Le meraviglie della valle d’Aosta

località: valle d'aosta
regione: valle d'aosta
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 3 luglio 2010
Data fine viaggio: lunedì 5 luglio 2010

Castelli e montagne della valle d’Aosta (3-4-5 luglio 2010 – 11-12 luglio 2010)
Testo di Anna Marchisio - Foto di Marco Giovo

Andiamo spesso in valle d’Aosta per camminare sulle sue splendide montagne ed è già stata luogo di molti brevi vacanze proprio per questo motivo. Quest’anno decidiamo di ampliare la nostra conoscenza della regione andandone a visitare anche le bellezze culturali; castelli, fortezze e non solo. Ed è così che trascorriamo due fine settimana di luglio in questa piccola ma ricca regione.
Il primo è un fine settimana lungo (3 giorni) e pernottiamo in un b&b mentre il secondo lo trascorriamo in tenda immersi tra le montagne lontano da tutti.

La regione autonomo della valle d’Aosta è una delle regioni più piccole d’Italia ma questo piccolo territorio ha veramente tanto da offrire. Le montagne, le Alpi sono splendide. Il monte Bianco, il monte Rosa, il Gran Paradiso, sono solo alcune delle montagne, più alte delle Alpi, che la valle d’Aosta ha l’onore di ospitare in parte o completamente. Insomma.. per gli appassionati di montagna c’è molto da fare sia d’inverno che d’estate. Ma anche per coloro che ricercano una visita per così dire culturale c’è pane per i suoi denti. I suoi antichi borghi, i suoi castelli e le sue fortezze sono solo un esempio di quello che questa regione ha da offrire, insomma… scoprirla può essere una piacevole sorpresa ed innamorarsi di questi luoghi non sarà per nulla difficile.

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...

sabato 3 luglio 2010

La nostra prima meta è il forte di Bart. Svetta fiero e imponente dalla sua posizione strategica. Inaftti domina sulla stretta gola di Bart ed è un passaggio obbligatorio per tutti quelli che vogliono entrare in valle d’Aosta. Fin dai tempi più antichi il forte rivestì un ruolo importante per la difesa della valle. Sul finire dell’ottocento il forte perde importanza dando così inizio al suo lento declino. In epoca recente è stato ristrutturato e riportato al suo antico splendore. Al suo interno vengono allestite mostre, conferenze, concerti, etc. Lo stesso museo delle Alpi è ospitato all’interno del forte. Il museo è interessante, sicuramente il filmato del volo dell’aquila merita da solo la visita del museo (ingresso museo 8,00 – gratis per i possessori della tessera museo della Regione Piemonte).
Per raggiungere la fortezza si può usufruire degli ascensori panoramici oppure fare la strada a piedi. Merita anche passeggiare per le vie del borgo di Bart. Strette e suggestive.

Lasciato il fort di Bart ci dirigiamo verso Aosta, senza prima fermarci al castello di Fenis. Purtroppo stanno girando un film o un documentario quindi non è possibile girare troppo all’esterno del castello, in ogni caso… La sua posizione, lo si nota subito, non è in posizione strategica come invece avviene per molti altri castelli o fortezze in valle d’Aosta che svettano sulla sommità di rocche o colline. Fenis fu costruito come sede per la famiglia Challant, gli allora signori della Valle d’Aosta. La visita all’interno del castello è guidata e dura una mezz’ora (ingresso 5,00 intero e 3,5 con la tessera musei della Regione Piemonte).
Il castello del Borgo Medioevale di Torino è stato realizzato prendendo come ispirazione molti castelli del Piemonte e della valle d’Aosta, così il cortile del castello del Borgo Medioevale non è altri che una copia del cortile interno del castello di Fenis.

Terminata la visita al castello di Fenis proseguiamo per Aosta dove trascorreremo il resto della giornata.

Aosta è il capoluogo della regione valle d’Aosta ma non ha niente a che vedere con le altre grandi città del nord capoluoghi di regione. La si può quasi definire una tranquilla cittadina di provincia.
Geograficamente si trova in una bella conca alpina contornata dal monte Emilius, la Becca di Viou e la Becca di Nona. La presenza del passo del Gran San Bernardo ha da sempre conferito alla regione un importante ruolo strategico come via di comunicazione, oggi il traforo del Monte Bianco e del Gran San Bernardo rafforzano questo ruolo della città come nodo strategico per i trasporti.

