San Valentino a Praga

località: praga
stato: repubblica ceca (cz)

Data inizio viaggio: venerdì 12 febbraio 2010
Data fine viaggio: domenica 14 febbraio 2010

Volo con Easy Jet da Milano Malpensa (Termina 2)

Hotel (Residence Bila Kuzelka) prenotato tramite Venere.com in posizione davvero centrale (Prague 1 - Mala Strana, Misenska 12/66, a due passi da Ponte Carlo). Si tenga presente che gli standard locali non sono proprio equivalenti ai nostri. Il loro 4 stelle probabilmente da noi sarebbe stato un 3 stelle. Però la posizione è ottima, le stanze spaziose e pulite (purtroppo non c'è l'ascensore) e la colazione internazionale a buffet.

Abbiamo acquistato l'abbonamento "3 giorni" per i mezzi di trasporto, ma è stato un po' inutile: la maggior parte dei monumenti si raggiungono comodamente a piedi (o in bici, se la stagione lo consente).

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Da Milano a Praga: un pomeriggio di neve

venerdì 12 febbraio 2010

Eccoci imbarcati: l'aereo ha 20 minuti di ritardo e noi siamo proprio curiosi di vedere Praga. A Malpensa, nonostante le previsioni nevose, splende il sole. Finalmente si parte!!!!
Dopo circa un'ora e mezza di volo atterriamo a Praga, in mezzo a distese di neve.
L'aeroporto e' moderno ed efficiente: la valigia arriva subito e vicino al ritiro bagagli c'e' l'ufficio informazioni con mappe e brochure. Procediamo subito con il prelevamento al bancomat (area SEPA, non serve la carta di credito) e acquisto biglietto mezzi pubblici (330 corone a testa per 3 giorni, ma scopriremo presto che forse non ne vale la pena: Praga si gira benissimo a piedi!!!).
Con l'autobus 119 raggiungiamo il capolinea della metro A e dopo 2 fermate siamo nel Piccolo Quartiere, non lontano dal nostro albergo.
Quando arriviamo la camera non e' ancora pronta e allora ne approfittiamo per un primo giro (fa meno freddo del previsto) e per pranzare da U Zlateho Precliku, dove i piatti della casa costano intorno a 200 corone (10 euro) e la birra media 39 corone (1.60 euro). L'ambiente e' carino (si trova in una cantina e la leggenda dice sia infestato da un fantasma) e il cibo buono, come pure la birra. Peccato che al momento di pagare ci dicono chiaramente che le carte di credito non sono ben viste (nonostante il lettore in bella mostra).

Torniamo in hotel e questa volta la stanza e' pronta: al primo piano (senza ascensore), molto spaziosa e pulita. Me la aspettavo più calda, ma ci staremo poco (poi scopriamo come si regolano i caloriferi e la notte ci svegliamo per il caldo!!!).

Inizia il nostro tour con il Piccolo Quartiere, seguendo l'itinerario consigliato dalla guida. La Chiesa di San Nicola purtroppo e' già chiusa (in bassa stagione molti monumenti chiudono alle 16) e allora decidiamo di tornare domani.

Proseguiamo verso il Ponte Carlo, ammirando nel frattempo le case colorate e le decorazioni sulle porte e le facciate.

Ponte Carlo e' trafficato anche con il freddo e davanti alla statua di San Giovanni si crea la fila di persone che scaramanticamente accarezza il bassorilievo (e nemmeno io rinuncio alla tradizione).

Proseguiamo verso la città vecchia e ci perdiamo lungo le sue viuzze, in cerca dell'Hard Rock Cafe (per le bacchette del batterista) e gli scorci colorati delle facciate. Arriviamo all'orologio astronomico (pensavamo fosse più in alto!!!), ma il clima nelle piazze fa sentire molto di più il freddo.

Il nostro giro continua verso Namesti Republiki, con un occhio all'architettura e uno alle vetrine: cristalli di Boemia e Swarowski (mi sa che qui costano meno!!!), ceramiche, matrioske, icone e uova colorate, burattini e vestiario (immancabili i cappelli a pelo lungo e i paraorecchi)....
Ci stupisce il gran numero di teatri e offerte per assistere a spettacoli musicali di vario genere. E abbondano anche i musei: quello della cioccolata, quello delle torture e addirittura quello dei fantasmi....

