CERCAVAMO DRACULA, ABBIAMO SCOPERTO UN MERAVIGLIOSO PAESE

località: transilvania, moldavia, bucuresti
regione: transilvania-moldavia-valacchia
stato: romania (ro)

Data inizio viaggio: sabato 16 settembre 2006
Data fine viaggio: sabato 23 settembre 2006

Occhi ancora meravigliati di fronte a tanta bellezza. Muniti d'aglio e di paletti di legno, sulle orme del finto Dracula, abbiamo invece aperto le porte del nosro cuore a questo paese straordinario. Troppi luoghi comuni e molta superficialità andrebbero cancellati per sempre. La Romania è un paese stupendo, ricco di tradizioni ancestrali, lontane ed affascinanti, di sapori dolci come le colline della transilvania, di gente orgogliosa come le vette dei maestosi Carpazi e di un'atmosfera gotica e intrigante. Dagli affresci dei monasteri sulle montagne, alle sinistre viuzze di Bistrita, dalla stratosferica bellezza della perla nera, Sighisoara alla vita rurale e semplice di campagne verdi dove il tempo si è fermato lasciando a questa terra un primato assoluto in Europa. un piccolo-grande angolo di vita bucolica, semplice e remoto, un'Europa ormai introvabile. Nostalgia forte. Grande Romania. Una scoperta bellissima, una bella lezione da imparare, una cocente sconfitta per noi stupidi scettici. Andateci e mi direte. Buon viaggio.

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CERCAVAMO DRACULA, ABBIAMO SCOPERTO UN PAESE MERAVIGLIOSO

sabato 16 settembre 2006

Romania ..ragazzi..quante emozioni, che sorpresa magnifica…ecco il mio racconto.

Immaginate un treno sgangherato, una landa desolata, una stazione sconosciuta… è l’una di notte passata.. il treno proviene dalla stazione Nyugati di Budapest, la stazione in cui vi trovate ora è invece quella di Cluj-Napoca, porta d’ingresso alla magica e tenebrosa transilvania!!!
L’emozione di un viaggio si misura anche con l’adrenalina e quella strana forma di paura/diffidenza/ignoranza che ci attanaglia quando ci troviamo in posti diversi dal nostro immaginario quotidiano. E quindi..eccoci arrivati. Dopo quasi 7 ore e mezza di viaggio attraverso la piatta e noisosa pianura ungherese, siamo giunti ad Oradea, prima città di un certa importanza sul confine rumeno-ungherese…
In mia compagnia c’è Stefano, alla disperata ricerca di ripercorrere le tappe del Conte Dracula, creazione letteraria immaginaria, frettolosamente accumunata alla figura dell’Impalatore, il principe Vlad Tepes. Stefano, alla stregua di una Susy Blady genovese ha deciso di riportare alla luce le verità nascoste sul mitico Vlad Dracul e di fare un po’ di chiarezza su questa misteriosa storia al limite tra mito e realtà---bahhhh….io invece ero sostanzialmente uno scetticone e dire che non è da me…
Ma si sa…i luoghi comuni uccidono la curiosità e i pregiudizi alimentano lîgnoranza…quindi tutti noi ci abbeveriamo di informazioni non nostre e pensiamo di saperne qualcosa..SBAGLIATO!!!
Non crediate mai alle dicerie e alle stupidaggini di chi non ha mai alzano il suo bel sederino dalla poltrona… cercate di toccare con mano le cose di cui avete voglia di sapere, cercate sempre di curiosare un po’ di più perchè quella sarà una delle più belle ricchezze che vi porterete dentro..per sempre.

Prima tappa la bellissima ed elegante Cluj-Napoca: città di grandi chiese ortodosse, viali alberati, bei caffè e gente elegante.
La sera prima l’atmosfera tenebrosa ci aveva già catturato: per le vie poco illuminate, in cerca di un supermercato aperto dove poter comprare qualcosa, avevamo assaggiato questa strana città. I suoi androni bui, le sue inquietanti finestre aperte, lugubri figure si aggiravano per le sue strade..ma si trattava solo di una nostra percezione distorta della realtà.
Cluj è la città più all’avanguardia di tutta la Romania. I giovani alla moda, bei locali, ristoranti e negozi allo stile occidentale… Gli edifici, spesso un po’ decadenti, richiamo però un passato glorioso: qui come altrove, l’impero austro-ungarico ci ha messo l zampino, costruendo e ricostruendo, lasciando la sua impronta indelebile sulla struttura cittadina e sul modo di vivere.
Visitiamo la città prima dal bel terrazzo del hotel Victoria, il più bello della città, l’unico ahimè aperto alle due di notte, e poi scorazzando per le vie, cercando prima di visitare e poi alla ricerca disperata di un’agenzia dove affittare un’auto.

