Il Paiolo, situato nella centralissima viale Garibaldi, a due passi dalla Basilica. Siamo in uno dei locali più caratteristici della città, ed è un vero piacere essere accolti nell’ambiente caloroso e rustico del ristorante gestito con grande passione da Roberto Coppa, cuoco che vanta un’esperienza pluridecennale. Mentre ci accomodiamo al nostro tavolo situato in una delle tre graziose salette, arredate con gusto, notiamo alcune foto d’epoca sulle pareti. “Questi sono i miei bisnonni che avevano un albergo ristorante, una stazione di posta a Valmacca”, ci racconta il signor Coppa. La storia prosegue con i ricordi dei tempi in cui la zia del titolare aveva un ristorante-bar di fronte alla casa della famiglia Coppa. “Quando ero piccolo, mia zia mi chiamava spesso a fare gli agnolotti, avendo le dita piccole, ero bravissimo, e continuo tuttora a farli a mano come allora. Tiro la sfoglia, dispongo le palline, e sopra metto l’altra sfoglia. Idem per i tajarin, li faccio sempre freschi al momento, tirando la sfoglia per la porzione ordinata dal cliente e la taglio al coltello.” Freschezza, qualità impeccabile delle materie prime, stagionalità dei prodotti e autenticità delle ricette sono i segreti del successo del ristorante, gestito dal signor Coppa dal 1994.
L’attesa prima di cena vola via in un attimo, anche grazie all’ottimo pane di grano duro di Mussomeli, sfornato fresco in casa, accompagnato da un formaggio mantecato alle olive piccantine. Iniziamo con la tipica e buonissima carne cruda alla piemontese, preparata rigorosamente al momento. Il ricco antipasto comprende anche i peperoni e la verza con la bagna cauda e il petto di pollo in insalata fatto col dragoncello.
Passando ai primi, eccoci a gustare il piatto che è l’assoluto cavallo di battaglia del ristorante: la panissa, preparata sempre al momento e servita nel paiolo di rame come da tradizione. Anche gli altri piatti di riso sono fantastici, come ad esempio il riso alla toma di Piode. A seconda della stagione si possono trovare anche risi con asparagi, ortiche, luppolo e perfino con le squisite pesche di vigna. Alcuni nostri amici optano invece per gli irresistibili tajarin ai funghi o al tartufo. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini selezionati tra oltre cento etichette, quasi tutte piemontesi, tra cui il Gattinara Travaglini. Proseguiamo con il bollito di fassone con le salse appropriate, il petto di faraona con funghi porcini, e con il tipico stufato d’asino, ma non resistiamo nemmeno al brasato di fassone e al petto d’oca con le verze.
Ci sono moltissimi buoni motivi per cui torneremo presto e volentieri a Vercelli, e gli sfiziosi dessert fatti in casa del Paiolo sono sicuramente tra questi: la torta alle noci e noccioline, il dolce alle castagne, fatto solo con farina di castagne, ma anche dei buonissimi gelati originali, con le cotogne o di uvetto alla grappa, dei capolavori del gusto.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Vercelli.it
www.ristoranteilpaiolovercelli.com
Ristorante Il Paiolo
Viale Garibaldi, 72
Tel.: 0161/250577

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