Viaggio in Portogallo

stato: portogallo (pt)

Data inizio viaggio: martedì 26 agosto 2008
Data fine viaggio: sabato 6 settembre 2008

Vacanze in Portogallo

Il 26 agosto decolliamo mia moglie ed io, da Roma per Lisbona.
Molto avevo sentito parlare da chi la aveva visitata, della capitale portoghese destando in me una notevole curiosità. Come quando, vedendo un film tratto da un romanzo che hai letto, resti sorpreso dalla diversità delle fisionomie degli attori rispetto all'immagine che ti eri fatto dei personaggi, così mi sorprende già guardando dall'oblò dell'aereo, in atterraggio, che si abbassa tra le case e ancor più avanzando sull'autobus, verso il centro, la diversità della fisionomia della città rispetto a come me la ero immaginata.
Grandi viali circondati da moderna edilizia, che man mano che si procede si fa qua e la monumentale. Solo quando partendo dall'asse centrale ci si arrampica sui versanti, tra i quali scorre come un fiume, il tessuto e l'architettura si vanno facendo più vernacolari, benché inframezzati da complessi monumentali. Ci sorprende di trovare numerosi edifici abbandonati, con le porte sbarrate le finestre con i vetri infranti, fenomeno presente anche nelle altre città che visiteremo.
Prendiamo alloggio in un piccolo hotel, sulla Traversa da Gloria in pieno centro, da li comincia l'esplorazione, ci piace entrare nel tessuto delle città, mescolandoci ai loro abitanti, trascurando, magari, qualche monumento e museo. La gente ci appare assai cordiale. Molti gli abitanti di colore, probabilmente in prevalenza originari delle ex colonie, a quanto ci appare, perfettamente integrati. Gli automobilisti, che guidano veloce, senza troppo eccedere, in città, sono però rispettosi del pedone che attraversa sulle strisce più ancora, forse esagero, dei londinesi. Il tenore di vita sembra abbastanza elevato, ma non mancano i mendicanti. Nei mezzi pubblici sono affissi cartelli che mettono in guardia dal borseggio. Più persone, notando la mia Pentax reflex, mi hanno ammonito di non esibirla, per evitare scippi, ammonimento che mi è parso eccessivo. Il portoghese, se lo leggi lo capisci al settanta per cento, ma parlato velocemente, come usano, è assolutamente, almeno per noi, incomprensibile
I nostri spostamenti in Lisbona sono per lo più a piedi, qualche volta, per piccole tratte, con i mezzi pubblici, molto efficienti e decorosi. Non ci lasciamo scappare l'opportunità di seguire, su vecchi tram riattati, i lunghi percorso delle celebri linee 25 e 28, che si addentrano nel fitto della trama di vie storiche, talora assai strette e tortuose. Visitiamo molti monumenti e chiese di buona architettura e decorazione. L'architettura del passato spesso assai pregevole è,in parte, inficiata, a mio parere, da eccessi di decorazione degli stili Manueline e derivati, che talvolta sembrano, nei casi estremi, un'anticipazione dello stile Disneyland.
Per i nostri pasti, di giorno per sfruttare al massimo il prezioso tempo della vacanza, ci arrangiamo con panini, la sera per lo più ceniamo in una simpatica trattoria, frequentata per lo più da gente del posto, sulla Rua Aurea, dove puoi scegliere da un menu limitato, ma di cibi schietti di pesce o carne con contorni,il tutto ad un prezzo, vino ed acqua compresi, che da noi ti consentirebbe si e no una pizza. Qui come quasi ovunque nelle località visitate, le porzioni sono pantagrueliche. La cucina portoghese, secondo la nostra limitata esperienza, non brilla per varietà e fantasia. Per quel che riguarda i prezzi sono sempre più che convenienti, un po' di attenzione è opportuna al conto finale in certi locali frequentati prevalentemente da turisti. In Rua Portas De Santo Antão, rinomata per i suoi ristoranti, al peggio come costo massimo, ci è toccato, per due, casseruole di pesce, vino ed acqua, un conto di € 50 che a noi, immemori dei prezzi nostrani, è parso caro, anche perché la qualità, al di la della messa in scena, non ci è parsa eccellente.