Iniziamo a sentire il freddo e la stanchezza (tra l'altro ormai e' buio): sulla via del ritorno in hotel ci fermiamo al Coffee Heaven, a sorseggiare un cappuccino (bicchiere piccolo: 320 ml !!!!) su comode poltroncine, mentre osserviamo il via vai dei passanti e ascoltiamo le chiacchiere degli altri (sarà bassa stagione, ma si sentono parlare tante lingue: italiano, inglese, francese, tedesco....).
Riprendendo il giro verso il Piccolo Quartiere, ma non rinunciamo a qualche bella foto in notturna: come la maggior parte dei paesi del Nord Europa, i monumenti sono illuminati bene e creano panorami suggestivi, soprattutto il Castello e il Ponte Carlo.

Breve pausa in hotel e poi via, alla ricerca della birreria U Fleku per assaporare il gusto della cucina ceca e il sapore della birra locale. Si trova nella Città Nuova e non sarebbe lontano nemmeno a piedi, ma preferiamo sperimentare la metropolitana: moderna e pulita, pecca solo in riscaldamento: l'aria corrente e' talmente forte, che sembra essere più fredda che l'esterno!!!
Arriviamo alla birreria e troviamo posto nella sala non fumatori. Il primo giro di birra (scura) viene dato per scontato, ma accettiamo anche l'aperitivo del posto: un amaro speziato non proprio leggero. La scelta e' forse un po' banale: stinco di maiale (tenerissimo e gustoso) per mio marito, gulasch per me e uno strudel da dividere in due. Appena i boccali si svuotano, i camerieri passano a chiedere se si desidera il "refill" e per ogni nuova birra, viene messa una stanghetta sul foglietto delle ordinazioni (i cechi al tavolo accanto sono 5 e hanno circa 15 stanghette sul loro foglio!!!!).
Nel locale (spartano) si alternano suonatori locali: prima un duo (fisarmonica e trombone) e poi un solista (fisarmonica). Evidentemente suonano musiche popolari, perché i clienti del posto si danno da fare per cantare e battere le mani... Il duo si accomiata con la Marcia di Radetzky e un gran battere di mani. Non e' proprio il concerto di Capodanno a Vienna, ma nemmeno il solito ristorante o pub con musica truzza.
Per chi volesse, c'e' anche un minishop dove acquistare bicchieri e boccali da birra e altri souvenir firmati U Fleku.

La birra fa effetto e quando usciamo non sentiamo quasi più il freddo. Decidiamo quindi di tornare in hotel a piedi e facciamo le ultime foto della serata.

Ci addormentiamo un po' brilli, ma felici: Praga sta confermando tutti i pareri positivi (se non entusiastici) che avevamo ricevuto.

Tra il castello e i quartieri vecchio e nuovo

sabato 13 febbraio 2010

Ci svegliamo sul presto per fare una colazione abbondante (anche se il buffet non e' proprio ricchissimo e vario) e subito ci mettiamo in marcia per andare a visitare il castello.

Decidiamo di salire in tram (il numero 22 e' comodissimo) e di scendere a piedi facendo la discesa verso il Piccolo Quartiere.

Il complesso del castello e' molto vasto, ma in questa stagione si ristringe ai soli edifici perché i giardini sono coperti da un manto nevoso.
Recuperiamo o biglietti per il tour breve e le audioguide (1300 corone in due) che si riveleranno essere molto (troppo?) dettagliate (disponibili anche in Italiano).

Iniziamo la visita con la Cattedrale di San Vito (che ci ricorda molto il Duomo di Vienna): l'interno e' talmente umido da essere freddissimo, ma anche molto luminoso grazie alle meravigliose vetrate di mille colori.

Usciti dalla Cattedrale, ci dirigiamo al Vecchio Palazzo Reale che però non presenta grandi bellezze, se non il vago ricordo della Defenestrazione di Praga.

Passiamo quindi alla chiesa di San Giorgio, più semplice e raccolta della Cattedrale, ma ugualmente maestosa.

