Moldavia

località: iasi, pipirig, poiana largului, neamt, bicaz
regione: moldavia
stato: romania (ro)

Data inizio viaggio: giovedì 1 gennaio 2009
Data fine viaggio: giovedì 1 gennaio 2009

La Moldavia è una regione storica divisa tra due Stati con i trattati che seguirono la seconda guerra mondiale: Unione Sovietica e Romania. Successivamente con la disgregazione dell'URSS la Moldavia sovietica è stata ulteriormente spartita tra Ucraina e Repubblica Moldova. La parte di cui mi preme parlare in questo diario è quella che appartiene alla Romania dove tra l'altro è ubicata l'antica capitale di tutta la regione storica: Iasi. Sono stato in questa città in molte occasioni e nonostante la lontananza dalle tradizionali rotte verso la Romania è un luogo che merita di essere visitato. E' indiscutibile che presenti il più bel centro storico dell'intrero Paese di cui conserva anche il monumento più bello, il Palazzo neogotico fiorito di Stefan Cel Mare.
La grande costruzione simbolo di Iasi è preceduta dal monumento equestre del Principe Stefano il Grande, eroe nazionale che con l'aiuto del Voivoda valacco Vlad Tepes (Dracula) respinse l'avanzata ottomana in Europa. Per le sue gesta Stefan si meritò il plauso dai cattolici e la santificazione dagli ortodossi. La mole del palazzo con la sua elegante torre fà da prospettiva al lungo Bouleverd Cel Mare che da qui inizia per poi attraversare l'intero centro cittadino fiancheggiando importanti costruzioni dall'architettura ed epoca più varia. Tra queste l'antica Chiesa dei Tre Gerarchi dalle pareti riccamente scolpite a figure geometriche, la grande Cattedrale Metropolitana che conserva le veneratissime spoglie di Santa Paraschiva, il neoclassico Teatro Nazionale preceduto da elegante parco pubblico, il Municipio. La città è circondata da sette colli che l'espansione urbanistica ha in parte occupato tanto che alcuni quartieri come Tataras sono un vero sali e scendi di viali. In uno dei colli sorge l'isolata Cittadella fortificata dove all'interno di mura è custodito un Monastero. Da qui come dalla collina di Bucium si gode di una bella panoramica sulla città. Sono stato a Iasi sia in Primavera che in Autunno che in Inverno e devo dire che ogni stagione offre le sue peculiarità. In pieno Inverno una coltre di neve ricopre strade e monumenti trasformando il centro storico, soprattutto alla sera, in un ambiente fiabesco. In Autunno si celebra Santa Paraschiva, una delle più venerate dalla religione ortodossa, a Iasi arrivano migliaia di devoti da tutto il Paese e non solo. Davanti alla Cattedrale Metropolita si formano lunghissime code per rendere omaggio al sarcofago della Santa. A Primavera poi è un esplosione di fiori nei numerosi Parchi pubblici. Si può passare qualche giorno in città senza annoiarsi, ci sono i Musei del Palazzo di Stefan Cel Mare, parchi dove passeggiare come a Copou e un grande Giardino Botanico. Oltre a Iasi la Moldavia offre verso occidente una zona montuosa con villaggi rurali sparsi e spesso lontani tra loro. Ci sono pure alcuni Monasteri isolati in un ambiente silvestre di pace e serenità. Tra questi sono particolarmente significativi il Secu e il Neamt ubicati nei dintorni della cittadina di Tirgu Neamt. Capitarci in una giornata di festa è un'esperienza indimenicabile: centinaia di fedeli si riversano nel Monastero portando pietanze e frutti della terra per poi sedersi tutti insieme ad un grande tavolo nel refettorio per pranzare e pregare in comunione con i monaci. Se giungere qui in un momento di festa è particolare, arrivarci in altri giorni dell'anno è comunque interessante, si viene immediatamente proiettati in un ambiente di pace e serenità assoluta interrotto solo dalle preghiere. Le Chiese dei Monasteri dominate dalle grandi iconostasi, sono in piccoli ambienti bui e fumosi dove ci si raccoglie in preghiera, si raccomandano i propri cari scrivendone i nomi su un registro, si depone un offerta. I monaci che hanno uno strano cappellino nero e lunghe barbe incolte sono sempre molto gentili con i turisti. Secu e Neamt sono due Monasteri simili ma molto vicini per cui è possibile visitarli entrambi in poco tempo. Le piccole Chiese si trovano all'interno di chiostri contornati da una fortificazione muraria su cui si appoggiano gli ambienti conventuali. Da qui una strada che corre tra verdi montagne attraversate da torrenti conduce al lago artificiale di Bicaz. Questo bacino alimenta la vicina centrale idroelettrica che ne regola il flusso delle acque tanto che mi è capitato di vederlo sia a massimo regime che praticamente vuoto e percorso dalle sole acque del fiume che lo origina. Il lago è attraversato da un viadotto da cui si gode di una buona panoramica del bacino e della grossa pietra isolata detta "del Diavolo". Una delle più belle porte di accesso alla Moldavia è sicuramente quella attraverso le gole di Bicaz in un ambiente di alta montagna dove la strada serpeggia a ridosso di alti picchi dolomitici.Alla fine della gola la strada attraversa villaggi di case di legno dai colori tenui precedute da una corte in cui trova posto un pozzo. All'interno le abitazioni sono piccole, presentano due stanze collegate direttamente l'una con l'altra, in genere c'è un tavolino affiancato da un letto dove si mangia e si dorme. L'ambiente è scaldato da stufe di terracotta alimentate a legna e le pareti sono dipinte con colori pastello e presentano greche a disegni geometrici. Non mancano sulle pareti le icone di Santi e le foto in bianco e nero sbiadite dal tempo degli avi. Le donne sono vestite con abiti scuri e foulard in testa. Nei pressi del villaggio di Pipirig ricordo una casa isolata raggiungibile solo percorrendo un tronco d'albero che scavalcava un torrente, vi abitava un anziana donna che mi ricevette con grande ospitalità e munta la sua mucca mi portò del latte caldo rifocillandomi dal freddo di un inverno nevoso. Al confine con la Repubblica Moldova ho soggiornato in un Hotel a Husi e sono stato all'interno del Liceo Teoretico di Raducaneni.

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...