Aosta è un angolo di antica Roma incastrato nelle Alpi. Si dice che sia uno dei più importanti esempi di architettura romana presente oggi in nord Italia.
Oltre ai resti romani ci sono anche molti resti medioevali dovuti ai signori feudali che nei secoli si sono contesi il dominio di questa valle.

Uno dei monumenti più importanti della città è senza dubbio l’arco di Augusto. Eretto nel 25 a.c. ora si trova al centro di una rotonda, passato e presente messi a confronto.
Interessante il teatro romano, di cui ne rimane solo più la facciata. Poteva contenere fino a 4000 persone.
Bella anche la cattedrale che risale al IV secolo. A fianco della cattedrale è possibile visitare, gratuitamente, al galleria del criptoportico. Un lunghissimo portico, quasi del tutto sotterraneo dove, in epoca romana, aveva luogo la vita forense della cittadina.

I maggiori monumenti sono collegati da una via pedonale che passa per piazza Chanoux, il cuore di Aosta. Su questa piazza si affaccia anche il palazzo del comune.

Ceniamo in una pizzeria nel centro di Aosta. Ci sono veramente tanti locali, negozi vari e di souvenir nel cuore della città e ci sono anche parecchi turisti.

Il b&b (www.samsuffy.com) dove pernottiamo si trova in val d’Ayas nella Frazione villa di Challand Saint Victor. La struttura è molto molto bella, ubicata nel centro del paesino. Non è stato facile trovarlo perché non ci sono indicazioni sulla strada principali che ne indichino grossomodo la direzione. Come detto la struttura è bella, la camera è molto confortevole, un po’ meno si può dire dei proprietari, una coppia in età da pensione. Oltre alla colazione, è possibile anche cenare, ma data la simpatia dei proprietari, in particolare dell’uomo, abbiamo preferito cenare altrove. L’accoglienza al nostro arrivo non è stata calorosa, ma non è questo che ci si aspetta da una struttura alberghiera… ci si aspetta un minimo di gentilezza. Suoniamo il campanello e dopo una lunga attesa, in cui ci veine il dubbio che in casa non ci fosse nessuno, viene ad aprirci il marito. Senza troppi giri di parole ci fa presente che lui stava cenando e che lo avevamo disturbato durante la cena (e non fare l’albergatore se non vuoi essere disturbato!!!). Ci consegna le chiavi della camera e ci indica dov’è la nostra stanza e ci fa presente di raggiungerlo nella sala da pranzo, per la registrazione, non prima di mezz’ora che lui deve finire la cena. Siamo stati tentati di prendere ed andarcene così poteva finire la cena e anche il dopo cena tranquillo.
Più tardi ci presentiamo in sala da pranzo, chiediamo l’ora per la colazione e quasi Marco casca per terra. Noi siamo venuti in valle d’Aosta anche per camminare sui suoi splendidi sentieri e non per restare a poltrire fino a tardi nel letto. Sapere che la colazione viene servita alle 8.30 perché gli altri occupanti della camere hanno chiesto così. E allora? Se gli altri non hanno niente da fare non vedo perché noi dobbiamo adeguarci agli altri e non il viceversa! Alla fine riusciamo a spuntare le 8. Che poi non ho capito dove stava il problema per averla prima, visto che la signora, la cui cucina confinava con la nostra camera, alle 6 del mattino era già in cucina a rovistare con le pentole! E a far casino.. quindi.. Mah…

domenica 4 luglio 2010

Per oggi abbiamo scelto di percorrere un sentiero nella bella val d’Ayras, sicuramente una delle più suggestive valli della Valle d’Aosta.

Ci rechiamo con l’auto fino a Mandriou, dove parte il sentiero per il Colle di Vascoccia (segnavia n. 3). Dal colle io proseguo verso il monte Facciabella da cui si gode un bel panorama, mentre Marco sale rapidamente per la cresta SE del Bec de Nana. Fortuna che non gli sono andata dietro perché c’erano alcuni passeggini di arrampicata che forse non erano proprio alla mia portata.
Ci ritroviamo al colle dopo pranziamo velocemente e visto l’avanzare di nubi che sanno di temporale, riscendiamo velocemente alla nostra auto.

