Valicare gli Urali in fuoristrada

stato: russia (ru)

Data inizio viaggio: sabato 4 giugno 2011
Data fine viaggio: mercoledì 6 luglio 2011

Un'altra spedizione del Gruppo Sextant nella Grande Madre Russia. Obiettivo: valicare gli Urali in fuoristrada.
Il gruppo, composto da 8 persone su tre Land Rover Defender e un Daily 4x4, ha percorso 12.000 km in 33 giorni. Per raggiungere e tornare dalla Russia ha attraversato i seguenti Paesi: Svizzera, Austria, Germania, Polonia, Lituania, Lettonia, Ucraina, Ungheria, Slovenia.
Gli Urali sono superabili su strada solo nella loro parte centrale, sulle direttrici che vanno in Siberia. Ma al di sopra del 55° parallelo Nord nessuna strada li valica. Esistono solo tracciati forestali, per lo più abbandonati. L'impresa è stata dunque molto impegnativa, ed ha avuto successo solo al secondo tentativo.

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I preparativi del viaggio

sabato 4 giugno 2011

Lo studio del viaggio comincia ben prima della partenza.
20 Novembre 2010
Primo incontro operativo con i partecipanti alla spedizione in terra di Russia denominata “URALI ed oltre.............”.
Partecipano il capo-spedizione Giovanni Dondi con la moglie e navigatrice Erina, la collaudata coppia di navigatori Fabio Bresciani e Mario Doria, il solitario ex Pa-Dak Giovanni Capoferri con il nuovo compagno di viaggioFranco Agnelli ed i nuovi amici e futuri compagni di viaggio Tapiletti Danilo, su Land Rover 110 nero...inquietante e ipertecnologico, con ogni cosa al suo posto, maniacale ma.....perfetto e l'equipaggio Camisasca Mauro-Bonfanti Giuseppe ("Beppo") che non contenti dei tanti km percorsi in Russia, le difficoltà che dovranno essere affrontate sulle impercorribili piste di fango dei monti Urali, proseguiranno poi il viaggio attraversando tutta la Mongolia.
Dopo essersi presentati ognuno dei partecipanti cerca di farsi conoscere meglio, con le nozioni tecniche sui mezzi, quali vetture verranno utilizzate, le loro preparazioni specifiche, per poi iniziare a parlare nel dettaglio del viaggio, dalla data di partenza che viene fissata per il giorno 04 giugno 2011 ore 07.00 da Milano, sino a spulciare le carte stradali, aeree e militari russe per decidere in linea di massima quali strade, piste percorrere: si analizza e si cerca di migliorare i tempi di percorrenza modificando le tappe e si decide, per finire nella scelta delle città degne d'interesse e da visitare.
Non meno importanti sono le strade relative alla tappa d'avvicinamento, decidendo quali stati oltrepassare in base alle frontiere ed i visti da fare, e questo per ridurre le spese burocratiche ma sopratutto i lunghi tempi d'attesa che dovranno essere messi in conto quando si lascia il vecchio continente per avventurarsi al di là....
Si stilano le prime stime di spesa, si redigono elenchi di cose da cercare utili per questo tipo di viaggio, si studiano i percorsi, si fa l'elenco delle medicine, e dei possibili problemi che si potranno incontrare.
Tra le tante cose si decide di munirsi di grossi coltelli “survival” che se non ci saranno sequestrati nei vari controlli doganali potranno essere fissati poi ad un bastone ed utilizzati in caso di brevi trekking a piedi nei boschi degli Urali, come arma di difesa per animali feroci, l'orso per primo.
Si deve mettere nella lista delle cose utili una motosega di piccole dimensioni per tagliare eventuali tronchi che potrebbero ostruire la pista, o per tagliare legna ed utilizzarla per la ricostruzione di ponti che durante il lungo inverno possano essere caduti sotto il peso di metri e metri di neve.
Tra le curiosità da procurarsi alcune salopette da pescatore da mettere quando dovranno essere affrontati guadi profondi, per il pre-scouting a piedi prima di passare con i mezzi, o proprio per andare ad attaccare un cavo del verricello se uno dei nostri preparati mezzi dovesse rimanere in panne...

09.04.2011

Un secondo incontro viene fatto con tutti i partecipanti alla spedizione: anche in questo caso si confronta le preparazioni dei mezzi, si scelgono le coperture gommate da montare sulle Land Rover si decide quali attrezzature fotografiche portare e per finire si controllano tutti i documenti che dovranno essere portati dalla nostra efficiente “segretaria” Erina all'agenzia turistica per ottemperare a tutte le formalità burocratiche, dai visti con traduzione in cirillico sui passaporti, sino alle traduzioni delle patenti per gli autisti e dei libretti.
Infine si visionano alcuni resoconti sulle condizioni delle piste sugli Urali : ad agosto il fango regna sovrano, con percorsi da brivido, passaggi impossibili, utilizzo continuo del verricello.
Riusciremo ad andare “oltre” gli Urali??

