Auschwitz: un viaggio per non dimenticare

stato: polonia (pl)

Data inizio viaggio: venerdì 22 aprile 2005
Data fine viaggio: lunedì 25 aprile 2005

Erano anni che avevamo questo desiderio che era un pò come pagare un debito con la storia. Già quando nel 2002 abbiamo fatto il viaggio di nozze (in moto fino a Caponord, Norvegia) avevamo pensato di fare una deviazione fino ad Auschwitz sulla via del ritorno, ma poi, con i nostri quasi diecimila chilometri sulle spalle, non ce la siamo sentiti di aggiungerne altri. Stavolta però siamo stati risoluti: Auschwitz volevamo visitare e Auschwitz doveva essere e non ci siamo curati di chi ci diceva che non era il caso di fare tanti chilometri non per divertirci ma per intristirci... se l'uomo era stato capace di simile barbarie noi volevamo comunque vederlo coi nostri occhi.
Credevamo di essere due persone abbastanza preparate sul tema dell'olocausto avendo letto molti libri e visto innumerevoli film e documentari, ma nessuno può dirsi talmente preparato da visitare il campo di sterminio di Auschwitz senza il triste stupore di chi si trova davanti a cose imponderabili: le emozioni sono forti e continue, e per tutta la durata della visita sei oppresso da un groppo alla gola e da un senso di rabbia che quando meno te l'aspetti ti si sfoga in un pianto irrefrenabile. Per la prima volta infatti quei milioni di ebrei (ma anche zingari, omosessuali, prigionieri politici) non sono più un amalgama indefinito, ma singole persone con una propria storia, che si cela dietro ad una valigia, un abito, una scarpa o un ciuffo di capelli ormai scolorito.


SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

PRIMO LEVI

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