Sulle tracce di San Nicola e dei pellegrini: Viaggio gustoso a Piacenza

località: piacenza
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 16 ottobre 2010
Data fine viaggio: sabato 16 ottobre 2010

La traversata delle Alpi da parte di Annibale, con al seguito novantamila uomini e trentasette elefanti da guerra non fu certo impresa facile, al punto che a sopravvivere alla prova disumana furono circa un terzo degli uomini e ventuno pachidermi. A tutt’oggi gli studiosi non concordano sul luogo esatto, sul valico preciso della traversata, ma una cosa è certa: una volta giunto nella Pianura Padana, l’esercito di Annibale proseguì, e ci volle la rottura del morso del suo cavallo alle porte di Piacenza, affinché un toponimo, Rottofreno, ricordasse ai posteri il passaggio del condottiero.
Fortunatamente il nostro viaggio è stato molto meno impegnativo: per una questione di comodità, siamo partiti senza nessun elefante al seguito e abbiamo fatto solo un’oretta di auto per giungere in quella che viene spesso definita la Città dei Palazzi, grazie alla presenza di numerose dimore aristocratiche e borghesi, tra cui “il Gotico”, il palazzo dove ha sede il Comune. Piacenza è una città davvero molto piacevole, piena di giardini, oltre a una lunga serie di monumenti che testimoniano l’epoca del Ducato di Parma e Piacenza. Abbiamo iniziato il nostro giro dal Duomo per proseguire con la visita alla Basilica di Sant’Antonino, il patrono. In questa chiesa romanica, voluta da San Vittore, il primo vescovo di Piacenza, si riunirono nel 1183 i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa per firmare i preliminari della pace di Costanza. La Basilica conserva al suo interno le reliquie del martire cristiano Antonino, oltre alle cinque tele del De Longe, raffiguranti le scene della vita del Santo.
Piacenza ha dato i natali a numerosi personaggi dell’arte e della cultura, dal politico e scrittore Melchiorre Gioia fino a Giorgio Armani. A proposito di eleganza, bellezza e miti della nostra epoca, abbiamo colto l’occasione per visitare il Museo della Vespa e dello Scooter, una miniera d’oro per gli appassionati del genere. Certo non abbiamo nemmeno trascurato i musei più importanti della città, come quelli di Palazzo Farnese, che ripercorrono la storia dell’arte a partire dal Medioevo, e il Museo di Storia Naturale, che contiene anche un interessante erbario ottocentesco e una collezione ornitologica.
Dopo la passeggiata in città, abbiamo deciso di visitare il luogo dove durante la seconda guerra punica, nel corso della battaglia della Trebbia, Annibale fu costretto a fermarsi a causa della rottura del morso del suo cavallo, episodio immortalato perfino nello stemma di Rottofreno. Questa località, e in particolare la sua frazione più popolosa, San Nicolò di Trebbia, è famosa anche per il passaggio dei pellegrini diretti a Roma lungo la via Francigena. Tra loro ci fu pure San Nicola di Bari, a cui è dedicata la chiesa parrocchiale.
Abbiamo scelto San Nicolò anche come tappa del nostro “pellegrinaggio culinario”, fermandoci a mangiare presso la Trattoria Colonna, la più antica trattoria del paese. Gestito dal 1970 dalla famiglia Ferri, questo locale è il posto giusto per gustare un menù ricco di specialità piacentine preparate dai titolari, il signor Ettore, la signora Ida e il figlio Stefano.
Iniziamo con un tagliere di salumi D.O.P. piacentini, prodotti da artigiani della zona, per passare a un primo che aggiunge un capitolo alla scoperta della storia di questi luoghi: i tortelli del Petrarca, fatti a mano, di magro al burro e salvia, con ricotta, spinaci ed erbette. “Furono ideati nel 1351 in onore del Petrarca che venne a visitare il vicino Castello di Vigolzone”, ci racconta il Signor Ettore, appassionato di storia locale. “Senza cultura non c’è cucina”, ci dice, mentre assaggiamo un altro piatto tipico del posto, i pisarei e fasò. Si tratta di gnocchetti preparati con pane raffermo e farina, serviti insieme a un sugo di fagioli con le verdure. Quanto ai secondi, il nostro gruppo si divide tra piatti di carne e di pesce: oltre alla composizione di pescato, con tre o quattro qualità di pesce di mare, crostacei e verdure di stagione cotte a vapore, facciamo la “conoscenza” anche del gallo “Viustino 65”, brasato e servito su un crostone di polenta con funghi porcini, mentre un nostro amico sceglie il guancialino di vitello, brasato a bassa temperatura. Annaffiamo queste bontà con i vini doc del territorio, come il bianco autoctono Ortrugo e il Gutturnio. Coroniamo la cena con i dolci ideati e preparati da Stefano, che ha imparato a farli in Francia, a Lione: prendiamo una composizione d’autunno, ovvero un panzerotto tiepido alle castagne, un bisquit alla nocciola con mele e marroni, con salsa di cachi, mentre una nostra amica sceglie la sfogliatina calda di mele renette e marmellata di prugne con gelato alla crema e salsa mou.
Torneremo senz’altro presto a Piacenza e a San Nicolò, anche per un ulteriore imperdibile appuntamento goloso: dal 31 Ottobre ogni domenica, a mezzogiorno, il Signor Ettore farà il gran carrello di bolliti misti.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:

www.comune.Piacenza.it
www.comune.rottofreno.pc.it

Trattoria Colonna
Via Emilia Est, 6 frazione San Nicolò – Rottofreno (PC)
0523/768343

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