Il viaggio di avvicinamento alla Russia

sabato 4 giugno 2011

Il momento tanto atteso è arrivato : l'adrenalina dei partecipanti è alle stelle e nessuno riesce a chiudere occhio, special modo l'equipaggio Camisasca-Bonfanti che non ha ancora terminato l'allestimento del proprio mezzo e non riuscirà a partire con il gruppo, anche se poi raggiungeranno la colonna in Polonia con 2 giorni di ritardo.
L'appuntamento è fissato alle ore 07.00 presso l'area di servizio Villoresi Est (Arese) : i primi ad arrivare da Torino l'equipaggio Doria-Bresciani su mezzo d'appoggio, il mitico ed ogni-presente Iveco Daily 35.10 4x4.
A ruota giunge il capo-spedizione Dondi Giovanni detto "lo zio"su Land Rover 110 con la navigatrice-moglie Erina e l'equipaggio Capoferri - Agnelli su Land Rover 90 così attrezzato da ricordare la mitica "Aziza I" del navigatore terrestre Nino Cirani....
Un primo piccolo inconveniente al Land 110 del capo-spedizione...i tergi non vanno e visto il tempo inclemente che ci accompagnerà per tutta la giornata con forti rovesci ed acquazzoni il problema deve essere risolto!
Si parte! Velocemente si entra in terra Svizzera dove ci attende l'amico Danilo Tapiletti
Non si riesce a raggiungere la vetta del passo del S. Bernardino che la colonna è di nuovo ferma.....il Land 110 dello "zio" scalda come una vecchia stufa.....rapido consulto: il termostato viene smontato dall'onnipresente iperattivo Marietto detto "la peste" e gettato al vento. Un'altro problema risolto e via di nuovo in direzione Nord-Est...........i kilometri corrono veloci....quando la colonna si ferma ancora per una gomma che inizia a ballare proprio come il suo padrone...ballerino lui ballerina la gomma.....rapido cambio e senza nemmeno accorgersi si raggiunge la Germania, per fare uno stop a tarda serata in un'accogliente "area di servizio"....
Dopo oltre 930 Km percorsi in un solo giorno è d'obbligo un brindisi a base di Nebbiolo....e da menzionare una pastasciutta all'arrabbiata degna di un ristorante 5 stelle!!Sarà la fame??


Germania 05.06.2011

Di buon ora si parte raggiungendo la Polonia...uno stato che riserva numerose sorprese: la pulizia e l'efficenza...le strade che si pensavano poco più che mulattiere sono invece veloci superstrade a due corsie e nelle cittadine attraversate non dispiace ammirare belle ragazze bionde dalle lunghe cosce e dalle corte minigonne...........
A fine giornata come per magia siamo raggiunti dall'equipaggio Camisasca-Bonfanti a bordo di un Land Rover 110 TD4 iperpreparato da estremo che si accaparra immediatamente l'appellativo di Highlander...il mostro....ma "in verità in verità vi dico che è solo invidia....."
Solito campo degno di una famiglia nomade...i mezzi sono posizionati in cerchio, la tavola imbandita...la voglia di confrontarsi con le piste impossibili degli Urali e l'amicizia si tagliano con il coltello.
Il gruppo è già affiatato e si presenta un bel giro...in buona compagnia.
Condizioni climatiche ottime, un caldo sole ci accompagna lungo il percorso.


Lituania 06.06.2011

Sveglia all'alba...pronti attenti via..............si entra senza controlli doganali in Lituania dove se non fosse per una rottura della valvola della ruota anteriore del Daily nemmeno ci saremmo fermati....
Possiamo affermare che il viaggio, quello vero come lo intendiamo noi, inizia proprio dalla Lituania....le strade si fanno più strette e con avvalamenti continui...il traffico si dirada, il paesaggio cambia...i campi sono incolti...le case abbandonate al loro destino e si respira ancora l'aria pesante lasciata in eredità dal recente passato comunista.....
Lituania addio...Lettonia arriviamo....


Lettonia

Percorsi circa 200 km in terra lettone senza intoppi...strano....
Alle 21.00 raggiungiamo il confine Lettonia – Russia, dove ci scontriamo subito con la burocrazia russa....il confine è chiuso e dobbiamo attendere la mattina seguente.
File interminabili di camion ed auto ci fanno intendere che ci sarà d'aspettare molto tempo....voi avete gli orologi noi il tempo e con questa frase attenderemo fiduciosi.

