Il lago di garda in Mountain Bike

località: lago di garda
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: mercoledì 13 agosto 2003
Data fine viaggio: domenica 17 agosto 2003

Periodo: estate 2003; chilometri sulle gambe: troppi per vergognarsi e troppo pochi per vantarsi; stoto mountain bike: catena sempre ingrassata; equipaggiamento: borsoni con tende; esperienze di giri "a tappe" in completa autogestione: una; note sull'unica esperienza passata: magnifica; motivazione nel ripetersi: alta; tempo a disposizione: poco anzi pochissimo, una sola settimana.
Con questi presupposti decidiamo di rimanere nel Bel Paese, andando a pedalare nei pressi del Lago di garda. Ci siamo già stati anni fa, nella classica veste di turisti, ma mai con la mountain bike. Dal punto di vista morfologico, le uniche nostre informazioni e i nostri ricordi sono stati appena sufficienti a pianificare delle tappe non troppo onerose (circa 50km al giorno), lasciando ampio spazio a soste nelle particolari quanto numerose cittadine situate sulla costa del lago. La forma fisica e soprattutto la nebulosa conoscenza delle strade, ci ha portato a definire fin da subito una giornata da dedicare al dolce far niente. E' una giornata "cuscinetto" che è bene includere anche nei viaggi più brevi: serve a riposarsi o a recuperare il terreno perso il giorno prima; è, in pratica, un modo per prevedere gli imprevisti (se mi passate il termine).

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Peschiera - Moniga

mercoledì 13 agosto 2003

Partiamo da Peschiera del Garda, le cui alte mura e possenti bastioni circondati da profondi fossati le conferiscono un aspetto imponente ed austero. Parcheggiamo la macchina nei pressi di un porto, scarichiamo le biciclette e ci carichiamo sopra i bagagli. Questi, con i loro 10kg (tenda, sacco a pelo, vestiti, acqua, attrezzi per riparazione bici...) contribuiscono a portare a 23 i kg della massa da spostare. Sulla carta decisamente molti ma, come ci siamo detti prima di partire "una volta presa la velocità di crociera, mantenerla è un gioco da ragazzi"... si, in pianura e in teoria... basta un po' di salita e cominci ad avvertire il fastidio del sudore che gronda dalla fronte.
Ci dirigiamo subito verso la nostra prima tappa: Moniga. Prima di arrivarci abbiamo l'occasione di fermarci a Sirmione e a Desenzano del Garda e Padenghe. La penisola di Sirmione si protende per circa 4 km da sud nelle acque del lago ed è molto frequentata per le cure termali e per lo stupendo paesaggio. Tra una rigogliosa vegetazione di ulivi, cipressi, lauri e magnolie si alzano tre colline: Cortine, Mavino e Grotte di Catullo. Quest'ultima è sede della zona archeologica di un antico palazzo romano.
Dopo qualche chilometro di strada non troppo impegnativa, la cittadina di Sirmione ci offre un caratteristico porticciolo e un tranquillo lungolago.
Piantiamo le nostre tende nel campeggio "Piantelle", molto ben fornito, situato sulla costa del lago.

Moniga - Gargnano

giovedì 14 agosto 2003

Dopo pochi chilometri dalla la partenza siamo già immersi in un incantevole paesaggio ricco di uliveti,
di alture moreniche e di vigneti. Fortunatamente lo spirito con cui abbiamo affrontato questo viaggio, squisitamente turistico, ci permette di osservare il paesaggio che ci circonda, dove l'isola di Garda merita senz'altro qualche minuto di ammirazione. La zona ha l'aspetto di essere molto rilassante (sicuramente in un contesto diverso da questo viaggio) con ampi golfi, grandi spiagge e promontori pittoreschi.
Stiamo arrivando a Salò, adagiato alle pendici del monte S. Bartolomeo. Giusto il tempo di ammirare il lungolago e ripartiamo verso Gargnano. La lunga sosta a Salò ci costringe ad un ritardo rispetto alla nostra tabella di marcia, che abbiamo redatto con l'intento di intensificare le pedalate nelle prime ore del mattino. Giunti all'altezza di Gardone, la strada inizia ad assumere l'aspetto più preoccupante: quello della salita; una lenta ma costante salita, che ci dovrebbe condurre fino al prossimo camping, in un luogo a noi non troppo ben noto. Dopo la telefonata al gestore del camping, i nostri dubbi vengono chiariti da una precisa e dettagliata descrizione della strada da seguire... dobbiamo lasciare la costa del lago e salire di un centinaio di metri. "Quattro o cinque tornanti e siete arrivati" ci disse il gestore, gentilissimo, che probabilmente non aveva capito che eravamo in bicicletta e con una zavorra di una dozzina di chili. Guardate le foto di questo itinerario: non sono sufficienti poche righe né per descrivere la durezza di questo tratto né per illustrare il magnifico paesaggio che circonda e sovrasta il lago, indiscusso protagonista di questo nostro viaggio.
La meta di domani è ben visibile dal ristorante dove ceniamo: Malcesine, che si trova sulla riva orientale del lago, di fronte a noi.