Una cosa che ci ha stupiti è la poca partecipazione alla vita di Lisbona del fiume Tago, se non per motivi di trasporto e industriale; il grande fiume è per lo più separato da vie di scorrimento e ferrovia metropolitana che corrono lungo le sue rive.
Partendo dalla Capitale, ci spingiamo verso i dintorni, verso ovest. Visitiamo Belém, in realtà un quartiere alla estremità occidentale, ricco di monumenti. Il giorno successivo raggiungiamo Estoril e Cascais, collegati con un efficiente ferrovia metropolitana in superficie, che corre attraverso un estesa urbanizzazione pressoché continua. Da Cascais, che non ci entusiasma affatto, ci inoltriamo parte a piedi, parte con biciclette messe a disposizione dall'amministrazione, sulla piacevole costa per lo più alta e rocciosa. Appena usciti da Cascais notiamo la residenza in esilio di Umberto di Savoia, trasformata in pretenzioso albergo, a “Rei Humberto II de Italia” è intitolata la strada costiera. Terminiamo il nostro itinerario lungocosta respinti da un agglomerato di tipo urbano-intensivo: Guincho, se non erro.
Sintra, anch'essa collegata con metropolitana attraversante estese urbanizzazioni, ci piace assai di più, in ambiente collinare ricco di verde e monumenti.
A nord-ovest dei Lisbona raggiungiamo il Parque De Las Naciones, già sede dell'esposizione di Lisbona del 98, dove visitiamo lo splendido Oceanario.
Abbandoniamo Lisbona per Porto, che raggiungiamo con un treno delle efficientissime ferrovie portoghesi, Il viaggio ci permette di osservare il paesaggio, che per quello che ci è dato vedere è piuttosto omogeneo, formato da un susseguirsi di colline in buona parte boscate senza particolari emergenze, frequenti gli abitati.
La città di Porto ha poco da invidiare a Lisbona, minore, ma più caratterizzata dalla morfologia dell'ambiente nel quale sorge. Anche qui un fiume importante il Douro, inferiore al Tago, ma intorno al suo corso, si svolge buona parte della vita della città. Anche a Porto notiamo in contrapposizione ad una non trascurabile attività edilizia la presenza di molti edifici abbandonati e cadenti; un esempio ci appare dalla finestra dell'ottimo e conveniente albergo in cui alloggiamo in Avenida F. de Magalhães.
Girovaghiamo, con gli stessi criteri di Lisbona, prevalentemente a piedi per la città, lungo il fiume ed al di la di esso per la Villa Nova De Gaia, sul cui Cais frequentiamo una Taberna dove gustare l'ottimo vino Porto. Anche Porto, come Cascais, ha qualcosa che ricorda l'esilio di un Savoia, Carlo Alberto re di Sardegna: la casa dove risedette, trasformata in Museu Romantico, presso il bel Jardim do Palacio de Cristal che ospita anche una cappella fatta erigere in memoria del re di Sardegna dalla sorella Augusta; in fine, una anonima piazza è dedicata all'infelice re.
Ultima città che visitiamo, raggiunta in treno, è Coimbra, famosa per la sua antica Università, anche essa ricca di monumenti, sorge su un terreno movimentato e si arrampica su una ripida collina. Visitata, ci piace, animata da molti giovani studenti, presenti benché si sia in periodo di pur declinanti vacanze. Il fascino di questa città, e non solo di questa, è in parte offuscato da un eccesso di adeguamento al turismo invadente.
Non possiamo mancare una visita alla non lontana Fatima, il celebre santuario i cui estesi piazzali sono un po' squallidi senza la folla delle grandi occasioni. Ci accompagna dalla stazione, lontana oltre venti chilometri, un cordiale autista di Taxi, con il quale conversiamo in francese, che dopo averci riaccompagnati al treno insiste per offrirci un caffè.
Rientrati a Coimbra, vi dormiamo l'ultima notte, le vacanze sono finite ai me, e il mattino successivo via alla stazione per portarci a Lisbona, le cui strade percorriamo, ancora una volta, per l'ultima passeggiata, appesantit

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...