07.06.2011

04.00 la sveglia suona e tutti in fila nel polveroso stradone che porta alla frontiera Lettonia – Russia.
La fila come ogni frontiera che si rispetti e che ti faccia sentire "straniero" è lunghissima, una coda interminabile di camion ed auto dalle targhe più strane...
Sotto un sole cocente si attende non invano, ed alle ore 16.00 si riesce a passare il confine ed i controlli, "solo" dopo oltre 9 ore d'attesa, e dopo che l'equipaggio Doria-Bresciani si è addormentato di sasso sul Daily ed ha bloccato tutta la fila! Sino a quando sono stati svegliati da un arrabbiatissimo finanziere russo!!
Equipaggio Capoferri – Agnelli : beccati! Gli viene "sequestrato" da un'efficente funzionaria dognale russa un contenitore da 20lt. di buon "Nebbiolo" piemontese, con la banale scusa di non poter importare nel territorio della "confederazione" oltre un "certo" quantitativo di vino...Stasera a casa della funzionaria doganale si brinderà....
Giornata senza grandi emozioni: tanta noia, caldo e polvere.
Entrati nel territorio russo si sfreccia veloci in direzione di Mosca, nell'unica strada di grande comunicazione, spesso costellata di buche e con un asfalto non proprio degno della "Grande Madre Russia"..
Di tanto in tanto si vedono "caselli" di polizia per i posti di blocco, ora abbandonati che ricordano il capillare controllo dell'epoca..
Traffico sostenuto: i camion ci sfrecciano minacciosi incuranti della presenza della colonna di automezzi...
Sosta in un piazzale custodito, con la prima vera doccia del viaggio ed una cena in un simpatico motel.

da Mosca agli Urali

mercoledì 8 giugno 2011

ll mitico capo-spedizione che si lamenta sempre dell'eccessivo peso del suo Land 110, nella notte viene accontentato! "Alleggerito" del tavolino da campo lasciato incustodito.....
Partenza sulla direttrice per Mosca, una striscia d'asfalto lunga oltre 500 Km. dal fondo stradale relativamente buono.
Nel primo pomeriggio giungiamo alla periferia di Mosca, dove ci attende Stefania Zini, un'amica di famiglia dell'equipaggio Dondi - Savoldelli.
Dopo i convenevoli di rito la colonna dei mezzi fuoristrada segue Stefania, rigorosamente anche lei a bordo di una Land Rover Freelander.
I prossimi due giorni, saranno "sosta tecnica e culturale" a Mosca, ospitati da Stefania nella sua deliziosa "dacia"......dove quasi mettendoci in imbarazzo ci mette a completa disposizione la sua casa e persino il garage per le piccole riparazioni e controlli meccanici!
Finalmente un letto degno di questo nome.......in attesa di ripartire, stavolta per l'avventura...quella dura e cruda.

Mosca 09.06.2011

Gli equipaggi sono intenti a terminare la preparazione delle loro land...chi monta il compressore per il blocco differenziali...chi cambia le gomme, chi controlla la cambusa e chi va in aeroporto (Demodedovo) a far incontro all'ultimo dei temerari...Nicoletta Grecuccio.
Meritata cena di tutto il gruppo assieme agli amici russi, Stefania Zini ed il compagno Denis in un 'ottimo ristorante a base di specialità locali e vari giri di vodka....che hanno fatto dimenticare il conto stratosferico pagato con una miserabile colletta di rubli.......

Mosca 10.06.2011

La mattina scorre lenta e senza nessun emozione particolare..., primo pomeriggio: il convoglio si avvia verso il centro storico di Mosca, dove grazie a permessi speciali si può parcheggiare nel piazzale riservato alle autorità! propio sotto alla basilica di S. Basilio, a ridosso della Piazza Rossa!!
Foto, foto, foto e filmati...
Passeggiata turistico-culturale nel centro di Mosca, poi rientro a casa degli amici Stefania e Denis per "l'ultima cena" degna di chiamarsi così.....e dopo cena si finisce in bellezza con un malore gatrointestinale della nuova amica Nicoletta-donnavventura che ci tiene in ansia per qualche ora prima di rifiutare un bel ricovero in un'ospedale russo...
Finalmente si lascia Mosca nella tarda serata zigzagando tra un traffico mai visto prima...pochi km per molte ore di strada ed eccoci fermi in un' area di servizio dove si passa la notte in attesa che il traffico smaltisca.
Mosca 11.06.2011

Sorpresa!! La fila di auto dopo 7 ore è aumentata!! Si viaggia a passo d'uomo ma la colonna di fuoristrada deve pur arrivare alla meta : Urali.
Qualche centinaia di Km. e non siamo ancora fuori dall'incubo....ancora taffico....
Si oltrepassa la cittadina di Vladimir per giungere a Suzdal, caratteristica cittadina sorta sulle sponde di un fiume e contornata da decine di piccole chiese e cattedrali dalle cupole dorate, ricordo di un passato importante...zar e preti copti...
E qui ci vorrebbe un "miracolo" in quanto Fabio Bresciani si accorge d'aver lasciato a Mosca, a casa degli amici il passaporto..documento indispensable quanto l'aria in questa terra di obblighi e continui controlli di polizia...un'attimo di panico poi rientrato (speriamo) quando un corriere porterà il documento a Perm nostra prossima tappa.
Il tempo ci assiste, ed oltre lo zig-zag del traffico riusciamo a dribblare anche la pioggia.
Campo nella solita piazzola del benzinaio, ed ottima cena in buona compagnia.
Compagnia non solo del gruppo ma anche delle tante zanzare che non danno tregua...

