Castello di Rosazzo

località: rosazzo
regione: friuli venezia giulia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 14 maggio 2005
Data fine viaggio: sabato 14 maggio 2005

Tina, mia moglie, appassionata di fiori, di rose in particolare, ha scoperto che ogni anno sono in esposizione in questo castello

Monastero fortificato di Rosazzo e chiesa di San Pietro
[Secoli XI - XVIII]

Il complesso è uno dei principali monasteri incastellati del Friuli che un tempo controllava l'importante via che da Cividale conduce a Gorizia. L'abate possedeva poteri vescovili e principeschi e veniva nominato dal patriarca o direttamente dal papa. Il convento venne fondato intorno al 1080 sotto la regola agostiniana poco dopo mutata in benedettina, i primi monaci giunsero da Millstadt (Carinzia) e provvedevano anche all'annesso ospedale di Sant'Egidio che accoglieva poveri e lebbrosi. Nel recente l'abbazia era fortificata quanto un castello con cinta muraria, torri di guardia e proprie milizie. Durante la guerra del 1361 contro i duchi d'Austria Rodolfo e Federico, l'abate Raimondo difese il complesso abbaziale che superò l'assedio. Nel 1373 era subentrata la direzione della Comunità di Cividale interessata a questa postazione strategica. Il monastero dal 1381 al 1387 fu coinvolto nelle diatribe legate alla nomina del patriarca Filippo d'Alençon appoggiato dai cividalesi, dall'abate e alle truppe padovane di Francesco da Carrara. Nel 1422 il patriarca Lodovico di Teck assediava i castelli di Manzano, Buttrio e Rosazzo, ma fu bloccato dall'intervento della Repubblica di Venezia che così impose la sua dominazione. La guerra della Lega di Cambrai (1508) distrusse gravemente gli edifici dell'abbazia in seguito restaurati sotto l'abate vescovo di Verona Gian Matteo Giberti. Gli ultimi monaci domenicani abbandonarono il monastero nel 1751 e vi subentrò la commenda perpetua dell'Arcivescovo di Udine. L'originario complesso medioevale è quasi scomparso con i restauri cinquecenteschi e ottocenteschi, rimangono le mura fortificate di nord ovest con la torre trecentesca e tratti della cinta muraria. Nella chiesa di San Pietro dell'architetto cividalese Venceslao Boiani si trovano, nel coro, gli affreschi realizzati dal veronese Francesco Torbido: gli Evangelisti nelle vele. la Trasfigurazione, la Vocazione di san Pietro e la Pesca miracolosa nelle pareti, una Madonna con Bambino e Santi nell'arco trionfale. Nell'ex refettorio una Crocifissione recentemente restaurata è attribuita al veronese Battista dell'Angelo, cognato del Torbido. L'altare maggiore (1756) è opera degli scultori udinesi Mattiussi.

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