Si prosegue per il Vicolo d'Oro, con le sue minuscole case color pastello (in una di esse vi aveva dimorato Kafka) ora adibite a negozietti di artigianato locale. Al piano superiore c'e' il museo delle armature e un piccolo tiro al bersaglio.

Usciti dal vicolo, ci rimane la torre Dalobor, con alcuni strumenti di tortura e le gabbie per i prigionieri.

Qualche foto al panorama e torniamo a restituire le audioguide (chiedono di restituirle al massimo dopo 2 ore, ma secondo noi e' troppo poco).

Scendiamo verso il Piccolo Quartiere, dove compriamo alcuni souvenir (comprese un paio di birre locali) e mangiamo al Ristorante All'Aquila Nera (ottimo per chi avesse voglia di stinco di maiale o anatra arrosto).

Già che siamo in zona, appoggiamo gli acquisti in hotel e torniamo nel Quartiere Vecchio: e' uscito il sole e ne approfittiamo per fare le foto che non siamo riusciti a fare ieri.

Alle 4 siamo all'orologio astronomico per vedere il passaggio dei 12 apostoli (un po' deludente) e poi per visitare la Piazza della Città Vecchia. In un chiosco della piazza acquistiamo un assaggio di prosciutto di Praga (cotto e affumicato sul posto) e un bicchiere di grog (ottimo profumo, sapore neutro).

Prossima tappa: la Casa Municipale (oggi sede di concerti) e la Porta delle Polveri, prima di proseguire per la lunghissima piazza Venceslao.

La stanchezza si fa sentire e cosi pure il freddo... Tornando verso l'hotel mio marito decide di fare il romantico e come regalo di San Valentino mi prende una bellissima collana da Swarowski!!!!

Dopo la sosta in hotel decidiamo di cenare in un locale con musica dal vivo, tra la piazza del vecchio municipio e Namesti Republiki, però quando arriviamo, lo troviamo vuoto vuoto e perdiamo l'ispirazione.
Cerchiamo di trovare un'alternativa sulla guida, ma siamo troppo cotti per lunghi ragionamenti (tra l'altro anche qui non c'e' il bellissimo divieto di fumo!!!) e alla fine andiamo sul sicuro: hamburger all'Hard Rock Cafe!!!

Torniamo in albergo, salutando le magiche luci della Praga by night, perché domani avremo solo la mattina per il quartiere ebraico e un ultimo pasto boemo, prima di ritornare in Italia.

Ultimo giro per salutare Praga

domenica 14 febbraio 2010

Ultima mezza giornata a Praga: alle 1715 riparte l'aereo per Milano.

Dalla finestra ci pare di intravedere il cielo azzurro e la mappa della città ci dice che manca il Quartiere ebraico.

Veloce colazione in hotel, liberiamo la stanza e lasciamo il bagaglio in reception, per esseri liberi di girovagare.

Arriviamo all'entrata del cimitero ebraico per scoprire che il biglietto cumulativo per due (giro completo) costa 960 corone, ma non accettano carte di credito nè valuta straniera. Girovaghiamo alla ricerca di un bancomat e lo troviamo nei pressi della Sinagoga Spagnola.
Dopo aver prelevato e fatto il biglietto, iniziamo la visita e rimaniamo subito stupefatti dalla meraviglia di questo edificio, tanto semplice in esterno, quanto ricco e imponente all'interno (peccato non poter fare foto).

Uscendo, ammiriamo la celebre statua in memoria di Kafka (un uomo piccolo sopra un grande uomo senza testa) e poi ci dirigiamo verso la piazza con le case cubiste.

Raggiungiamo poi la Sinagoga Vecchia Nuova (più raccolta e semplice) e il Municipio ebraico (sulla guida la facciata e' rosa, ma da vivo sembra azzurra).
Concludiamo il giro del quartiere con il Vecchio Cimitero Ebraico, molto suggestivo con il gioco di neve e sole.

E' l'ora di completare i pasti boemi. Scegliamo un locale in stile medioevale che si chiama U Sadlu.

Torniamo in albergo ripercorrendo per l'ultima volta le vie del centro e il Ponte Carlo. Praga ci saluta con una bellissima giornata di sole.