Una città sorvolata dai gabbiani

località: porto e coimbra
stato: portogallo (pt)

Data inizio viaggio: venerdì 25 novembre 2011
Data fine viaggio: domenica 27 novembre 2011

In tre ore abbiamo raggiunto Porto,seconda città del paese,dal solito aeroporto di Ciampino.
Siamo stati nel nord del Portogallo solamente 3 giorni, ma ci siamo fatti una prima idea di questo paese, pieno di contrasti e di dignità. E' stato un po' come mi avevano anticipato in tanti: non colpisce per il numero di monumenti, quanto per l'anima che pervade la vita e le strade del paese !
Ma andiamo con ordine.Appena arrivati alle 8.30 di mattina, ci siamo diretti verso la metropolitana che ci avrebbe condotti in città.Da un lato, c'è l'efficienza di trovare dei bigliettai che spiegano come fare i biglietti alla macchinetta e come usarla successivamente e i treni nuovissimi..dall'altro, c'è l'inconveniente che questa linea passa ogni mezz'ora almeno e impiega almeno 40 minuti per arrivare in centro città. Prendiamo la linea lilla, direzione Estadiou Dragao e scendiamo a Bolhao, nome di un decadente quanto interessante mercato rionale in stile Liberty, aperto nel 1914.Usciti dalla metro, ci troviamo di fronte alla prima chiesa ricoperta completamente di azulejos, la Santissima Trinità: meraviglia! Incrociamo Rua Santa Catarina, strada pedonale piena di negozi e centro nevralgico cittadino,la percorriamo per poche centinaia di metri e nella strada a sinistra troviamo la nostra modesta ma dignitosa pensioncina: Residencial Belo Sonho. Mobili vecchiotti, letto matrimoniale piccolo,ma economica (60 € 2 notti, 2 persone), centrale e pulitissima.
Diciamo che per me, questa pensione con i suoi proprietari, una coppia di anziani con vestiti che indossavano i miei nonni e che facevano tutto loro, ha rappresentato l'intero paese : povertà e dignità, ordine e pulizia e, contemporaneamente queste persone apparentemente fuori dal tempo e dalle mode, ti mettevano a disposizione internet gratuitamente.
Abbiamo lasciato tutto in albergo e siamo partiti alla scoperta della città.Intanto, abbiamo fatto colazione: caratteristiche sono le pastellerie, pasticcerie con bar annessi, dove trionfano dolci di una varietà indescrivibile.Famoso , ma costoso rispetto alle altre economicissime, il Cafè Majestic in Rua S.Catarina,in stile liberty.Poi abbiamo iniziato a vagare.Si può raggiungere tutto a piedi, ma è carina e conveniente l'idea di prendere il bus Hip and Hop,che fa un ampio giro della città fino al mare,che costa 13 euro,vale 2 giorni, passa ogni 20 minuti e da cui si può salire e scendere ogni volta che si desidera. Naturalmente, vengono anche dati gli auricolari, tramite i quali vengono date varie informazioni durante il percorso, anche in lingua italiana.
Delle tante chiese visitate, prevalentemente in stile romanico e poi "convertite" in barocco, ci sono piasciute molto la Igreja di S. Francesco, con annesse catacombe, quella Dos Clerigos e la Cattedrale, con il Chiostro ed il museo annesso.Non siamo riusciti a vedre quella di Santa Chiar, che secondo la guida del bus, è bellissima.Poi ci sono piazze famose ed è particolare la Stazione di Sao Bento,il cui androne è tutto rivestito di azulejos e che poggia su un antico monastero. La caratteristica della città è che è costituita da tanti piccoli colli, per cui ci sono tante salite e discse continue.Inoltre, è piena di vicoli, anche abbastanza decadenti: in qualche racconto di viaggio, avevo letto che ricorda i bassi napoletani: per me non è stato così, perchè a me ricorda i vicoli di di Castello, meraviglioso quartiere storico di Cagliari.Comunque, scendendo scendendo, si arriva alla Ribeira(che immagino significhi ""riva"), qurtiere di case simili a casetorri, che si affacciano finalmente sul fiume Douro.Questo "filare" di casette colorate con tetti spioventi ha davanti una bella passeggiata e molti locali in cui decidere di mangiare.Alla sua sinistra sorge il ponte Luis I, su 2 livelli, per collegare i vari "livelli" di altimetria della città e costruito a fine 800 da architetti della scuola di Eiffel. Quando lo attraversi, infatti, sembra di staresulla famosa torre parigina.Di fronte alla Ribeira, c'è il quartiere di Vila Nova de Gaia, dove ci sono le famose cantine di stoccaggio del vino Porto: è una zona caratteristica con magazzini che ricordano moltissimo la zona industriale dove viene prodotta la Guinness, a Dublino. Il sabato siamo andati in treno a Coimbra: a parte l'Università più a ntica del paese, la città non ci è piaciuta troppo ed è stato scomodissimo raggiungerlo, perchè abbiamo dovuto cambiare 2 volte:infatti, la linea principale della ferrovia non passa nel centro di nessuna delle 2 città !!! La domenica abbiamo ancora camminato tanto per i vicoli della città,siamo arrivati sull'oceano, costeggiato da belle piste ciclabili e i marciapiedi pieni di gente che si godeva la giornata, maera troppo troppo costruito, con grandi palazzoni fino al mare.
Siamo tornati in città a goderci la Ribeira all'ora di pranzo e poi siamo tornati in albergo a prenderci i nostri bagagli. In conclusione, il primo assaggio di questo paese è stato di nostro gusto.E la colonna sonora, costante, bellissima, era lo stridio dei gabbiani.
La prossima volta punteremo più a sud per vedere se è vero quello che mi ha detto una signora portoghese, e cioè che "a Porto si lavora, a Coimbra si studia e a Lisbona si balla".

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