Gargnano - Malcesine

venerdì 15 agosto 2003

Senz'altro la tappa più lunga, dall'inizio già "critico", a causa dei freni che dobbiamo usare con cura nella discesa che il giorno prima ci ha fatto penare. Ritorniamo sulla strada che circonda il lago, con la sua leggera ma inesorabile salita, che ci accompagnerà fino a Riva del Garda. Questi sono i chilometri più belli dal punto di vista naturalistico, ma i più pericolosi, a causa di una carreggiata troppo stretta e troppo trafficata, a tratti resa buia da qualche galleria che ci nasconde alla vista degli automobilisti. Ma forse queste sono le caratteristiche che rendono così unica la Gardesana Occidentale (è il nome della strada che stiamo percorrendo).
Il paese di Limone è proprio come viene descritto sui libri e sulle guide turistiche: caratteristico e pittoresco, a ridosso di alte pareti rocciose.
Passata Riva del Garda con la sua rocca del XII secolo, ci fiondiamo aiutati dalla strada che diventa a noi favorevole (cioè in discesa) verso Torbole. Il borgo si trova alle pendici della collina di Castel Pende e, grazie al suo clima mite, vi si trovano palme, oleandri e ulivi. Una breve fermata è d'obbligo, quando il lago si tinge dei colori fluorescenti delle vele di windsurf e sky-surf. E' uno spettacolo unico, favorito da un vento sempre forte e costante. Qui incontriamo alcuni ciclisti che ci illustrano qualche itinerario della zona, ricca di sentieri per gli amanti delle ruote grasse. Uno dei posti più frequentati dai bikers della zona è il Mte Baldo, verso il quale ci dirigiamo, con un occhio i riguardo e di ammirazione verso il lago, sulla nostra sinistra. La segnaletica stradale ci indica che siamo arrivati a Malcesine. Svoltiamo subito a sinistra ed entriamo nel campeggio che ci ospiterà per le prossime due notti. Non prenotare in anticipo ci sarebbe costato caro: il campeggio è letteralmente pieno. Da come siamo stati accolti dai gestori, molto cordiali e disponibili, probabilmente eravamo gli unici due italiani tra tanti tedeschi.
Approfittiamo del forte anticipo che abbiamo sulla tabella di marcia per andare subito ad ammirare il lago da un posto fantastico: la cima del M.te Baldo. Dobbiamo fare circa cinque chilometri per arrivare alla stazione della funivia. La risalita è molto veloce. Alle nostre spalle il castello scaligero del XIII secolo diventa sempre più piccolo. Lo rivedremo al ritorno, avvolto dai colori del tramonto. Uno spettacolo che merita di essere immortalato in una fotografia.
In cima al M.te Baldo, da cui partono diversi sentieri che si possono fare anche in MTB, il panorama è unico: da una parte il Lago di garda, dall'altra la valle dell'Adige, entrambi arricchiti da deltaplani e parapendii.

Relax a Malcesine

sabato 16 agosto 2003

Giornata dedicata al puro relax: spiaggia dalle ore 7.30 alle ore 17.00. Visita al paese di Malcesine, cena e buonanotte.

Malcesine - Peschiera

domenica 17 agosto 2003

Dopo la giornata di relax, con il vivo ricordo dello splendido paesaggio ammirato dal Mte Baldo, smontiamo le tende e ripartiamo verso il punto di partenza: Peschiera dove, sperabilmente, ci attende la nostra macchina. Approfittiamo della frescura delle prime ore del mattino per imprimere subito un buon ritmo di pedalata che ci porta subito a destinazione. La nostra unica sosta degna di nota è avvenuta a Torri del Benaco, stupenda ed incantevole cittadina collegata con un servizio di traghetto per persone ed autovetture (no bici?) a Maderno, sull'altra sponda del lago. Da ammirare le antiche mura e il castello, ricostruito dagli Scaligeri nel 1383.
La nostra pedalata è veloce, forse troppo per soffermarci sulle bellezze paesaggistiche che il luogo offre. Garda è una cittadina dominata da una Rocca, situata in un ampio golfo che termina a nord con la punta S. Vigilio. Tale Rocca si trova sulla sommità del monte che sovrasta il paese.
Verso mezzogiorno entriamo a Peschiera, dove si conclude questo nostro viaggio.