Una domenica a Mantova

località: mantova
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: domenica 30 marzo 2014
Data fine viaggio: domenica 30 marzo 2014

Una domenica a Mantova

Partiamo alle ore 8 dalla nostra città, per arrivare a Mantova ci sono circa 200 chilometri ed alle 10 eravamo già arrivati al Ponte di San Giorgio che divide il Lago di Mezzo dal Lago Inferiore da cui è possibile ammirare la famosa skiline di Mantova
Attraversato il ponte teniamo la destra su viale Mincio, costeggiando le mura ci sono i parcheggi gratuiti dove non trovando posto proseguiamo fino ad arrivare a Palazzo Te
Alla cassa decidiamo di fare la Mantova musei card 5 dal costo di 15€ che consente l’ingresso a Museo Palazzo Te, Museo Palazzo Ducale,Museo Palazzo San Sebastiano,Museo Diocesiano Francesco Gonzaga ed al Teatro Scientifico Bibiena .
Per chi ha più tempo per visitare la città c’è la musei card 8 del costo di 17€ che oltre ai musei sopra elencati consente l’ingresso al Museo di Palazzo d’Arco,palazzo della Regione e Torre dell’Orologio,Tempio di San Sebastiano,la card ha la validità di un anno dal giorno del primo utilizzo inoltre da diritto ad altre agevolazioni e sconti
Palazzo Te ispirato alla Domus Aurea Romana fu costruito da Giulio Romano architetto e pittore del rinascimento su ordinazione di Federico II Gonzaga tra il 1525 e il 1535 ,superato il cortile d’onore si entra nelle 16 sale stupendamente decorate da quella del Sole, delle Muse dei Cavalli a quella dei Venti e delle Aquile a quella dei Giganti che racconta la ribellione dei Titani e alla camera che deriva dalla favola di Amore e Psiche la più sontuosa del palazzo per pregio e decorazioni
La Loggia d’onore si affaccia su due ampie peschiere divise da un ponte che portano al giardino con le colonne del’esedra ,in un angolo l’edificio con l’Appartamento della Grotta e il giardino segreto,passato l’ingresso diverse stanze decorate e pavimenti formati con ciottoli di fiume multicolore,al termine del piccolo giardino segreto una grotta con nicchie e pareti sassose ,stucchi , pietre colorate e i segni lasciati da conchiglie incastonate
Lasciato l’appartamento della grotta e attraversato il giardino davanti all’esedra entriamo in una sala con la mostra” L’ordine e la luce “un viaggio virtuale nell’evoluzione degli spazi interni nella storia dell’architettura una mostra che ho molto apprezzato
Attraverso un innovativo sistema è possibile navigare con il movimento del corpo negli spazi virtuali all’interno di queste architetture proiettate su grandi superfici
Si potrà entrare negli spazi del Partenone ,nel tempio di Apollo,nella Domus Aurea,nelle Terme di Traiano come se il tempo non fosse mai trascorso, se Palazzo Te mi ha stupito per i dipinti e le decorazioni questa mostra mi ha fatto rivedere le bellezze di queste architetture del passato.
Lasciamo il Palazzo e ci avviciniamo al centro , troviamo un parcheggio sul Lungolago dei Gonzaga vicinissimo al Teatro Bibiena costruito in due anni dal’architetto Antonio Galli Bibiena per ordine dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria ,alzato il tendone rosso dell’entrata vediamo la bellezza di questa struttura l’effetto ottico è stupendo ,le luci delicate dai colori caldi , la forma a campana da l’impressione di un ambiente circolare disposto su più piani con palchetti dipinti , balconcini a colonne e quattro nicchie con le statue di Virgilio, Gabriele Bartazzolo,Pietro Pomponazzi,Baldassarre Castiglione personaggi illustri di Mantova è un luogo veramente incantevole
Con solo 363posti è uno dei teatri più piccoli ma l’acustica è eccellente un mese dopo la sua inaugurazione il 16 gennaio 1770 ospitò un memorabile concerto con il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart
Usciti dal teatro proseguiamo su Via dell’Accademia fino ad incrociare Via Broletto dove girando a destra entriamo in Piazza Sordello cuore della Mantova rinascimentale in questo giorno stravolto e deturpato dalle bancarelle di un mercato
Di fronte abbiamo la mole del Duomo dedicato a San Pietro,il Palazzo Vescovile sede episcopale e ai lati Palazzo Bonacolsi e il Palazzo Ducale che con il castello di San Giorgio residenza ufficiale dei Gonzaga è costituito da più edifici uniti con cortili, giardini e sale ricche di storia di affreschi e decorazioni
L’itinerario per la visita è limitato a causa dei danni verificatisi con il terremoto del 20 e 29 maggio2012
Sulla piazza Sordello si affacciano le parte più antiche,il merlato palazzo del Capitano e la Magna Domus edificati dalla famigli Bonacolsi che ha governato Mantova prima dei Gonzaga
Le sale si susseguono con dipinti ,statue, soffitti in legno cesellati, la splendida Sala degli Specchi una galleria di collegamento che si affaccia sul giardino d‘onore, la sala dello Zodiaco con la volta blu dove tra le costellazioni che brillano spicca il carro di Diana trainato da cani, segue la sala dei Fiumi con la rappresentazione sotto forma di giganti dei sei fiumi del territorio mantovano il Po,il Mincio,il Secchia,il Chiese,l’Oglio e il Mella
Agli estremi della galleria due grotte lavorate a stucco con lo stemma austriaco e quello dei Gonzaga,la sala con porte finestra si affaccia sul giardino pensile sopraelevato per circa 12 metri dal livello della piazza Sordello con un portico che gira intorno al suo perimetro
Le stanze degli Arazzi un appartamento con 9 arazzi di scuola fiamminga tessuti su disegno di Raffaello, la sala del Labirinto così chiamata per la decorazione del soffitto appunto un labirinto con scritto lungo tutto il percorso la frase “Forse che si,forse che no” pare sia il testo di una canzone del cinquecento ,la frase letta da Gabriele D ‘Annunzio durante la sua visita a Palazzo Ducale diede lo spunto per titolare il suo ultimo romanzo
Usciti da Palazzo Ducale proseguendo a destra dopo una ventina di metri c’è il portico affrescato Gabriele D’Annunzio che congiunge Piazza Sordello a Piazza Castello ,scenografica piazza circondata per tre lati da portici a serliana con il soffitto affrescato ,l’edificio del quarto lato con all’interno un corridoi usato dai Gonzaga per recarsi a messa collega Palazzo Ducale alla piazzetta dove sorge la chiesa Palatina di Santa Barbara .
Castello San Giorgio fu per lunghi anni residenza di Isabella d’Este una delle più celebri nobildonne del rinascimento che accolse nella sua corte artisti e poeti ,collezionò quadri ed opere d’arte e fece di Mantova una città di arte e cultura,una delle sale più belle e più celebri del castello è la Camera degli sposi affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 detta anche Camera Picta(camera dipinta) un ciclo di meravigliosi affreschi ricopre tutte le pareti ,camera che non abbiamo potuto visitare come altre zone del castello e la chiesa di Santa Barbara gravemente danneggiate dal terremoto

