Tra la Sardegna e il Po: Una giornata a Piacenza

località: piacenza
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 21 gennaio 2011
Data fine viaggio: venerdì 21 gennaio 2011

Il piacere fatto città: così si presenta Piacenza, a cominciare dal suo nome, che viene, appunto, dal latino Placentia. E’ con quest’ottima premessa che arriviamo qui in una bella giornata di inizio anno, da dedicare a questa città d’arte così vicina a Milano sia geograficamente che culturalmente, anche se appartenente all’Emilia Romagna. Siamo nella Pianura Padana, ma arrivando qui, abbiamo potuto vedere da lontano le prime catene dei Colli Piacentini, che in qualche modo anticipano le alture dell’Appenino Ligure. I primi abitanti di queste terre, popolate sin dall’antichità, furono delle stirpi liguri, cui seguirono gli etruschi e i celti, fino alla fondazione della città da parte dei romani, avvenuta nel 218 a.C.
Piacenza sorge sulla riva destra del Po, e il fiume, oltre ad aver avuto nella storia una grande importanza dal punto di vista logistico, economico e difensivo, per i piacentini rappresenta anche un legame emotivo con la propria città. Nel “Mondo Piccolo. Don Camillo”, Giovannino Guareschi dice, con fantasia campanilistica, che “il Po, l’unico fiume rispettabile che esista in Italia, comincia a Piacenza”. E aggiunge: “Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume, non significa niente”.
Piacenza viene spesso definita la Città dei Palazzi, grazie alla presenza di numerose dimore aristocratiche e borghesi, tra cui “il Gotico”, il palazzo dove ha sede il Comune. Piacenza è una città molto vivibile, piena di giardini, oltre a una lunga serie di monumenti che testimoniano l’epoca del Ducato di Parma e Piacenza. Abbiamo iniziato il nostro giro dal Duomo per proseguire con la visita alla Basilica di Sant’Antonino, il patrono. In questa chiesa romanica, voluta da San Vittore, il primo vescovo di Piacenza, si riunirono nel 1183 i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa per firmare i preliminari della pace di Costanza. La Basilica conserva al suo interno le reliquie del martire cristiano Antonino, oltre alle cinque tele del De Longe, raffiguranti le scene della vita del Santo.
Piacenza ha dato i natali a numerosi personaggi dell’arte e della cultura, dal politico e scrittore Melchiorre Gioia fino a Giorgio Armani e i calciatori Simone e Filippo Inzaghi. A proposito di eleganza, bellezza e miti dello sport, abbiamo colto l’occasione per visitare il Museo della Vespa e dello Scooter, una miniera d’oro per gli appassionati del genere. Certo non abbiamo nemmeno trascurato i musei più importanti della città, come quelli dell’imponente Palazzo Farnese, che ripercorrono la storia dell’arte a partire dal Medioevo, e il Museo di Storia Naturale, che contiene anche un interessante erbario ottocentesco e una collezione ornitologica.
E se, come dice Guareschi, il Po comincia a Piacenza, siamo stati fedeli a questa simpatica idea anche nella scelta del locale dove cenare: il Ristorante Po, in via Nino Bixio. Avevamo prenotato qui prima ancora di partire, anche perché volevamo festeggiare il compleanno della nostra amica con una delle torte che sembrano delle opere d’arte, preparate dallo chef Michela Oppo.
“Da noi il cliente si deve sentire perfettamente a suo agio, come se fosse a casa sua. Il mio lavoro è rendere tutti contentissimi con i piatti che preparo. Le persone lo sanno e si affidano a me, perché sono sicure che non darei mai loro un prodotto che non sia buonissimo”, ci racconta Michela con grande entusiasmo. Dopo aver lavorato con successo nella sua terra, la splendida Sardegna, ora la giovane e talentuosa chef delizia il palato dei clienti con le sue creazioni che oltre ad essere squisite, sono anche bellissime da vedere. “Prima si mangia con gli occhi, e solo dopo si assaggia”, rivela un altro pensiero della sua filosofia. In sala ci accoglie anche suo marito Marino, e iniziamo a fare la conoscenza dei freschissimi piatti di pesce proposti dal ristorante. Il menù, ci spiegano, cambia ogni giorno, in base al pescato. Cominciamo con una degustazione che comprende tre diverse specialità: la carbonara di seppia, accompagnata da ribes e frutti di bosco, la tagliata di salmone marinato al profumo di fiori, servita su dei petali di rosa adagiati sotto, e con la rosa che si mangia insieme al pesce, e la crema di astice con croissant di gamberi in lardo di Colonnata. Siamo solo agli antipasti, ma ci sembra di essere in un coloratissimo spettacolo del gusto, che continua con gli spaghetti ai ricci di mare e col tagliolino al granchio. Facciamo seguire questi primi da una bella grigliata di pesce e dall’orata con pomodoro fresco, basilico e zafferano. Alcuni di noi assaggiano anche del pesce spada marinato e del gambero in crosta di parmigiano con dei germogli. E dopo tante prelibatezze, giungiamo al momento clou della festa: una fantastica torta di cioccolato, con ben cinque tipi di creme!
Aveva ragione Guareschi, ma forse al contrario: è Piacenza, nel senso di città del piacere culinario, che comincia dal Po, nel senso del ristorante.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:

www.comune.Piacenza.it
www.ristorantepo.it

Ristorante Po
Via Nino Bixio, 6 Piacenza
0523/321680

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