Visto che c’è ancora tempo decidiamo di proseguire con le nostre visite culturali. Ci aspettano il castello di Issone e quello di Verres.
Tanto per continuare a fare un parallelismo la fontana del melograno del Castello di Issogne è quella da cui hanno tratto ispirazione per la realizzazione di quella del castello del borgo medioevale di Torino. Effettivamente è molto bella. Anche questo castello non è in una posizione strategia infatti la sua costruzione e il suo uso non era a scopi difensivi ma puramente residenziali per gli allora signori della valle d’Aosta, gli Challant. Gli interni sono molto belli così come gli affreschi sotto il porticato. Si deve ringraziare, se oggi possiamo visitare questi luoghi, un pittore torinese appassionato del medioevo; Vittorio Avendo. Alla morte dell’ultimo esponente della famiglia Challant, avvenuta nel 1804 il castello era già stato abbandonato da tempo segnandone la sua lenta decadenza. Nel 1872 Avondo acquisto il castello dando così avvio alla sua ristrutturazione cercando di ri-acquistare gli arredi originali del maniero. Successivamente fece dono del castello alla Regione valle d’Aosta che completò i restauri e lo aprì al pubblico. La visita all’interno del castello è guidata e dura una mezz’oretta (ingresso 5,00 intero e 3,5 con la tessera musei della Regione Piemonte).

Lasciato Issogne, ci rechiamo a visitare il castello di Verres. Questo è invece posto sulla sommità di una rocca, in posizione molto strategica: domina la valle dall’alto, sia la valle d’Aosta che l’imbocco della val d’Ayras. Si deve la sua costruzione nella forma attuale a Ibleto di Challant che volle realizzare una dimora degna della sua potenza e del suo prestigio. Che presuntuoso! Il castello di Verres, a differenza di molti altri castelli valdostani che sono un aggregazione di diversi edifici è costruito in un unico blocco. Un tale Edmondo Aubert lo ha definito il più bel monumento dell’età feudale della valle d’Aosta. La sua imponenza e la sua forza fanno sicuramente impressione. Attualmente il castello, completamente spoglio, viene utilizzato per i festeggiamenti del carnevale Storico di Verres. Il castello è stato ristrutturato per portarlo, quasi, al suo splendore inziale, già nel XIX il castello era in stato di abbandono da almeno due secoli ed il tetto, in parte già crollato, venne fatto successivamente crollare con lo scopo di non doverci pagare il canone erariale. Ed anche in questo caso, come per i castelli di Issogne e di Fenis per la ristrutturazione e il recupero di queste importanti opere si deve ringraziare un gruppo di intellettuali piemontesi accumulati dalla passione per il medioevo. Anche in questo caso la visita è guidata e dura una mezz’oretta (ingresso 3,00 intero e 2,5 con la tessera musei della Regione Piemonte).

Su un muro antistante il parcheggio del castello di Verres troviamo un indicazione per una trattoria che propone, a prezzi veramente interessanti, un menù turistico valdostano e la merenda-sinoira valdostana (11,00 e 12,00 € ciascuna). Incuriositi decidiamo di andare a vedere com’è questa trattoria Omens nell’omonima frazione Omens di Verres. Che dire… siamo usciti con la pancia pienissima e abbiamo mangiato benissimo. Il locale non è proprio a due passi dal centro ma dev’essere molto conosciuto ed apprezzato perché quando siamo andati via era pieno di gente. Come detto il cibo è stato spettacolare, è sicuramente un posto da consigliare.

lunedì 5 luglio 2010

Questa mattina riusciamo a spuntare la colazione alle 7.30 (ma alle 6 veniamo comunque svegliati dal solito rumore del pentolame e dalla messa in funzione della lavastoviglie). Il giro che abbiamo scelto oggi si trova nella Valtournenche.

Gita lunghissima e faticosissima ma di grande soddisfazione! Lasciamo l’auto a quota 2023 nel parcheggio a Barmaz. Da qui raggiungiamo il vicino villaggio di Cheneil. Suggestivo, immerso nel verde tra le montagne fa proprio venire in mente Heidi e il suo mondo!
Da qui proseguiamo per il colle di Croux (o des Fontaines) a m. 2696 e scopro che il sentiero scende!!! Noooooo…. Proseguiamo… e dopo essere ridiscesi per una cinquantina di metri (non sono tanti ma sono sempre 50 di troppo!!!) risale fino al col di Nana. Da qui proseguiamo sulla cresta E che pare ardua e difficile ed invece non è nulla di che ed arriviamo fino in punta alla becca Trècare a crica 2950 metri! Wow! Bellissima vista! Scendendo incontriamo gli stambecchi che pascolano poco sotto la vetta. È bello pranzare con gli stambecchi poco lontano da noi!
Ridiscendiamo dal medesimo sentiero da cui siamo saliti e una volta raggiunta la nostra auto non ci resta che prendere la via di casa! E per questo lungo week-end è tutto.

domenica 11 luglio 2010

Questo fine settimana, come detto inizialmente pernotteremo in tenda, con la nostra tendina da trekking in mezzo al niente. Mi piace moltissimo dormire in tenda in montagna. Quando cala la sera e il silenzio avvolge tutto mi piace guardarmi intorno e assaporare quel silenzio, assaporare il fruscio del vento sull’erba, il rumore dell’acqua che scorre, mi piace ascoltare il silenzio.

