Allo Zenit dell'ospitalità: Viaggio a Voghera

località: voghera
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 4 settembre 2010
Data fine viaggio: domenica 5 settembre 2010

Quando percorriamo il breve tratto di autostrada che dalla nostra città ci porta a Voghera, superando i TIR che dal porto di Genova trasportano le merci nella provincia di Pavia, il pensiero vola subito a molti secoli fa, quando sulla strada che collega la Valle Straffora con il mare, al posto dei camion c’erano i muli carichi di sale. Sì, perché da Voghera, data la sua posizione strategica, transitava la famosa via del sale lombarda, lungo la quale venivano trasportate le merci del settentrione, tra cui la lana, e sempre per la stessa strada arrivavano in pianura i carichi di sale, materiale preziosissimo per la conservazione dei cibi e per la concia del cuoio.
Una bella città verde, solare, a misura d’uomo, e con una storia importante alle spalle, che risale al Neolitico: il clima mite di Voghera e la presenza di corsi d’acqua erano apprezzate già dall’uomo preistorico. La posizione della città è stata, nei secoli, la sua gioia, ma anche la sua croce: se da un lato era luogo di transito e di sosta per i tanti pellegrini diretti a Roma o perfino in Terra Santa, purtroppo le guerre non l’hanno risparmiata, a cominciare dagli eserciti di Massimo Magno Clemente e di Attila, rispettivamente del 387 e del 452 dopo Cristo, fino ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ma l’impronta dei pellegrini, e del loro messaggio spirituale, alla lunga ha prevalso sulle sofferenze: così San Bovo, un cavaliere franco che dopo diverse gloriose battaglie, in cui si era distinto per aver saputo difendere la sua patria con prodezza, ma che successivamente cambiò vita, dedicandosi alla meditazione e al pellegrinaggio, divenne santo patrono di Voghera.
Arrivando in città, percorriamo una strada, la circonvallazione interna, di cui apprendiamo successivamente, durante la nostra passeggiata, che si sviluppa sul tracciato di quelle che un tempo erano le mura della città, abbattute tra il 1821 e il 1830, conseguentemente alla decisione di ampliare e di ammodernare il centro abitato, in seguito a un significativo sviluppo demografico.
Voghera ha dato i natali a diversi personaggi famosi legati al mondo della cultura, come lo scrittore Alberto Arbasino, il pianista e compositore di colonne sonore Pino Calvi, nato proprio qui nel 1930, oltre al pittore futurista Ambrogio Casati, del 1897.
Camminiamo, dunque, su pietre con una certa storia, quando, una volta sistemati nelle comode stanze dell’Hotel Ristorante Zenit, c’avviamo alla scoperta della città. Il Duomo settecentesco di San Lorenzo Martire è di una bellezza mozzafiato, lo ammiriamo nel bel mezzo di una splendida piazza assolata e circondata dalle graziose vie del centro storico.
Altra meta immancabile è il Castello, costruito dai Visconti nella seconda parte del Trecento. Davanti e intorno abbiamo trovato un’area verde molto piacevole, con alberi e piante, costeggiata da una strada poco trafficata, eppure vivace, con negozi e palazzi caratteristici.
Se tempo fa erano i pellegrini a fermarsi a Voghera, oggi sono i turisti e le persone che per motivi di lavoro si trovano in zona. Così ci racconta la signora Maria, titolare ormai da trent’anni dell’Hotel Ristorante Zenit, mentre dopo la nostra giornata di relax in questa graziosissima città d’arte, ci accomodiamo a tavola. Ci accoglie un ambiente famigliare, gentile e simpatico, in cui si chiacchiera con i gestori e si gustano i piatti genuini della zona. Dopo i salatini con l’aperitivo, i salumi misti, l’insalata russa e il vitello tonnato dell’antipasto, prendiamo delle crespelle al formaggio, mentre i nostri amici optano per un risotto di stagione, ai funghi. “Da noi è tutto fresco, la nostra cucina è genuina, non usiamo roba in scatola, è tutto quanto fatto in casa, con ingredienti di prima scelta, in modo da garantire la freschezza. Prepariamo anche degli ottimi piatti di pesce, su prenotazione”, ci spiega la signora Maria. Dopo i primi, cominciamo a riflettere su cosa scegliere come secondo, quando conosciamo Giovanna, la figlia della titolare. “I nostri piatti sono così buoni anche perché il nostro lavoro ci piace tantissimo”, spiega con autentica passione. “Mentre lavoriamo, ci divertiamo, parlare con le persone e preparare dei piatti buoni per tutti, è la nostra vita. Io adoro quando arriva un pullman tutto pieno di turisti: il nostro lavoro mi permette di conoscere tante persone nuove”, racconta Giovanna, mentre decidiamo per i secondi: spiedino di carni miste, e frittura mista di carni e verdure. Annaffiamo il tutto con degli ottimi vini dell’Oltrepò pavese, e coroniamo la cena con una squisita crostata con fragole, mentre i nostri amici scelgono una coloratissima macedonia col gelato.
Torneremo presto a percorrere l’antica via del sale che porta a Voghera, visto che ci siamo trovati molto bene, e abbiamo ancora molte chicche storiche e artistiche da scoprire. In fondo, anche viaggiare è il sale della vita.

Francesca Bertha

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