Dopo aver girato come matti, ci affidiamo alle manone giganti di tale Adriàn, omone rumeno che ci affida una Opel Astra color grigio…intorno a noi impazza il traffico rumeno di Cluj, buttiamo giù la saliva come Jerry nelle mani uncinate di Tom e prendiamo atto che guidare da queste parti sarà davvero un’avventura…eccome !!!

BISTRITA/CARPAZI ORIENTALI

lunedì 18 settembre 2006

E’ uno straodinario susseguirsi di piccoli agglomerati urbani, di chiese sassoni, di eccentriche costruzioni in legno, con tetti a punta ornate di croci nere, cortili di fiori ed edera arrampicante, dove scorrazzano maialini e vitelli, persone anziane che passano il tardo pomeriggio con lo sguardo perso nelle sfreccianti macchine della mitica autostrada E-56.
Giungiamo a Bistrita in tarda nottata. Qui secondo la leggenda, gli strambi visitatori del castello di Dracula, passano l’ultima notte scortati dalle autorità del luogo. Da qui in poi, verso il BorgoPasso, avrebbero dovuto proseguire da soli.

Bistrita sembra un set di un film nel più puro stile di Hollywood: film di paura, si intende.
L’atmosfera che si respira è davvero affascinante: la grande chiesa luterana svetta al centro della città, tutto intorno sono costruzioni in legno che risalgono al periodo medievale. Case dall’aspetto mostruoso si affacciano sulla grande e verde piazza Unirii: il vengo sibila come fosse grida, la chiesa sembra vuota, scarnificata, vecchia e decrepita. Gli alberi grondano sulle vie, muovendo ripetutamente grandi rami di foglie verde scuro, cani abbaiano in lontanza…
Da qui il nostro motto: Bistrita (si legge bistriza) …che strizza!!
Fortunamente la notte passa tranquilla, anzi ceniamo in un posto meraviglioso, in mezzo ad un parco lungo il fiume a base di ciorba ( una sorta di goulash meno piccante), mamaliga, polenta più saporita, carne, insalata di cavolo e delizioso vino rosso.
Lasciamo la città e ci dirigiamo verso le alture dei carpazi orientali: se possibile, la realtà di montagna è ancora più remota ed chiusa, inacessibile e lontana. I mezzi di trasporto sono carri di legno trainati da mucche maculate, le bambine giocano con gli acquiloni, le anziane infagottate vendono ogni sorta di ortaggio… il tutto in un ambiente bucolico e tranquillo.

La strada ci porterà fino a quasi 1900 metri, passando per Vatra Dornei, il BorgoPasso. Qui la leggenda draculoide costruisce il mito del passaggio tra transilvania e moldavia: un passo che portava sfortunati viaggiatori nelle fauci del Dracula vero!! Qui..purtroppo americani ricchi e ingnoranti hanno costruito un mega super hotel, Hotel Dracula..con apposito ristorante a tema e camere a tema. Costruzione orrenda e sproporzionata rispetto alle casupole vicine, l’Hotel offre ai suoi visitatori anche una gustova sorpresa.. Noi..non cela potevamo far scappare…eccoci intrappolati.
Accompagnati da una strana cameriera, visitiamo le stanze dell hotel, fino a giungere alla cripta dove pare sia sepolto il principe Vlad…(in realtà si trova a Bucarest).
Lo spavento è enorme..non ve lo racconto sennò quando ci andrete non ci sarà più gusto. Comunque sono ancora vivo..quindi niente paura!!!