12.06.2011

Partenza con tutta calma, (ore 9.30) dato che siamo i anticipo sui tempi di percorrenza e che comunque dovremo attendere a Perm l'arrivo del tanto atteso passaporto.
Il viaggio prosegue lungo la striscia nera d'asfalto, a tratti buono tratt tutto buche e dossi.....
Nel pomeriggio il convoglio effettua una deviazione in una stradina interna che porta ad uno dei tanti villaggi spersi nel nulla.
Qui si può ammirare le casine di legno, in parte in stato d'abbandono; dal nulla come per magia ecco apparire alcuni abitanti, dapprima diffidenti poi molto amichevoli e curiosi cercano di farsi capire nella loro lingua, un briciolo d'inglese e molti gesti...veniamo accompagnati lungo le sponde di un grande fiume dove c'è un piccolo "magazzino" che vende di tutto e qui il solito brindisi a base di vodka.
Immancabile la presenza dell'ubriacone del villaggio...che viene intervistato e ripreso dalle nostre telecamere..
Di nuovo sulla strada e di nuovo una notte passata in un piazzale con i camionisti.
Cena in un self-service con ottimi piatti russi ed ottimo anche il prezzo (2.50euro a testa)
Il tempo è buono, ma salendo verso nord l'aria si fa più fresca e alla sera iniziano a spuntar fuori maglioni e felpe..


13.06.2011

La bussola, ormai dalla partenza, quasi fosse rimasta bloccata indica il N.E.: gli URALI barriera naturale che segnano il confine tra il grande nord e l'est...si avvicinano.
Il paesaggio da quando siamo entrati in Russia è sempre molto bello con tanto verde ma si deve sottolineare la monotonia di una pianura sconfinata....non vi sono alture, qualche rara volta una collina..tutto ciò non sminuisce le emozioni che il viaggio riserva.
Le apparecchiature di bordo ci indicano la strada, la bussola continua a segnare il N.E. :l'altitudine non supera mai i 250 mt. s.l.m.anche se i boschi di betulle e larice bianco danno l'impressione di essere in alta montagna...
La colonna di fuoristrada raggiunge la cittadina di Chaikovski dove per motivi di tempo non può fermarsi per una visita culturale...dopo pochi km s'imbocca una strada sterrata che ci porta in una radura dove viene allestito il campo notturno.
La temperatura esterna si abbassa rapidamente, facendoci capire che stiamo salendo verso il nord...il team cena fuori dopo aver montato un tendalino tra i vari mezzi per ripararsi dall'umidità.

Risaliamo il versante occidentale degli Urali

martedì 14 giugno 2011

Partenza direzione la città di Perm, capoluogo della regione degli Urali.
Lungo la strada viene fatta una deviazione per raggiungere un punto panoramico e visitare un monastero costruito su una "montagna bianca".
S'imbocca uno sterrato, che abitanti del luogo ci sconsiglino di percorrere a causa del fondo stradale dissestato..
I temerari della tundra non si danno per vinti, e incuranti prendono il sentiero...un primo pezzo di strada sterrata attraversa un campo incolto; la strada entra all'interno di un bosco con piante d'alto fusto ed una vegetazione rigogliosa...lo sterrato diventa pista la pista diventa un solco unico affogato nel fango con grosse pozze d'acqua ristagnante...
Il primo automezzo dopo pochi km s'infogna in un guado-pozza profondo abbastanza da bloccare la Land....la macchina spancia e non vi è possibilità di ripartire se non dopo aver messo tronchi sotto le ruote e verricellato il mezzo per tirarlo in una zona con il fondo più duro...
Nel frattempo gli altri mezzi, visto l'impossibilità a proseguire devono in poco spazio far manovra, tra fango, alberi e solchi...Anche il mezzo d'appoggio Iveco Daily in quest'ultima manovra sprofonda in un solco che lo porta fuoristrada...Danilo " dalla motosega facile" taglia tronchi da mettere sotto le ruote ed in poco tempo anche il Daily può ripartire.
Con tutti i fuoristrada "belli & infangati" si arriva a tarda sera nella cittadina di Perm.
Dopo un ampio giro del centro, la solita cittadina con la solita architettura russa anni 70-80 con le solite ragazze dalle lunghe gambe il gruppo si ferma per la notte.


