Un borgo da gustare: Viaggio a Castel Rocchero

località: castel rocchero
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 11 dicembre 2010
Data fine viaggio: sabato 11 dicembre 2010

Quante volte, viaggiando in auto, notiamo in lontananza delle colline con sopra dei paesi colorati, una chiesa, un campanile... Sarebbe bello rallentare, cercare la strada che porta lassù, raggiungere la piazza e fare un giretto a piedi tra le tranquille viuzze immerse nei rintocchi delle campane. Ma quasi sempre continuiamo la corsa, tralasciando queste preziose opportunità di relax.
Ci è bastato “ribellarci” a questa abitudine per venire premiati con una bellissima giornata a Castel Rocchero, caratteristico borgo dell’Alto Monferrato, nella Langa astigiana. Percorrendo la strada statale del Turchino nella direzione di Nizza Monferrato, dopo aver superato Acqui Terme, abbiamo notato questo paese su un’altura. La torre campanaria slanciata della Chiesa parrocchiale si distingue da lontanissimo, e dopo poche curve, appena entrati nella provincia di Asti, ecco il cartello che indica la strada per Castel Rocchero.
Il paese viene citato nelle carte per la prima volta nel 967, tra i possedimenti di Aleramo, il famoso cavaliere la cui leggendaria storia d’amore con Alasia (dal cui nome verrebbe il toponimo Alassio), fece nascere il Monferrato. Secondo la tradizione, Aleramo, abbandonato da bambino a Sezzadio, viveva miseramente, facendo il carbonaio. Una volta cresciuto, s’innamorò perdutamente della figlia dell’imperatore, il quale decise di metterlo alla prova promettendogli tutte le terre che sarebbe riuscito a circondare in tre giorni di frenetica cavalcata. Quando il suo cavallo perse un ferro, il coraggioso giovane provvide a ferrarlo con un mattone, “mon” in dialetto.
Da qui deriva il nome Monferrato, e per cogliere l’essenza di queste terre, è sufficiente dare un’occhiata al panorama che si apre da Castel Rocchero: dolci colline e vigneti i cui filari si estendono a perdita d’occhio in un paesaggio spettacolare, abbracciando le terre della Barbera, del Moscato, del Brachetto e del Dolcetto. Anticamente Castel Rocchero era un presidio militare, e anche l’attuale Palazzo comunale, eretto nel XII secolo, aveva funzioni difensive. Oggi è un edificio signorile, che conserva la struttura seicentesca delle volte a crociera. Accanto al Municipio si trova la Chiesa parrocchiale con il suo caratteristico campanile in mattoni, alla cui base si apre un arco che attraverso un viottolo collega la piazza principale alla strada extra-muraria.
Abbiamo deciso di fermarci qui anche per cena, presso l’Antica Osteria ai piedi del campanile. Il locale si trova di fianco all’arco e si affaccia sull’antico parco secolare del castello patrizio. “Qui un tempo c’erano le cantine del castello”, ci spiegano la signora Silvana e suo figlio Maurizio, i titolari, mentre ci accomodiamo nella veranda riscaldata. Silvana e Maurizio sono nati a Castel Rocchero, così approfittiamo per chiedere qualche informazione in più sul paese. “Se potete, tornate qui anche d’estate, quando si svolge Castel Rocchero in Lume. Si tratta di una passeggiata notturna attraverso i vigneti, con le fiaccole. Si parte dalla torre, e ci si ferma presso sette postazioni, tra cui aziende vitivinicole, cantine e l’Osteria. Presso ognuna si degusta un vino, si assapora un piatto, o si ascolta musica. Il tutto sotto il cielo stellato, immersi in un’atmosfera suggestiva”, ci racconta Maurizio, che scopriamo essere anche vicesindaco del paese.
In attesa di partecipare a questo evento dal sicuro impatto emotivo, iniziamo il nostro tour nei sapori del luogo assaggiando dei peperoni cotti al forno con bagnet, ovvero salsa verde con prezzemolo, acciughe e tonno, dei flan di cardi e di spinaci e carote, bicolori, con la fonduta, del vitello tonnato, un po’ di insalata russa e la robiola di Roccaverano con la mostrada d’uva, la cosiddetta cugnà. Dopo questi sfiziosi antipasti passiamo ai primi, scegliendo i tradizionali ravioli e tagliolini col ragù, col sugo d’arrosto e al Castelmagno. Qualcuno del gruppo opta invece per il risotto al Barbera. Nella scelta dei secondi ci dividiamo tra il coniglio alle erbe, cotto per infusione, una cottura che dura circa sei ore, e rende tenerissima la carne, il brasato al Barbera, la tagliata e la lonza di maiale alle nocciole. Annaffiamo queste bontà con dei vini del territorio, prodotti dalle aziende di Castel Rocchero, e finiamo in dolcezza con il bunet al cioccolato e al caramello, la torta di nocciole con le nocciole di Cortemilia con zabaione al Moscato d’Asti, e la panna cotta.
Oltre alla voglia di gustare di nuovo queste specialità tipiche pimeontesi, un altro motivo per cui cercheremo di tornare qui durante la bella stagione sarà “Castel Rocchero in Sella”, una manifestazione che vedrà 2-300 persone impegnate in un percorso a cavallo di circa 40 chilometri. In paese si sta anche creando un luogo dove si potranno tenere i cavalli in modo da poter tornare qui nel tempo libero per delle giornate di trekking lungo i sentieri immersi nel verde.

Francesca Bertha


PER INFORMAZIONI:

www.comune.castelrocchero.at.it
www.castelroccheroinlume.it
www.anticaosteria.org
Antica Osteria
Via Roma, 1 Castel Rocchero (AT)
0141/760257
Chiuso il lunedì

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...