La nostra destinazione è Bicaz, ma la notte tenebrosa delle montagne ci ha quasi raggiunto..dobbiamo fare in fretta….dopo aver sbagliato strada per due volte, decidiamo che Bicaz e le sue industrie di amianto ( sic sic) sono troppo lontane per oggi e ci dirigiamo a Durau, piccolo paesino ai piedi del monte Cealhau. Il panorama è meraviglioso, ci imbattiamo in una serie di monasteri affrescati e cimiteri ortodossi, ampie vallate di conifere e quercie, prati, roseti e dolci colline premontane.
Durau è una stazione sciistica importante, ora in settembre è del tutto deserta ma comunque mantiene il suo straordiario fascino. Un monastero di 35 suore ortodosse, con stupendi affreschi esterni e fantastici affreschi interni si staglia sul punto più alto del paese. Qui facciamo presenza alla letania delle 18.00, ammirando increduli riti di preghiera tanto diversi da quelli a noi più conosciuti.
Dormiamo in una casetta in gestione di una signora che chiameremo “la bifolca”, un po’ per l’aspetto da Fred Flintstones donna, un po’ per la parlata rauca e le maniere da scaricatore di porto. Ma la casa è meravigliosa, il luogo stupendo, giardino di fiori, in mezzo al verde, solo lo scorrere del fiumiciattolo e gli ululati di strani esseri nella foresta…sic sic

Raggiungiamo Bicaz il giorno dopo, ammirando le straordinarie gole di Bicaz, formazioni calcaree bianche che creano burroni e pareti di granito che tagliano la montagna in mille parti, creando piccoli pertugi nei quali si abissa la strada che percorriamo. Pareti altissime, nebbiolina fastidiosa, verde intenso, laghi di mille colori, le foglie colorate dell’autunno rumeno..che meraviglia.

Da Bicaz e lasciandoci alle spalle il lago Rosso, ci dirigiamo a Sighisoara..la perla della transilvania. Diamo ancora uno sguardo rapido alla moldavia, facendo una promessa a noi stessi, la promessa di tornare un giorno per dirigersi verso Suceava, moldavia settentrionale o Bucovina, dove di monasteri come quelli di Durau ce ne sono a bizzeffe. Non dubitate, ne vale davvero la pena!
Ritornando verso la transilvania ci accorgiamo che il panorama cambia in continuazione: dalle conifere verdi, si passa alle dolci colline gialle ed arancioni, per poi ammirare pascoli e chiese fortificate in mezzo al verde scuro di foreste intricate. I villaggi hanno un aspetto più mite e meno tenebroso, qui tutto è curato al minimo dettaglio, grandi giardini, belle case, ristoranti e negozietti di artigianato, belle piazze colorate, balli tipici, musica, ect.. e poi ci accorgiamo del perchè…siamo nel bel mezzo della cosidetta transilvania ungherese. Gheorgheni e Odorhieu sono fiori all’occhiello della comunità ungherese in Romania: si parla ungherese, si mangia ungherese.. ossia si vive come in Ungheria ma si è cittadini rumeni..strano no? Regali della storia, giochi in mano di potenti che hanno scritto pagine, dividendo popoli, disprezzandoli e talvolta creando odio e rancore.
Eccoci a Sighisoara..in una parola: la più bella.

SIGHISOARA, BRASOV, BRAN, BUCURESTI

mercoledì 20 settembre 2006

Sighisoara è una delle città fortificate dalla comunità sassone che giunse qui a popolare le terre dopo le grandi battaglie contro le forze armate turche. Costruita intorno alla magnifica torre dell’Orologio, la città è arroccata su vari livelli, con una cittadella medievale che sembra un gioiello dimenticato dai nuovi architetti, dai restauri moderni e dai venti di novità.
Tramite il gentile aiuto di Arpi, un giovincello rumeno, troviamo ristoro presso la casa di una signora di cui non sappiamo il nome, per un prezzo davvero di favore e visitiamo questa splendida cittadina medievale.
Dalle sale della tortura, alla chiesa sulla collina, dal tempio di fede luterana alle viuzze e piazzette tipiche del Medioevo. La notte, mentre si passeggia… un lugubre suono di organo proviene da alcune stanze della chiesa luterana, diffondendo brividi e sguardi di inquietudine tra la gente….Nel giardino interno, alla sinistra dell’entrata principale della chiesa luterana viene esposto il sinistro busto in pietra di Vlad Tepes, ricordando ai visitatori che quella stessa piazza era un tempo sede delle principali eventi “sociali” della comunità sassone: torture, balli in maschera, roghi per stregoneria.
Mangeremo proprio dove il principe Vlad Tepes, principe di transilvania e Valacchia, passò quattro anni della sua vita: oggi quel luogo è diventato il Ristorante Dracula. A dispetto del nome, comunque si mangia proprio bene e il cameriere baffuto è davvero simpatico.