Perm 15.06.2011

Giornata di sosta tecnica.
I piloti fanno una visita culturale alla concessionaria Land Rover di Perm per un guasto meccanico alla Land 110 di Tapiletti Danilo..e per farsi invidiare dai loro meccanici le nostre elaborazioni e modifiche tecniche.
Il resto del gruppo rimane in città: visita del centro e del mercato per uno scorcio di vita locale.
Tra i vari banchi del mercato ci colpisce particolarmente una signora molto seria e funerea che seduta accanto ad un cartellone con le foto delle lapidi da cimitero, aspetta fiduciosa clienti per ordinare la propria lapide.
Il pomeriggio visita al museo dei mezzi militari russi anni 45 – 80.
Velocemente si lascia alle nostre spalle la città di Perm, un pò di strada sotto una piogerellina e campo in una radura.


16.06.2011

La mattina il convoglio di fuoristrada si dirige per una visita al gulag denominato "Perm 36" dove con particolare emozione e sdegno per le atrocità commesse a suo tempo dal regime comunista contro connazionali rei di essere solo intelletuali, poeti, filosofi ed artisti o semplicemente non essere d'accordo con le scelte dello Stato, venivano imprigionati per anni nei cosidetti "campi di lavoro" dove in condizioni inumane venivano trattenuti senza un giusto processo, e tanti di questi per le sofferenze legate alle condizioni climatiche proibitive e la fatica fisica non sopravvivevano.
Terminata la visita con l'amaro in bocca per quanto visto ed immaginato si riprende la strada per raggiungere e visitare il parco etnografico del fiume "Chusoviaia" dove si ammirano alcune antiche case in legno della tradizione russa, recuperate e restaurate, oltre a statue, chiese dalle strane cupole ed una vecchia giostra dove tutto il gruppo torna bambino ed insieme ad un gruppo di scolaretti russi vocianti viene fatto un bel giro di giostra.
Foto, scambi di doni, autografi, e conversazioni in un improbabile ma simpatico italo-russo condito da un pò d'inglese.....
Anche queste sono emozioni da....viaggio.
ancora una lunga striscia d'asfalto per raggiungere il villaggio di Usva dove si cena in un ristorantino molto semplice ma con ottimi piatti della tradizione locale.
Qualche altro km e si allestisce il campo per il bivacco notturno.


17.06.2011

Partenza con la bussola che indica il nord.....si oltrepassano alcune cittadine industriali anonime, ciminiere che sbuffano vapori inquinanti, odori acri nell'aria, strade dissestate, casermoni tutti uguali e tristi, grigio che avvolge ogni cosa ed ogni dove.....
Anche questa è la Russia...anche questa è avventura.
Breve deviazione per raggiungere e vedere la "città di pietra" un agglomerato di grosse pietre che sembrano formare un villaggio..
Nel primo pomeriggio si raggiunge la ex capitale della regione degli Urali, la città di Cherdyn che si pensava essere interessante, invece tranne 2 chiese degne di una visita nulla di che....se non scoprire che gli abitanti della "capitale" non hanno l'acqua in casa e si vedono alcune donne che con carrettini vanno ad attingere l'acqua alle cannelle pubbliche.
Allestito il campo lungo le sponde del fiume Vishera, un grande fiume che attraversa un territorio le cui sorgenti ed il corso alto del fiume passa all'interno di una riserva naturale che ospita un'infinita varietà di esseri animali e vegetali.
Bella tavolata tutti insieme, allietati dalla compagnia di nuvole di zanzare che non danno tregua.
Buonanotte ed un risveglio sotto una leggera pioggerellina che
non promette nulla di buono....



18.06.2011

Gli equipaggi nella mattinata si dedicano agli ultimi acquisti di cibi e rifornimento di gasolio nell'ultimo avamposto "civilizzato" prima d'intraprendere il viaggio verso il nulla....
Nella cittadina di Krasnovishersk, grigia come e più degli altri paesi, sotto la pioggia, si visita il mercato alquanto triste e povero...gli sguardi dei locali si alternano tra stupore ed un senso di riservatezza per incontrare, quasi sicuramente per la prima volta italiani in quella terra così lontana e senza un motivo valido per essere visitata.
Comunque dopo i primi momenti di distacco e insofferenza, gli sguardi s'incrociano, timidamente si avvicinano ai nostri mezzi e cercano di capire il motivo della visita per finire con delle foto di fronte alle Land Rover, rigorosamente con un bicchiere in mano, da noi offerto in segno d'amicizia.
Con un percorso da fuoristrada impegnativo, tra fango, solchi profondi e pozze d'acqua si raggiunge la vetta .Qui si lasciano i nostri "potenti mezzi" ed a piedi percorrendo oltre 700 scalini in legno appoggiati ad un masso che si erge dal nulla eccoci in cima, dove tempo permettendo e non è il nostro caso, si possono ammirare da un costone della roccia che scende a picco, le vette della catena montuosa degli Urali, il fiume e la vallata verde che si estende a dismisura.
Al rientro ai mezzi una nota di colore : s'incontra e si familiarizza con un gruppo di locali, che per i nostri standard potrebbero essere d'etnia "rom", che ci allietano con canti balli e musiche e come da prassi ci viene offerta l'immancabile "vodka" seguita da pomodoro, cetriolo o uovo sodo. Ci tuffiamo per alcuni minuti nel loro mondo....allegro e colorato. Baci, abbracci come vecchi amici e l'avventura continua.....
Nel pomeriggio si lascia la strada "buona" per prendere una strada che sulle carte doveva essere asfaltata....l'asfalto si perde dopo pochi km ed inizia una larga pista solcata da grossi camion che trasportano legname...dossi, solchi profondi, pozzanghere ed il fango che la fa da padrone creano un pò di difficoltà nella guida rallentando la marcia verso l'ultimo paesino segnato sulle mappe: Zolotanka.
Bivacco notturno in riva al fiume in piena e sotto una pioggia scrosciante .......................

