Una giornata d'autore nella città degli angeli: Viaggio a Saronno

località: saronno
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 26 novembre 2010
Data fine viaggio: venerdì 26 novembre 2010

Una città in cui passeggiando si calcano le orme della Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, si incontrano chiese che narrano di miracoli, ma anche dei quartieri golosi che fanno pensare a degli ottimi biscotti e al liquore italiano più bevuto nel mondo. Si potrebbe anche fare un giro in bici nel parco del torrente Lura, o lasciarsi andare alla nostalgia sulle onde di alcune delle prime radio libere della provincia di Varese, come Radio Saronno Continental, il tutto sotto lo sguardo protettivo degli innumerevoli angeli che vivono di fianco ai saronnesi.
Un prezioso mosaico i cui tasselli sono l’arte, la spiritualità, il gusto, ma anche la natura e la tradizione che continua il suo percorso nel contesto di una città moderna : così ci è apparsa Saronno durante la nostra giornata fuori porta.
Siamo giunti qui in auto, ma la prima cosa curiosa che abbiamo visto, era un treno: o meglio, una vecchia locomotiva restaurata che in mezzo a una grande rotatoria ricorda a chi entra in città che Saronno è il nodo centrale delle Ferrovie Nord Milano. Dalle ferrovie alle radio, la città ha la comunicazione nel suo DNA.
Citata per la prima volta nel 796 in un atto notarile, quando ancora si chiamava Vico Salomno, Saronno è famosa anche per il suo splendido Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, che sorge sul luogo della miracolosa guarigione di un certo Pedretto, affetto da sciatica inguaribile, avvenuta nel 1447. Un altro miracolo simile fu accertato nel 1460, e sul luogo i devoti eressero una chiesetta. Dicono che fosse per insoddisfazione della Vergine che essa crollò, così come la successiva. Il Santuario attuale, in stile rinascimentale, fu costruito a partire dal 1484, e ampliato nel 1498 a seguito delle numerose grazie ricevute che fecero affluire in loco tanti pellegrini. Il progetto è quasi sicuramente opera dell’Amadeo, che era anche architetto della Fabbrica del Duomo milanese.
Ed è in parte proprio grazie agli affreschi che si trovano all’interno del Santuario che Saronno è detta la Città degli Angeli: nelle opere di Bernardino Luini e di Gaudenzio Ferrari compaiono tanti angeli, così come nella Chiesa di San Francesco, nella cappella del Collegio Arcivescovile, fino al portale d’accesso al cortile del Palazzo Visconti, custodito da un gruppo di statuette raffiguranti degli angeli.
Abbiamo avuto anche il tempo per visitare il Museo Giuseppe Gianetti, dedicato alle collezioni di pregiate ed antiche porcellane e ceramiche. Seppure si tratta di una città moderna, in cui si respira l’aria dell’efficienza lombarda, a Saronno sono più che vive anche diverse antiche tradizioni religiose, come il Trasporto del Crocifisso, che si celebra ogni anno sin dal 1734.
Se Cecilia Gallerani, la “Dama con l’ermellino”, fu contessa di Saronno, oltre che donna molto colta ed appassionata di arte, possiamo dire di aver seguito la scia artistica del suo ricordo, reso eterno da Leonardo Da Vinci, scegliendo per la nostra cena un ristorante votato all’arte: la Locanda d’Autore. Appena entrati, ci accoglie un ambiente curato e familiare, e non solo: grazie a Marco e Mary, i titolari, assistiamo a una mostra temporanea di un giovane artista saronnese, allestita nelle sale del locale. “Ogni mese proponiamo una mostra diversa, così al piacere del palato si abbina quello dell’anima. E poi mio marito Marco è un vero artista, quando si tratta di cucinare”, ci confida Mary.
L’esperienza ventennale di Marco, maturata in giro per il mondo, anche sulle navi crociera, si fa presto apprezzare: iniziamo con una Giostra di antipasti caldi d’autore, a base di sei tipi di pesce serviti in una conchiglia, e proseguiamo con un tartar di tonno al coltello e con il culatello di Zibello con mousse di caprino e pere accompagnato dalla marmellata di fichi. “Su prenotazione facciamo anche gli astici alla Catalana la paella alla Valenciana e diverse zuppe di pesce”, ci spiegano mentre iniziamo a scegliere i primi. Ed eccoci a gustare il tagliolino della casa al nero di seppia con capesante, sugo di vongole e zucchine, le tagliatelle della casa con funghi porcini freschi, e il risotto al branzi della Van Brembana con pere e noci. Dopo queste prelibatezze, come secondo scegliamo il Gran Grigliato misto di crostacei d’autore, mentre i nostri amici optano per il filetto di manzo piemontese ripieno ai funghi porcini, bardato con Trevisana e riduzione di Chianti. La nostra cena “artistica” non può che chiudersi con degli squisiti dolci d’autore fatti in casa, come la torta con amaretto di Saronno e pere, lo strudel di mele e la crema catalana.
La creatività saronnese e il calore familiare della Locanda d’autore ci hanno riscaldato questa giornata quasi invernale, e non abbiamo dubbi: torneremo qui per assaggiare nuove specialità, magari seduti sulla terrazza estiva, da cui, sbirciando il cielo, chissà se non ci sembrerà di intravverdere qualche angelo.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:

www.comune.Saronno.va.it
www.parcolura.it
www.locandadautore.it
Ristorante Locanda d’Autore
Via Giuseppe Frua, 50 Saronno (VA)
02/9600242

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