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domenica 30 marzo 2014

Dal Castello San Giorgio ritorniamo in Piazza Sordello e passando sotto il Voltone San Pietro percorriamo via Broletto strada di collegamento a Piazza delle Erbe il nome anticamente indicava il mercato ortofrutticolo
La piazza doveva essere molto bella circondata da palazzi medioevali oggi il palazzo della regione
e parte della torre dell’orologio sono coperte da impalcature , di fianco la rotonda di San Lorenzo costruita per volere di Matilde di Canossa è la più antica chiesa della città
L’edificio circolare è stato costruito a somiglianza del Santo Sepolcro di Gerusalemme,chiusa al culto dal duca Guglielmo Gonzaga nel corso degli anni venne inglobata ad altre costruzioni,nei primi anni del millenovecento la ristrutturazione di alcuni fabbricati la fece tornare in superficie e iniziarono i lavori di restauro
La torre rettangolare dell’orologio costruita nel 1472 su richiesta del marchese Ludovico II ha inserito sulla facciata un antico orologio realizzato da Bartolomeo Manfredi astrologo e matematico alla corte dei Gonzaga
Le ore del quadrante sono contrassegnate da numeri romani,ci sono i segni zodiacali e indicazioni sulla posizione degli astri che servivano per l’agricoltura,sotto in una nicchia la statua della Madonna Immacolata
Alla fine di Piazza delle Erbe si apre la piazza Andrea Mantegna all’angolo tra queste due piazze la casa del mercante Boniforte da Concorezzo , la facciata rinascimentale è abbellita con capitelli,decorazioni e finestre in terracotta incorniciate con motivi in rilievo,alle sue spalle la Torre del Salaro anticamente magazzino del sale.
Nella piazza Andrea Mantegna sorge la Basilica di Sant’Andrea, a causa del terremoto del 1012 la facciata e coperta da impalcature anche l’interno è in ristrutturazione e non si può ammirare a pieno la bellezza degli affreschi

Nella chiesa si trova la cappella funebre di Andrea Mantegna e in una cripta sono custoditi i Sacri Vasi che contengono le gocce di sangue di Gesù ,la leggenda racconta che Longino il soldato romano che trafisse Gesù con una lancia raccolse poi il sangue misto a terra,convertitosi partì per divulgare le parole del Signore giungendo fino a Mantova e nascondendo la reliquia nell’orto dello” Spedale del Pellegrino”dove dopo il suo martirio fu sepolto lui stesso
Il corpo di Longino e la cassetta con le reliquie vennero ritrovate e occultate di nuovo temendo la profanazione,vennero riscoperte e conservate nella chiesa di un monastero benedettino fino a quando Ludovico II Gonzaga lo fece radere al suolo e costruire l’attuale basilica di Sant’Andrea
Ogni anno nel pomeriggio del venerdì santo si svolge la cerimonia per l’apertura dei forzieri un’operazione complicata che comporta l’impiego di 12 chiavi conservate da autorità statali ed ecclesiastiche, le reliquie vengono poste ai piedi del Cristo crocefisso nell’ abside della cattedrale.
È ora di lasciare la città abbiamo visitato le cose più importanti ma altre ne restano da vedere ci auguriamo di ritornare e visitare altri monumenti e di vedere Mantova guarita dalle ferite del terremoto




Due considerazioni personali
La prima positiva che abbiano dato il permesso di effettuare foto all’interno dei musei ,con il tempo i ricordi di affreschi ,dipinti o altre cose belle visitate si affievoliscono ,guardano le foto ritorniamo ad ammirare le bellezze del passato e ricordi della bella giornata trascorsa a Mantova
La seconda negativa è stato vedere Piazza Sordello e Piazza delle Erbe invase dalle bancarelle del mercato ,da tavolini ,sedie ed ombrelloni di ristoranti e bar














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