Prima di iniziare il nostro trekking ci fermiamo a vedere il castello Reale di Sarre che domina l’ingresso nell’alta valle. Importante e ben narrata nel maniero è l’epoca in cui il castello fu ‘eletto’ a dimora di caccia da Vittorio Emanuele II e poi da Umberto I di Savoia. Acquistato nel 1869 da Vittorio Emanuele II proprio per farne un maniero di caccia. La sua passione per la caccia allo stambecco è nota a tutti. Passione che portò quasi all’estinzione della specie. Impressionanti sono le due sale decorate con corna di stambecco e di camoscio. Ce ne sono tantissime e sono state utilizzate come elementi decorativi delle stanze per crearne dei motivi. La visita al castello è guidata e dura una mezz’oretta (ingresso 5,00 intero e 3,50 con la tessera musei della Regione Piemonte).

Terminata la visita di dirigiamo verso Cogne, bellissima località nel cuore del parco del Gran Paradiso. Lasciamo la nostra auto a Gimillan, una borgata poco sopra di Cogne.

Ci incamminiamo, zaini in spalla, nel pomeriggio. Il sole è caldissimo non mi ricordo di aver mai patito tanto caldo a camminare. Non so se oggi fa particolarmente caldo, o che altro ma in certi tratti mi sono proprio sentita cuocere! Fortunatamente arrivati a .. un lieve brezza montana a reso il resto del cammino molto meno caldo.

Questo vallone è molto bello, suggestivo. Poco oltre l’Alpe Prolognan cerchiamo un posticino tranquillo per montare la nostra tenda e per sistemarci per la sera. Questo ti di campeggio mi piace veramente tanto. Il contatto con la natura, l’essere lontano dal mondo, anche se è soltanto dietro l’angolo in questi momenti sembra lontanissimo. È un’esperienza bellissima che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella loro vita! Al diavolo le comodità, le camere lussuose, i telefoni, i televisori, al diavolo tutto.. ogni tanto bisogna vivere, anche se per poco, a contatto con la terra, con la natura, con quello di cui siamo parte per non scordare proprio di esserne solo una parte, di essere solo una piccola particella nell’immensità di questo mondo.

lunedì 12 luglio 2010

Marco si sveglia prima perché è deciso a raggiungere la punta del monte Tersiva (m. 3512), cos’ì alle 4.30 la sua sveglia suona. Mentre io me ne sto a dormire lui si incammina e raggiunge così in mattinata la vetta di questa montagna.

Più tardi mi sveglio anch’io e preparo tutte le nostre cose, così quando Marco mi raggiunge a metà mattina, dopo aver fatto un piccolo spuntino, ci prepariamo e zaino in spalla proseguiamo il nostro giretto. Non è soddisfattissimo della sua gita perché il tempo non è stato dei migliori e la neve, che ancora non era nemmeno lei delle migliori.
Ci incamminiamo verso l’Alpe Grauson superiore per fare il giro dei laghi. La giornata però si guasta subito ma noi decidiamo di fare lo stesso il nostro giro ai laghi Corona e Lussert inferiore.

Il tempo continua a peggiorare, man mano che saliamo, tant’è che ad un certo punto si mette anche a piovere, proseguiamo, armati di tutto il necessario per non farci la doccia; ma finalmente smette di piovere e possiamo fare pranzo.
Dopo pranzo riprendiamo la strada verso Gimillian e da qui la via di ritorno verso la nostra macchina.

Bella gita, mi è proprio piaciuta! A parte la pioggia s’intende…

E così anche questo fine settimana si è concluso. Abbiamo trascorso due splendidi fine settimana in questa valle. Valle che conosciamo ma che non smettiamo mai di voler scoprire. Una mia amica di Treviso, alcuni anni fa è venuta a trascorrere le sue vacanze in valle d’Aosta e ne è rimasta semplicemente affascinata ed estasiata. Quando le ho detto che sarei venuta a fare questi fine settimana mi ha detto “Salutami la splendida valle d’Aosta!”. Au-revoir valle d’Aosta…