Fallisce il primo tentativo di attraversamento

domenica 19 giugno 2011

Zolotanka
Il paese che si riassume in un agglomerato disordinato di una quindicina di case e baracche in legno, tutte storte dal peso degli anni e dall'incuria generale, inizialmente da l'impressione di essere disabitato e le poche persone ci guardano in maniera quasi ostile e di sfida oltre che di stupore, ma dopo poco l'atteggiamento dei locali cambia radicalmente...ci viene indicato il "magazzino" dove fare ancora scorte di viveri, si fraternizza cercando di capire le usanze locali, e cosa più importante si riesce ad avere importanti informazioni sulla percorribilità delle piste dal responsabile dell'ufficio forestale, che gentilmente ci apre il suo ufficio di domenica, sempre che una domenica ci sia in quel paese..........
Il tempo inclemente continua a scaricare acqua, le pozzanghere si fanno piccoli guadi ed il livello del fiume che dovremmo guadare più volte sale a vista d'occhio con una forte corrente che ci fa venire i primi dubbi sulla fattibilità dell'impresa di attraversare la catena degli Urali.
Dubbi che con le informazioni elaborate con il forestale diventano realtà : impossibile proseguire e guadare il fiume.
Dopo un consulto con tutto il team il capo-spedizione decide di tornare indietro, percorrere a ritroso la pista che ci riporta alla cittadina di Solikamsk e scendere più a sud, sotto il 60° parrallelo per cercare un'altra pista che sembra già stata individuata.... almeno sulla carta!
La mattinata prosegue con un'incontro con un paio di fuoristrada polacchi che vorrebbero fare il nostro stesso viaggio ed un paio d'ore di sosta obbligata in pista per una riparazione meccanica alla Land Rover di Danilo. Riparazione eseguita a regola d'arte dal valente meccanico factotum Marietto la peste.
E' solo l'inizio....un breve intervento al Daily....ancora avanti nella pista tra buche e slalom di crateri....
Poi per la legge della natura la cosa più è grossa e più fa il tonfo quando cade....ed il Land 110 di Mauro, benchè super-preparato non sfugge a questa legge....dopo vari piccoli continui inteventi ecco che iniza a perdere sangue...cioè il liquido rosso del raffredamento...consulto tra dotti medici e sapienti : radiatore bucato...prognosi infausta.
S'inizia ad accumulare ritardo..poi una flebo d' acqua alimenta il radiatore bucato quel tanto che basta per raggiungere la cittadina di Krasnovishersk dove viene passata la notte.
Parte del team alloggia in un "albergo" se così si può chiamare...con solo 2 umili camere dal parquet sino alle pareti completamente in plastica, con due divano-letto che al confronto le panche tristemente utilizzate come dormitorio al Gulag "Perm 36" sono comodi giacigli..
Nessun meccanico disponibile, pertanto il convoglio riparte alla spasmodica ricerca di un radiatorista.


20.06.2011

I guai non vengono mai da soli...e non è solo un detto...anche il Land Rover del mitico capo-spedizione accusa un danno tanto per non esser da meno...il silent-block della barra d'accoppiamento ci lascia e il fuoristrada è inguidabile.
Arrivo alla cittadina industriale di Solikamsk dove viene fatta sosta tecnica obbligata nel solito, ennesimo piazzale del distributore di benzina. Qui si aprono cofani, si sfoderano chiavi inglesi e uomini in tuta da meccanico si mettono all'opera....Marietto la peste come al solito riesce a far miracoli e nella tarda serata, come per magia i mezzi sono di nuovo tutti efficenti...e come per magia al solito "Highlander...il mostro" si rompe il devioluci, ma questa è un'altra storia.
Quando siamo pronti a partire è ormai sera, anche se qui la sera, intesa come luce solare non viene mai....perciò si decide di passare la notte all'area di servizio per partire nella primissima mattinata alla volta di Alexandrovsk e da qui imboccare...finalmente....la pista forestale che ci trasborderà in siberia orientale. Almeno speriamo...........