Lasciamo a malincuore la bellissima Sighisoara, e prendiamo la strada verso Brasov e Bran…
L’entrata a Brasov sembra viale Papignano a Milano quando c’è mercato, un caos di mucche, carri, macchine non catalizzate, persone, sacchi, frutta, volatili, legno, pietre, buche… no semafori, no linee stradali, no indicazioni…aiutooooooooooo!!!

Fuggiamo da Brasov, e ci dirigiamo verso il castello di Bran, il famoso castello di Dracula o meglio il luogo dove si dice il principe Vlad soggiornò per un tempo. Il castello ha l’aspetto tipico, arroccato e modificato posteriormente: gli stili architettonici si sono sovrapposti, lasciando però intravedere nel suo scheletro la struttura originaria. L’interno è meravigloso, ammobiliato in legno nero, è un susseguirsi di riferimenti alla regina di Romania, Maria, immortalata in varie immagini di vita quotidiana. La stranezza è l’assoluta assenza di ogni tipo di informazione riguardante la presunta permanenza qui del principe Vlad: la cosa ci rende sospettosi ma dopotutto molto felici. E vi spiego perchè…
Mentre nella parte bassa del castello di Bran impazza il mercatume più squallido, con le maschere di SCREAM (!?!?) e di mostruosi elfi dei boschi, intorno al castello la storia con la “S” maiuscola si riappropria del suo ruolo e il tutto è presentato al visitatore con sobrietà e dovizia di particolari. Insomma, che qui abbia vissuto o meno il principe Vlad, ai rumeni importa fino ad un certo punto, importa invece far sapere che qui ha soggiornato come mamma di Romania, la bella e giovane regina Maria, prima e ultima sovrana di questo paese poi passato negli anni ’30 del XX secolo, nelle mani dei militanti nazionalisti.


Il castello ci piace, le torri, il cortile interno, le porte che non si aprono e il bosco oscuro e minaccioso che si apre alle sue spalle..qui di notte ..riuscire a dormire deve essere un’impresa.
La sera mangiamo a Brasov, in un ristorante di lusso..i prezzi lo consentono ..evviva!! Mangiamo benissimo, beviamo altrettanto bene e visitiamo un po’ la città: la chiesa Nera, la grande piazza del mercato e la cittadella medievale. Piove ma questo non diminiusce il valore della bella città transilvana, la città rumena più visitata in assoluto.
Ultima tappa: la capitale. Bucarest si presenta con tutte le magagne del suo triste e travagliato passato: bombardata e distrutta durante le due guerre, sepolta da un terremoto nel 1940 e deformata dai discutibili gusti comunisti nel quarantennio post-guerra.
Insomma…quale città avrebbe sopravvissuto a tanto sfacelo? Nessuna, infatti Bucarest non si può certo definire una bella città.
A peggiorare la situazione c’è una chicca che tutti voi conoscerete: ecco a voi il signor Ceasescu. Non si può non parlare di lui quando si parla di Romania: questo uomo viveva come gli imperatori bizantini di Costantinopoli, aveva la mania di grandezza di Stalin, economizzava come Mao, sperperava il denaro come gli amici dittatori sudamericani, ect…
Insomma… un bel personaggio della storia. I rumeni sono grati a Timisoara e a quanti hanno dato la propria vita per liberare il paese da quel pazzo visionario.
Emblema di tutto ciò: il monumentale palazzo del Parlamento, o Casa del Popolo ( !?!?!)
Mostruosità di cemento costruita a fine anni ’70, mostrosuità che portò alla completa distruzione di un sesto della capitale rumena, mostruosità che è ancora oggi, il secondo edificio più grande al mondo, dopo il Pentagono.
Fate un po’ voi…

IL mio racconto è terminato e non mi resta che spingervi con tutte le mie forze a fare un viaggio in Romania: lasciate a casa pregiudizi e letture, lasciatevi trasportare da questo bellissimo paese e dalla sua gente. Tornerete più ricchi…

Merci Mult, România.

Andrea