Un "castle tour" che inizia in Lombardia e finisce in Iralnda: una giornata a Carpaneto Piacentino

località: carpaneto piacentino
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 5 aprile 2013
Data fine viaggio: venerdì 5 aprile 2013

Anche chi non è mai stato a Carpaneto, ha probabilmente vissuto qualche momento di emozione riconducibile a questa città grazie alla musica: per fabbricare certe componenti della meccanica dei pianoforti, così come per le bacchette da percussione, si utilizza il legno del carpine bianco, albero un tempo molto frequente sul territorio del comune il quale, come dimostra il suo stemma, prende il nome proprio da quella specie arborea. L’albero, quindi, e non il pesce, benché un’altra teoria avvalori la provenienza del toponimo da “carpa”.
Arrivando in un comune storico, le cui origini risalgono all’epoca romana, e che fu citata per la prima volta nel 758, è normale aspettarsi la presenza di un castello. Ma Carpaneto ci sorprende alla grande: di castelli ne troviamo addirittura sei, senza contare i resti e i ruderi di diversi altri manieri. Sei castelli, dislocati in altrettante frazioni, ma stranamente nessuna notizia di fantasmi. Abbiamo invece scoperto una bella storia tra mistero e leggenda, che riguarda il castello di Torre Confalonieri, diventato popolare grazie alla nobile famiglia che diede il nome al luogo, e in particolare ad un suo illustre discendente: San Corrado. L’evento che condusse alla conversione del giovane nobile Corrado Confalonieri, nato nel 1290, fu un tragico episodio di caccia, avvenuto tra i boschi di Carpaneto. Quel giorno Corrado ebbe l’idea di appiccare il fuoco alle sterpaglie per stanare la cacciagione, ma un’improvvisa raffica di vento trasformò l’allegra giornata in tragedia: il fuoco si diffuse in un attimo, bruciando boschi e case. In seguito la governanza ghibellina incolpò dell’incendio un contadino, ma quando Corrado venne a sapere che lo volevano giustiziare per colpa sua, confessò di essere stato lui l’autore, seppure involontario, della disgrazia. Di conseguenza gli furono confiscati tutti i beni, e iniziò quella fase della sua vita che regalò un santo a Carpaneto.
Continuando il nostro pellegrinaggio storico tra le frazioni, visitiamo anche il castello di Magnano, già citato nel 1288, il castello di Travazzano, dove soggiornò l’imperatore Lotario II nel 1136 e che fino a tempi recenti fu la residenza estiva dei vescovi piacentini. Il nostro “castle tour” annovera tra le sue mete anche il castello di Cerreto Landi, nel cui cortile si trovano le fondamenta di un’antica torre isolata, utilizzata come ultimo rifugio in caso di attacco. Ammiriamo anche il castello di Zena, al cui interno si trovano notevoli affreschi e un ampio camino con stemma. Naturalmente non poteva mancare un castello nemmeno in centro città, risalente probabilmente al XII secolo: dopo aver subito numerose devastazioni nel corso della storia, dell’imponente struttura si è conservata una buona parte della parte quattrocentesca, in cui oggi ha sede il Comune.
Girando in centro ammiriamo anche la chiesa parrocchiale dei santi Fermo e Rustico, del XV secolo, costruito sui resti di un precedente luogo di culto.
La nostra giornata a Carpaneto continua con un viaggio nel viaggio: decidiamo di fermarci presso il Ristorante Pizzeria Bellaria, in località Caminata di Ciriano, dove ci accoglie un’atmosfera piacevolissima e famigliare, che affonda le radici sia nelle tradizioni del territorio, che in quelle irlandesi e americane. Il merito è dei titolari Mario Umberto Matassa, il cuoco, e di Elena Leoni, che gestiscono il ristorante da quasi due anni con grande entusiasmo e fantasia. “Io sono di Belfast, i miei genitori facevano i ristoratori. Poi ho girato il mondo, lavorando nella ristorazione anche a New York e Philadelphia. Faccio tuttora il giornalista gastronomico, scrivo di cucina italiana per delle riviste inglesi, e ho pubblicato un libro, “Tuscany”, dedicato alla cucina toscana”, ci racconta il signor Mario.
Una buona parte del nostro gruppo opta per le pizze e per le fantastiche focacce: la star incontrastata è la focaccia Bellaria, farcita di insalata, pomodoro fresco, crudo, mozzarella e origano. Riscuotono grande successo anche l’American Cheese Steak Focaccia e la focaccia Greca, così come gli hamburger. Ma non sono meno succulenti nemmeno i piatti della tradizione: iniziamo, infatti, con dei salumi misti, gustando anche il prosciutto crudo di Parma e la coppa piacentina. Tra i primi, tutti preparati con la pasta fatta in casa, scegliamo gli anolini in brodo, i tortelli classici, i pisarei e fasò e spaziamo anche tra i risotti, uno più succulento dell’altro. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini della zona, provenienti da cantine vicine. Proseguiamo con dei saporiti piatti di carne, gustando delle tagliate e dei filetti di autentica carne irlandese, proveniente da un allevamento biologico. La nostra giornata si conclude tra le dolci tentazioni della casa, tra cui il tiramisù e il Dolce Bellaria, ma anche delle specialità come l’American Apple Pie e la New York Cheescake.
Torneremo di sicuro qui, sia per una bella giornata da passare nella Riserva Naturale Geologica del Piacenziano, che per goderci, nell’ampio dehor estivo, quell’aria fresca e leggera che dà il nome al Ristorante Bellaria, dove potremo assistere anche a delle serate di musica dal vivo.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.carpaneto.pc.it
Ristorante Pizzeria Bellaria
Loc. Ciriano, Carpaneto Piacentino
Tel.: 0523/850539
Facebook: Ristorante Pizzeria Bellaria

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