Il secondo tentativo vittorioso: siamo sul versante siberiano!

martedì 21 giugno 2011

Alle 08.30 puntuali come orologi svizzeri gli equipaggi partono in direzione di Alexandrovsk , cittadina esattamente identica ad altre mille cittadine russe, con i soliti casermoni dell'era comunista a perenne ricordo della "nomenklatura"..le strade semisgombre dove autobus vecchi e fumanti trasportano genti dalle campagne ad ogni dove...e la periferia costellata di piccole case in legno tutte storte, circondate da erbacce e recinti storti, piegati dal peso della neve e dal tempo, comunque più carine dei casermoni del centro..dove viene fatta una sosta tecnica per riparere il silent-block del Land Rover del capo-spedizione.una volta trovata un'officina meccanica ; lavoro come da prassi egregiamente svolto dal solito Mario...
Nel frattempo vengono fatti rifornimenti di viveri sbirciando tra i banchi del mercato, dove si è a contatto con la realtà locale...una realtà vera ma tristemtemente monotona e grigia come i palazzi.
Partenza!!
S'imbocca una strada secondaria segnata sulle carte come "asfaltata" ed in effetti è una strada costruita con blocchetti di porfido, si viaggia veloci tra boschi di faggete per passare un paese da un passato importante ed ora ridotto ad un ammasso di casermoni diroccati, ed i soliti palazzi grigi attraversati dall'unica strada e contornata da inquietanti tubazioni che seguono palazzi, strade, ponti, di cui s'ignora cosa trasportino....
La popolazione locale s'incuriososce, stranamente, del nostro passaggio.
Inizia lo sterrato dapprima semplice, con il passare dei km le difficoltà aumentano..i dossi sono sempre più profondi, i solchi ci obbligano a seguire il tracciato come rotaie...di tanto in tanto fango, sassi, alberi divelti...ed acqua, tanta sempre ovunque.
Acqua che straborda dai fossi, pozzanghere che diventano veri e propri guadi...piccoli torrenti dalle acque limpide...
Le difficoltà ci sono per tutti i mezzi che arrancano nel fango, passaggi in twist...ridotte, potenza e di nuovo fuori dal buco...ogni tanto qualche mezzo, in particolar modo il Daily s'infogna in qualche fangaia...si prova ad utilizzare il verricello ma inutilmete in quanto tutti gli alberi sono di piccolo fusto ed il terreno perennemente umido non regge la forza del tiro del verricello.
Si lavora con pala, zappa, pietre e motosega per tagliare tronchi da mettere sotto le ruote e trovare l'aderenza giusta per il gripp....
I km vengono percorsi molto a rilento..passaggi tecnici, avanti a piedi per assicurarsi il punto migliore d'attacco, ricostruzione e messa in sicurezza con grossi tronchi di alcuni ponticelli, altri ponti ormai intransitabili vengono passati guadando il fiume ove possibile.
Un passaggio tecnico per attraversare uno di questi fiumi con ponte crollato, ed il Daily proprio nel momento critico nell'affrontare la discesa ripida e scoscesa diventa incontrollabile...
Il mezzo prende velocità...si piega paurosamente si di un fianco quasi a ribaltarsi..il pilota fa di tutto per frenarlo ed immediatamente viene messo in sicurezza con pietre e tronchi sul lato critico.
La barra di sterzo si è staccata dai supporti, lo sterzo non risponde.
Dopo i primi attimi di stupore e panico s'inizia a scavare per riportare il mezzo in piano e poter effettuare un traino togliendolo dalla discesa e capire come fare a ripartire....l'operazione si presenta immediatamente complicata, in quanto il mezzo è il più pesante, non può essere trainato se non in con unaretromarcia in salita e c'è il concreto rischio di un ribaltamento laterale...
Dopo circa 30 minuti, senza che ancora fosse presa una decisione...dal nulla ecco apparire sulla pista un immenso camion 3 assi ex militare con 3 uomini a bordo.
Miraggio o realtà? Una concreta realtà quando con il loro potente mezzo mettono in sicurezza il Daily tirato come un fruscello...e come non bastasse si mettono al lavoro sotto il Daily fuori-uso e con un'invenzione degna di un genio riescono a modificare e mettere di nuovo in pista il fuoristrada.
Passano le ore.
Finito il lavoro si festeggia tutti assieme con una tavolata in mezzo alla pista con pastasciutta e buon vino italiano.
Alle 02.00 il convoglio di fuoristrada riparte seguendo il camion russo dei nostri nuovi amici che ci fa da apripista e ci tirerà fuori da un'altro impaccio in un impossibile passaggio....Ore 03.30 si allestisce il campo salutando nella notte ancora chiara il camion che con i 3 uomini prosegue il viaggio...verso il nulla!!

