Uno splendido centro storico

località: jesi
regione: marche
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: domenica 20 agosto 2006
Data fine viaggio: domenica 20 agosto 2006

Jesi è una località, fra quelle che ho visitato la scorsa estate durante il mio soggiorno nelle Marche, che mi ha particolarmente soddisfatto. Una bella città in provincia di Ancona, con circa quarantamila abitanti, che si presente con un centro storico molto piacevole e in gran parte ancora racchiuso da mura e bastioni, al quale si accede, preferibilmente, attraverso il cosiddetto Arco Clementino, che gli abitanti di Jesi fecero erigere nel 1700 in onore di Papa Clemente XII in riconoscenza di aver fatto sistemare la strada che collegava la città all'Adriatico ed aver abolito il dazio sul commercio del grano.

Una bella città dal passato antico che è fatto risalire agli Umbri, poi agli etruschi, quindi Castrum e poi Municipium romano con il nome di Aesis. Nel 1100 diventa libero comune con una sua autonomia amministrativa, nel 1400 è Signoria di Francesco Sforza che, a metà del secolo, la cede alla Chiesa, restando cosi nei territori dello Stato Pontificio fino alla battaglia risorgimentale nella vicina Castelfidardo (1860) dopo la quale entrò nel Regno d'Italia. Federico II di Svevia e Giovanni Battista Pergolesi sono fra i nativi illustri di Jesi.

Siamo arrivati a Jesi provenendo da Cingoli, dove eravamo alloggiati, un breve viaggio di una ventina di chilometri che, però, richiede una quarantina di minuti d'auto per le strade molto tortuose ed inizialmente avevo pensato di parcheggiare l'auto nelle immediate vicinanze dell'Arco Clementino e proseguire a piedi, poi ho deciso di tentare la mia buona sorte e cosi sono entrato in auto, trovando un comodo parcheggio dinanzi a Palazzo Pianetti (che ospita la Pinacoteca Civica) in una viuzza parallela a quella centrale.

Se si esclude l'asse principale che attraverso il centro storico, dall'Arco Clementino fino alla Piazza del Duomo, ho notato che la viabilità è abbastanza agevole, nonostante le strade strette. I parcheggi sono tutti a pagamento e con lo scomodissimo sistema del gratta e sosta che costringe ad andare a cercare dove acquistare i tagliandi, ma ho notato che nelle vie parallele alla via centrale ce ne sono parecchi e non tutti erano utilizzati, nonostante il periodo di Ferragosto.

Abbiamo iniziato la visita proprio da Palazzo Pianetti, che era una delle mete prefissate, perché volevamo vedere i dipinti di Lorenzo Lotto che sono esposti in questa Pinacoteca. L'edificio che ospita l'esposizione è sicuramente uno dei più interessanti esempi di architettura del settecento e soprattutto la Galleria degli Stucchi (o Galleria Rococò) è veramente uno spettacolo che da sola vale il biglietto d'ingresso (5,50 euro). Interessanti le opere esposte, soprattutto le cinque di Lorenzo Lotto e poi anche la collezione moderna in cui ci sono opere di Guttuso, Sassu, Mattioli, Brindisi, Cassinari, etc.

Dalla Pinacoteca ci siamo spostati poche decine di metri ed abbiamo iniziato la vera visita del centro storico di Jesi, ad iniziare dal quattrocentesco Santuario della Madonna delle Grazie e dalla duecentesca Chiesa di San Nicolò (molto bello il suo portale gotico) che le sta quasi di fronte, per passare alla caratteristica Chiesa di San Giovanni Battista (la cui origine risulta anteriore all'anno Mille) prima di arrivare in Piazza Repubblica su cui si affaccia il Teatro Pergolesi, di fine settecento, e subito dopo il cinquecentesco Palazzo Ricci, caratteristico per la sua facciata di pietre tagliate a forma di diamante.

Proseguendo verso il Duomo si incontrano numerosi edifici storici di particolare impatto visivo come facciata ma non visitabili, quali il quattrocentesco Palazzo Colocci (in parte di proprietà comunale e sede del Museo Colocci e dell'Archivio Colocci-Vespucci) e subito dopo il quattrocentesco Palazzo della Signoria con un bel cortiletto interno porticato e con un sovrastante loggiato (che si intravede dalle inferriate, anche questo chiuso), dopo di che si arriva nella suggestiva Piazza Federico II.

Una piazza molto scenografica su cui si affaccia Palazzo Ripanti, in stile tardo gotico, l'ex Chiesa di San Floriano (che attualmente ospita il Museo Archeologico e il Teatro Studio), il settecentesco Palazzo Baleari e la settecentesca Cattedrale (costruita in quel secolo sul luogo ove sorgeva un precedente edificio religioso) con un interno molto sobrio, ma abbellito da numerosi affreschi e da pregevoli decorazioni in stucco, e con delle cappelle laterali particolarmente artistiche.

Quello che colpisce del centro storico di Jesi e mi riferisco soprattutto alle costruzioni che si affacciano sull'asse viaria dall'Arco Clementino al Duomo, è la piacevole armonia degli edifici che vi si trovano. Vi sono edifici medievali, rinascimentali e anche di recente costruzione, restauro o ristrutturazione, ma che si armonizzano fra loro in un colpo d'occhio molto piacevole. L'unico edificio che si discosta da questi canoni è il Palazzo della Banca Popolare di Ancona (se non ricordo male) che, a mio avviso, solo una commissione edilizia in preda ai fumi dell'alcool può aver concesso. Un vero peccato.

Ci siamo fermati a pranzo all'Osteria Gattomatto, un bel locale che si trova in centro, a pochi passi da Piazza Repubblica e dal Teatro Pergolesi. Abbiamo scelto l'antipasto di mare (polipo con patate, razza con peperoni e seppie al sedano), per primo piatto Paccheri agli scampi, saltato il secondo e chiuso con sorbetto di ananas, due caffè, acqua e una bottiglia di Verdicchio, per un conto che è stato di 55,00 euro che mi sento di giudicare ragionevole.

Abbiamo ripreso l'auto per un giro attorno alle mura del centro storico dalle quali si alzano ancora alcune torri di una certa imponenza, come il Torrione di Mezzogiorno in Piazza Pontelli e il Torrione del Mortirozzo. Poco fuori delle mura, una sosta la merita la duecentesca Chiesa di San Marco, molto bella, con la facciata in mattoni e un pregevole interno a tre navate e con il soffitto a crociera molto ben decorato ed affrescato.

Sono stato molto soddisfatto della visita di questa città, se non fosse stato per il Palazzo della Banca Popolare, non avrei esitato a definire il centro storico di Jesi fra i più belli in assoluto fra quelli che ho avuto occasione di visitare fino ad ora, e quindi il consiglio a visitarla è d'obbligo. Dall'autostrada Adriatica è molto comodo arrivarci in auto, uscendo ad Ancona Nord e proseguendo per la superstrada Ancona Roma. Anche il servizio ferroviario è molto buono, trovandosi Jesi lungo la linea ferroviaria Roma Ancona.

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