22.06.2011

Di nuovo in pista...una pista lunghissima, dissestata e senza possibilità di ritorno con tanti passaggi al limite della fattibilità per i nostri automezzi.
Innumerevoli le volte che dobbiamo scendere..posizionare tronchi, pietre, mettere in sicurezza vecchi ponti in legno, usare verricello e via....
La giornata scorre lenta ma interessante, con paesaggi naturalistici mozzafiato, foreste immense, e nel tardo pomeriggio le nostre carte e apparecchi satellitari ci dicono di aver scavalcato gli Urali europei e trovarsi negli Urali asiatici."URALI ed OLTRE......."
Un bel guado poi campo sulle sponde del fiume...bagno nelle chiare, fresche, molto fesche acque del fiume e solita tavolata del team.


23.06.2011

Sveglia dentro una favola : il sole che sorge le acque del fiume che riflettono i raggi, verde tutt'intorno, cinguettio degli uccellini...natura incontaminata ed un gruppo di uomini e mezzi pronti a ripartire....
Altra pista: ora condizioni del fondo buone ora impossibili..la pista forestale da seguire dopo pochi km diventa intransitabile benchè sia lastricata di enormi tronchi...
Consulto ed i musi dei fuoristrada cambiano direzione: da nord-est si punta a sud-est..ancora un guado ancora pista ora migliore per ricongiungersi con quella che dovevamo fare ed eccoci al primo centro abitato se così si può chiamare..
Un'agglomerato di case fatiscenti, incuria generale..strade sterrate e polverose, cani che ci guardano incuriositi poche persone e traffico nullo.
Rifornimento di generi alimentari all'unico negozio del paese, poi si riparte in direzione della civiltà...
Prima di arrivare alla cittadina di Karpinsk dove viene passata la notte, chi in bivacco notturno chi all'hotel Ural dall'architettura rigida di stampo sovietico.
Ma ecco che il solito Daily inizia a darci una nuova preoccupazione.
Il radiatore perde liquido refrigerante: al momento d'effettuare lo smontaggio per la riparazione il pilota e "grande unico irraggiungibile" meccanico Marietto ci dice che si è conficcato un ramo dritto dritto nel radiatore.
Nella notte viene effettuata la riparazione, sotto lo sguardo attento ed incuriosito di alcuni ragazzi russi che ci fanno compagnia, ci chiedono chi siamo da dove veniamo e persino autografi come fossimo persone famose!!

Il ritorno

venerdì 24 giugno 2011

Il convoglio riparte lasciandosi alle spalle il percorso fuoristradistico vero e proprio...ormai siamo sulla via del ritorno, con una punta d'amarezza e al tempo stesso un sospiro di sollievo per la "missione" compiuta, tra divertimento, impegno, guasti meccanici, condizioni climatiche altalenanti e veri e propri attacchi di brigantaggio da parte della polizia locale che alla fine del viaggio riuscirà a spillare ed incassare la somma di 530.00 euro per infrazioni inesistenti, senza logicamente elevare alcuna contravvenzione.....
Brevi visite alle cittadine di Verkhoturye (famoso luogo dove visse Rasputin), l'obelisco Europa – Asia..in classico..,Nevyansk per raggiungere la città di Ekaterinburg dove le strade si separano: equipaggio Daily (Doria/Bresciani) – Land Rover 110 "capo-spedizione" segue il Sud-Ovest in direzione dell'Italia : equipaggi Land Rover 110 (Camisasca/Bonfanti) e Land Rover 110 (Tapiletti) puntano verso Sud-Est direzione Mongolia. "Donnavventura" al suo viaggio riceve i complimenti di tutto il team per come si è comportata, da vera avventuriera professionista..e anche Nicoletta Grecuccio ci lascia rientrando in Italia via aerea.

Russia addio.....
Ucraina...le strade migliorano..le cittadine iniziano a ricordare quelle europee: soliti lunghi controlli ai posti di confine..
Ungheria.....ormai agli standard dell'europa più moderna..e veloci senza più frontiere si entra in Slovenia dove si può ammirare anche se in transito, le montagne e le vette dei Carpazi per ritrovarsi dopo svariati migliaia di Km in Italia.
E qui ci attende l'ultimo della lunga serie di problemi meccanici : l'alternatore del Daily ha dato forfait....si decide di non intervenire e con la spinta del Land 110 un "colpo e in moto"...ben attenti a non usare luci, radio e apparecchiature elettriche di bordo.
Ultima notte di viaggio passata all'autogrill di Venezia, ultima bella cena tra compagni di viaggio: affiorano i primi, ormai, ricordi...un brindisi con l'ultima vodka e la mattina dopo l'avventura in terra di Russia è storia.
Pronti a ripartire per nuove mete...nuove avventure...nuove emozioni...sempre e solo con "GRUPPO SEXTANT"

Fabio Bresciani